Apple Aperture

Il passaggio alle nuove tecnologie digitali che ha caratterizzato il mondo della fotografia degli ultimi anni ha sicuramente avuto un forte impatto su un settore da tempo consolidato e basato su soluzioni tecniche mature, affidabili e ormai ben conosciute da appassionati e professionisti. I vantaggi in termini di praticità, immdiatezza dei risultati e di qualità rispetto alla fotografia tradizionale sono noti e riconosciuti anche dai più  scettici e affezionati all’era analogica.

Tuttavia la nuova tecnologia ha portato con se anche nuove sfide richiedendo competenze estranee al mondo della fotografia e più vicine all’informatica. E’ evidente infatti che chiunque, dal semplice appasionato al professionista, desideri occuparsi seriamente di fotografia dovrà necessariamente mettere in conto di gestire il proprio archivio fotografico utilizzando un computer.

Ma se da un lato il mondo fotografico avanza a gran velocità proponendo prodotti sempre migliori e a minor costo, il settore dei software di gestione delle immagini sembra essere stato colto di sopresa, incapace di fornire una valida risposta alle richieste degli utenti alle prese con archivi di immagini sempre più grandi e con una rchiesta a prevalere sulle altre: semplice funzionalità.

Abituati a gestire oggetti reali ( le stampe e i negativi / diapositive ) doversi destreggiare con software complessi e spesso non progettati appositamente per lo scopo è stato uno dei principali problemi che non hanno permesso una completa diffusione della fotografia digitale sia tra gli appassionati che tra i professionisti.

Circa un anno fa Apple, da sempre vicina al mondo dei creativi, introduce sul mercato Aperture.

L’idea alla base del progetto è tanto semplice quanto geniale.

Aperture infatti nasce prima di tutto con in mente il fotografo per essere uno strumento pratico e intuitivo capace di velocizzare e semplificare il lavoro. E quale modo migliore se non ricreare, virtualmente ma con una fedeltà il più delle volte stupefacente, i veri e propri “ferri del mestiere”, gli strumenti che da anni hanno accompagnato la vita di chi, della fotografia, ha fatto il proprio mestiere.

Aperture viene quindi strutturato dal punto di vista grafico e di interfaccia utente ma anche  dal punto di vista delle funzionalità come fosse il tavolo di lavoro di un professionista. Le immagini possono così essere archiviate, catalogate, manipolate come fossero realmente appoggiate su un tavolo luminoso, raggruppate ne più ne meno con gli stessi gesti che si farebbero nella realtà.

Lo strumento di lavoro per eccellenza, come del resto sa bene ogni professionista, è il lentino ingranditore. Permette con pochi click di ingrandire, controllare e gestire quasi tutte le principali funzioni del programma. Ovviamente Aperture è molto di più. Pochi pannelli, semplici e ben organizzati, permettono al fotografo di intervenire sulle immagini modificando molti parametri, dalla correzione dell’esposizione alla saturazione alla correzione del bianciamento del bianco.

Aperture tuttavia non va confuso con un software di fotoritocco ma piuttosto come qualcosa di complementare e ben distinto. I principali compiti a cui è dedicato il software Apple vanno infatti a posizionarsi ben prima nella catena di gestione delle immagini o workflow come si dice in gergo.

Si parte dalla gestione e conversione del formato RAW ( il negativo dell’era digitale ) per passare alla selezione degli scatti migliori, alla catalogazione fino alla correzione dei principali difetti e al salvataggio o alla stampa dell’immagine finale.

Giunto alla versione 1.5.1, forte del consenso da parte di molti professionisti e appassionati, Aperture si presenta con più di 20 nuove funzionalità oltre a svariate decine di migliorie spesso frutto della stretta collaborazione con professionisti del settore.

 

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