Carl Zeiss Vario-Sonnar T* DT ZA 16-80


Carl Zeiss Vario-Sonnar T* DT F/3.5-4.5 ZA da 16-80 mm

Dopo l'annuncio dell'acquisizione di Minolta da parte di Sony, la notizia che ha catalizzato l'attenzione di tutti gli appassionati di entrambi i marchi è stata la conferma di una partnership con uno dei più blasonati nomi in campo ottico. Stiamo parlando di Zeiss a cui Sony già da tempo ha affidato la realizzazione di quasi tutte le ottiche per le proprie videocamere. Forte di questo accordo Sony ha fin da subito pubblicizzato la disponibilità di tre ottiche: Sonnar T* 135mm f/1.8ZA, Planar T* Carl Zeiss 85 mm F1,4 ZA e Vario-Sonnar T* Carl Zeiss DT 16-80 mm F3,5-4,5 ZA Zoom primo messo a disposizione della nostra redazione e oggetto della nostra consueta prova sul campo. Iniziamo.

DESIGN & COSTRUZIONE

Molto bella la confezione, curata, originale con l'immancabile arancio a caratterizzare tutta la nuova linea Alpha. La dotazione è ricca. Obiettivo, paraluce, istruzioni, uno degli astucci morbidi meglio realizzati che ci sia capitato di vedere e un certificato attestante il superamento dei controlli di qualità.

L'ottica è ben costruita. Curatissimo l'assemblaggio e notevoli le finiture con il logo Zeiss ben visibile su barilotto e copri obiettivo anteriore pronto ad essere sfoggiato in ogni sessione fotografica.

Il nuovo 16-80 appare inoltre solido e resistente nonostante l'intero barilotto sia realizzato in plastica. Di metallo invece l'aggancio a baionetta.

Il peso, circa 440g, è ben bilanciato dal corpo macchina e sufficientemente contenuto da permettere di utilizzare il nuovo 16-80 come ottica tuttofare anche durante lunghe escursioni.

La messa a fuoco interna previene il movimento della lente frontale tuttavia il barilotto si estende in modo considerevole per consentire di raggiungere la ragguardevole escursione focale di 5x passando da 16 a 80mm.

Fortunatamente le tolleranze sono davvero contenute e anche alla massima estensione non si avvertono debolezze nella struttura né facili passaggi per umidità e polvere.

Messa a fuoco manuale e zoom sono controllate da ampie ghiere in gomma disposte in modo corretto sul barilotto ma non del tutto soddisfacenti dal punto di vista della fluidità delle regolazioni.

Buona la gomma antiscivolo anche se ( ma questo è molto soggettivo ) la texture scelta per gli intagli non ci ha convinti al 100% sia al tatto sia per l'accumulo di polvere fra le fessure. Infine la messa a fuoco automatica è attivabile da un piccolo pulsante che provvede a sganciare il meccanismo di trasmissione tra macchina e ottica ( Come molte ottiche Minolta anche il nuovo Zeiss infatti non è dotato di motore autofocus; i gruppi ottici sono mossi da un motore interno al corpo macchina ). Ben realizzato infine il paraluce: forma a petalo per garantire protezione adeguata sia in modalità grandangolo che alla massima focale e rifiniture interne in materiale fotoassorbente per limitare riflessi indesiderati.

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