ETNA: Il piu' alto Vulcano d'Europa

Testo & Immagini di Antonio Zimbone

Fin dagli albori dell’umanità le montagne sono state viste come dimora di Demoni e Dei, luoghi sacri e mistici. Ovunque sulla terra le montagne di fuoco hanno ancora oggi una attrazione soprannaturale, in particolar modo l’Etna che con i suoi 3340 mt. è il vulcano più alto d’Europa. Ogni giorno sull’Etna eserciti di visitatori si avvicinano al mondo magico e terrificante di questa montagna, vogliono arrivare su, in vetta e rivolgere lo sguardo verso le profondità dei crateri, una emozione forte, indescrivibile assale lo spettatore in tutto il corpo e la mente alla vista di quello spettacolo unico nel suo genere. L’Etna infatti è una tra le tante mete della Terra, capace di tenere testa al Grand Canyon degli Stati Uniti, al deserto del Sahara, ai vulcani dell’Islanda, ai ghiacciai delle Alpi e alle grandi distese Africane.

Attività stromboliana al cratere di sud-est eruzione 2006.
Eruzione 1999, fessura euttiva.
Eruzione 2002 viene distrutto l’impianto della funivia dell’Etna.
Vegetazione endemica quota 2000 mt sullo sfondo i crateri Silvestri superiori

Il fascino della natura sull’Etna non lo troviamo solo ai crateri, ma bastano delle passeggiate lungo i suoi fianchi, tra i boschi o tra i dicchi della Valle del Bove. L’Etna infatti non è solo un vulcano ma una montagna dove si alternano territori desertici con colate laviche recenti, dove ancora non si è insediata nessuna forma di vita, territori ricchi di flora e fauna autoctona come il Pino Laricio, la Betulla e il Faggio, a quote più basse castagneti, querceti, vigneti, noccioleti, pistaccheti, meleti, nella maggior parte dei casi impiantati dall’uomo frutto del secolare lavoro svolto con la realizzazione di terrazzamenti sulle pendici di questo vulcano. Non solo i turisti vengono attratti da questo straordinario luogo ma ne sono attratti anche scienziati, scrittori, pittori e filosofi.

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Saponaria dell’Etna pianta endemica nel passato le radici venivano utilizzate per lavare la biancheria.
Bosco di Betulle in autunno.
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Betulla dell’Etna attecchita su una colata.
Etna al tramonto versante Ovest.

Il primo a subirne questo irresistibile fascino fu il filosofo Empedocle, che individuò il fuoco, la terra, l’acqua e l’aria, come elementi fondamentali dell’universo. Trascorse molto tempo della sua vita ad osservare il vulcano, nel suo ricovero, ritrovato durante la costruzione di un rifugio a 2800 mt. di altezza nei pressi del Cratere Centrale e chiamato Torre del Filosofo, oggi sepolto dalla cenere delle ultime eruzioni del 2002. La leggenda narra che Empedocle morì suicida, lanciandosi nel cratere, mosso dalla disperazione di non avere capito i segreti del vulcano. L’Etna è una montagna viva, cambia in continuazione, non è mai la stessa, le eruzioni la cambiano morfologicamente anche nel giro di pochi mesi, dove c’è un bosco rigoglioso, ricco di vegetazione e fauna potrà esserci il deserto lavico con la sua nera desolazione arida.

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I caratteristici tronchi bianchi delle Betulle.
Lava a corde con le prime colonizzazioni di Licheni.
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Attività stromboliana e colata al cratere di sud-est eruzione 2006.
Crateri Silvestri inferiori.

Per la gente dell’Etna gran parte di questi “cambiamenti” portano danni e dolori. La storia dell’Etna e costellata da centinaia di eruzioni catastrofiche, le più terrificanti sono quelle del 396 a.c., poi nel 1329, nel 1381 e 1536. La più drammatica fu quella del 1669, si aprì una bocca eruttiva nei pressi del paese di Nicolosi a 750 mt. di quota, formando gli attuali Monti Rossi dai quali sgorgarono 989 milioni di metri cubi di lava che distrussero Catania arrivando fino al mare. Ma come dice un noto teorema “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma” sull’Etna questo sembra calzare a pennello. Dopo un’eruzione nel giro di pochi anni la natura ricomincia il suo corso, le colate vengono per prima colonizzate da muschi e licheni, poi da piante pioniere come le Ginestre ed infine sono gli alberi a riapparire sulle lave. Oggi le spaventose immagini delle eruzioni dell’Etna arrivano nelle case attraverso la televisione e i giornali.

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Faggi dell’Etna in veste autunnale.
Colata lavica quota 3000 mt. con la città di Catania sullo sfondo.
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Hornitos – eruzione 1999 – sullo sfondo il cratere di sud-est.
Fogliame di una Quercia e i suoi colori autunnali.

Lo spettacolo dell’attività eruttiva con le fontane di lava e le colate che si riversano sui fianchi del vulcano minacciando i centri abitati entrano nell’immaginario collettivo, dipingendo questa montagna come un vulcano distruttivo e pericoloso. Ma più che una minaccia del vulcano verso l’uomo oggi è l’uomo a creare una minaccia al vulcano. Il continuo espandersi dei paesi, con le loro strade e le aree coltivate, comporta un’incessante lavoro di monitoraggio e di controllo sul territorio da parte del Parco dell’Etna nato nel 1987, il primo e il più celebre istituito dalla Regione Siciliana. Oggi la vita di ogni giorno sotto il vulcano continua, una calma apparente circonda il paesaggio etneo, chi volge lo sguardo al vulcano lo vede quieto con il suo tipico pennacchio di fumo, ma prima o poi si risveglierà di nuovo e farà parlare di se.

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Cuscini di Saponaria fiorita sulle pendici dell’Etna.
Querce con sottobosco di Felci.

l'autore

Antonio Zimbone, nasce a Catania il 02/02/1969 e vive attualmente a Tremestieri Etneo (CT). Da diversi anni si occupa di fotografia. Nel 1998 si iscrive al Gruppo fotografico le Grù di Valverde (CT), dedicandosi con maggior impegno all'arte fotografica. Partecipa a concorsi fotografici nazionali ed internazionali dove riscuote lusinghieri successi ed ha al suo attivo diverse mostre collettive e personali. Fin dai primi passi mossi nell'ambito della fotografia ha aderito alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). La rivista "Il Fotoamatore", organo ufficiale della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, gli ha dedicato un ampio servizio sull'Etna e le sue foto sono state pubblicate sulle riviste del settore e non. Antonio Zimbone predilige in particolar modo la fotografia naturalistica e di paesaggio, attualmente collabora con diversi editori regionali e nazionali i quali con le sue immagini hanno realizzato diverse guide turistiche calendari ed articoli, sia sull'Etna che su la Sicilia.

PUBBLICAZIONI
Guide turistiche: Edizioni Affinità Elettive.
Calendari: Oasis Sergio Musumeci Editore, Edizioni Bonechi.
Riviste: Oasis Sergio Musumeci Editore e “Il Gabbiano” Poste Italiane.

RICONOSCIMENTI
24/09/05 – Premio Anassilaos Giovani 2005 – Reggio Calabria
16/02/07 – Onorificenza AFI (Artista Fotografo Italiano ) da parte dell’organo “FIAF”

MAGGIORI INFORMAZIONI & IMMAGINI
Per maggiori informazioni sull'autore e per visionare il portfolio completo visitate: http://www.photoartland.com

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