Hollywood Uncelebrated - David Strick


Hollywood Uncelebrated - David Strick

Intevista & Immagini a cura di: Francesco Ferruzzi

David Strick, Roma, 20 Ottobre 2007 - David Strick - Hollywood Uncelebrated

Nella settimana in cui Roma è diventata la capitale del cinema ha preso il via una mostra fotografica a tema, in cui le fotografie, per la loro particolarità, sono in grado di attirare l'attenzione del grande pubblico.

E' la mostra che raccoglie una selezione degli scatti del fotografo statunitense David Strick.

Nato e cresciuto a Hollywood, proveniente da una famiglia la cui storia è fortemente legata a quella del cinema, ha iniziato a fotografare sin da adolescente ed ora sono 20 anni che si dedica esclusivamente al mondo del cinema hollywoodiano e lo fa da un punto di vista particolare: ritrae quella che lui stesso definisce “la parte nascosta” dell'industria cinematografica, quella dei “trucchi”, degli stuntman, degli addestratori di animali e delle comparse.

Mostra al pubblico come viene realizzato un film, cosa si può incontrare su un set cinematografico e cosa si cela dietro alle scene che tanto appassionano il pubblico.

In occasione dell'inaugurazione della sua mostra presso lo spazio “cedro26” di Roma, poco prima dell'apertura al pubblico della galleria, abbiamo avuto il piacere di incontrare David Strick e di potergli porgere qualche domanda sul suo lavoro.

David Strick, Roma, 20 Ottobre 2007

INTERVISTA

ZMPHOTO: Hollywood Uncelebrated mostra al grande pubblico quello che gli stessi soggetti delle sue immagini tentanto con tutto il loro lavoro di rendere invisibile: i trucchi, la finzione che sta dietro alle scene di un film. Quali sono le motivazioni che l'hanno convinta a dedicarsi a questo progetto?

David Strick: Tutti noi siamo esposti 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno a “prodotti finiti”, tutti i prodotti di intrattenimento vengono presentati completi, il “pacchetto finale” è “totalmente controllato”. Alcune forme di intrattenimento come ad esempio un giornale o una rivista possono essere più “dominati dalla persona”: in un libro puoi girare tu le pagine, con internet puoi cliccare tu dove vuoi. Quello che mi interessa è cambiare la polarità dell'esperienza del cinema e far vedere quello che c'è “dietro le tende del palcoscenico”.

Pronti per la sequenza, Die Hard: vivere o morire, 2006 - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Miniatura, Conciati per le feste, 2006 - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Pronti per la sequenza, Die Hard: vivere o morire, 2006.
Miniatura, Conciati per le feste, 2006.

ZM: Come si lavora su un set cinematografico, che libertà ha un fotografo come lei?

DS: Probabilmente ho più libertà di qualsiasi altra persona perché è tanto tempo che faccio questo lavoro, i cinematografici mi conosco ed addirittura mi invitano ad andare sul set. Cerco di rispettare totalmente il film, ci sono dei momenti “sensibili” in cui preferisco non andare rendendomi conto che in gioco ci sono milioni di dollari e quindi vado in altri giorni. Allo stesso momento i cinematografici stessi sanno che tramite me ottengono un'attenzione che altrimenti non avrebbero da parte del grande pubblico, quindi c'è una specie di “vantaggio reciproco” possiamo dire.

Electronic press kit interview, Good Burger, 1997 - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Surf, Psycho Beach Party, 2000 - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Electronic press kit interview, Good Burger, 1997
Surf, Psycho Beach Party, 2000

ZM: Che rapporto ha con i suoi soggetti? Che aria si respira sul set? Tensione? Nervosismo? C'è spazio anche per rilassarsi?

DS: Dipende da molti fattori: dal film, da dove sei... Quello che devi fare è “captare le emozioni nascoste” di persone che non hai mai visto in vita tua. Su un set con il passare del tempo si sviluppa una specie di “sub-cultura”, diventa un “piccolo mondo a se” e le persone che incontri posso reagire in modo diverso: potrebbero aver avuto una giornata terribile, potrebbero essere nervosi per qualche motivo e te devi essere sempre molto attento a captare il rapporto che c'è tra le varie persone e rispettarlo, perché hai a che fare con un equilibrio veramente molto precario.
Devi essere come un tappo di sughero che “galleggia sulla superficie”, quindi devi essere molto sensibile a tutto ciò che puoi incontrare sul set.

Comparsa dipinta, Austin Powers: il controspione, 1997 - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Manifesto fuori misura, Vulcano ˝ Los Angeles 1997, 2000 - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Comparsa dipinta
Austin Powers: il controspione, 1997
Manifesto fuori misura, Vulcano ñ Los Angeles 1997

ZM: Quali sono gli elementi che vuole siano presenti in ogni sua immagine?

DS: E' difficile rispondere senza sembrare “pretenzioso”. Voglio creare delle foto succinte, ma che mostrino qualcosa: emotivamente o graficamente devono avere una ragione, ma non devono essere semplificate e devono lasciare spazio a qualche elemento complesso. Come in una canzone Pop: non deve essere né troppo complessa né troppo semplice e devi cercare di non avvicinarti troppo ad uno di questi due estremi.
Tutto quello che è presente in ogni foto deve essere importante, non voglio che ci siano elementi estranei e nello stesso momento non voglio raccontare qualcosa che è stato già detto: non voglio apparire come un insegnante che si trova a ripetere sempre le stesse cose.

Signora Stunt, Balls of Fury, 2006 - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Tecnico e gatto sul set d Hot Movie - un film con il lubrificante, 2006 - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Signora Stunt, Balls of Fury, 2006
Tecnico e gatto sul set d Hot Movie - un film con il lubrificante, 2006

ZM: Quali sono gli strumenti del suo lavoro?

DS: Al momento utilizzo il digitale. Ho una Canon 20d dotata di 2 zoom e di un sistema per attutire il rumore della macchina al momento dello scatto in modo che non vengano disturbati gli attori durante le riprese.

Stunt explosion, Chips, 1980 - David Strick - Hollywood Uncelebrated

ZM: Quindi si è ormai convertito al digitale. Che rapporto ha con questa tecnologia?

DS: E' da 3 anni che fotografo solo in digitale. Adoro questo nuovo modo di fare fotografia perché mi permette efficienza e tranquillità (perché ti consente di predire il risultato). E' una gioia fare fotografie in digitale!

ZM: Poter lavorare a contatto con grandi star è il sogno di molti. Come si diventa fotografi di
scena? Ha dei consigli per chi volesse seguire le sue orme? Lei come ha iniziato?

DS: Proprio lo scorso anno ho insegnato in un college vicino Los Angeles, quindi sono molto vicino ai giovani di oggi e sono consapevole che ora è molto più difficile iniziare rispetto a quando ho iniziato io.

Tecnicamente è più facile perché la tecnologia è più accessibile ed anche chi non è professionista può fare delle buone foto, ma le industrie dell'editoria che davano lavoro a moltissime persone stanno scomparendo, quindi mi rendo conto quanto sia difficile inventarsi fotografi in questo momento.


La soluzione è usare la tecnologia a proprio vantaggio: quando hai effettuato l'investimento iniziale per una macchina digitale non devi affrontare altre spese ad esempio per le pellicole, quindi consiglio alle persone di puntare soprattutto su quello che vogliono fare, senza lasciarsi influenzare dal mercato e di mettersi in gioco, puntare su quello che si vuole realizzare.

Stunt explosion, Chips, 1980

ZM: Parlando della mostra, come è nata l'idea?
Per le stampe è stata utilizzata la stampante HP Z3100. Come si è trovato? Lati positivi... difetti?

DS: Da più di 11 anni pubblico mensilmente le mie foto sulla rivista Premiere (nella rubrica David Strick’s Hollywood ndr). Così sono stato contattato per realizzare questa mostra in concomitanza con il Festival del Cinema di Roma. Potremmo dire che Il Festival del Cinema di Roma rappresenta il lato “visibile” del cinema, mentre i miei scatti rappresentano il lato “nascosto”. Dal punto di vista delle stampe, non ho mai visto niente di così “perfetto”. La maggior parte delle foto esposte sono state scattate in analogico con la Kodak T-MAX 3200, che è una pellicola magnifica, ma è molto granosa e presenta dei problemi nella resa dei neri. Mi trovo spesso a fotografare in zone molto buie del set, così la pellicola viene sfruttata al massimo e sorgono questi problemi. Invece HP è riuscita a creare questi neri così forti che non avrei mai pensato di poter ottenere ed ha anche eliminato il fenomeno del bronzing. Queste foto sono state mandate direttamente dal mio computer alla macchina, non c'è stato l'intervento di nessun “maestro stampatore” che abbia cambiato qualcosa nei file, la cosa sorprendente è proprio questa: aver ottenuto un risultato così direttamente da una macchina!

Francesco Ferruzzi e David Strick - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Galleria Cedro 26, Roma - Immagini Esposte - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Galleria Cedro 26, Roma - Immagini Esposte
Francesco Ferruzzi e David Strick
Roma, 20 Ottobre 2006

ZM: Progetti per il futuro?

DS: Nessuno! Molti fotografi hanno una serie di progetti nella loro vita che chiamano con nomi diversi, io ne ho solo uno: di continuare a fare quello che faccio, fotografare Hollywood dal mio punto di vista. Inoltre nel futuro intensificherò maggiormente l'utilizzo del web, pubblicando le mie foto settimanalmente on-line.


HP Partner Tecnologico

Le fotografie sono state stampate con HP Designjet Z3100 Photo su carta fotografica HP Premium Instant-dry Satin. La stampante impiega un innovativo sistema a dodici inchiostri pigmentati HP Vivera, tra cui HP 70 Gloss Enhancer e HP Quad-Black, che consente di ottenere stampe monocromatiche di ottima qualità e grigi realmente neutri, con qualsiasi condizione di luminosità. L’affidabilità dei toni, la lucentezza uniforme e la profondità dei neri rendono HP Designjet Z3100 Photo perfetta per riproduzioni artistiche da esposizione.

Per maggiori infomazioni: HP Italia - Stampanti Grande Formato

Leggete la nostra prova: Prova HP Designjet Z3100


Catalogo - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Catalogo - David Strick - Hollywood Uncelebrated
Hollywood Uncelebrated, Catalogo - Stampato con HP Indigo Press 5500

Il catalogo della mostra ( 18cmx18cm, 20 pagine ) è stato invece stampato con HP Indigo Press 5500, macchina progessionale progettata per la produzione di materiale di marketing, direct mailing, prodotti fotografici speciali e per la gestione di volumi elevati di stampa.

 




INFORMAZIONI UTILI

Orari
Dal martedì al giovedì: 15.30 – 20.30
Venerdì e sabato: 15.30 – 20.30
La mattina e lunedì su appuntamento, tel. 06 58 33 52 99 durante gli orari d’apertura

In mostra fino al 16 novembre 2007

Galleria Fotografica Cedro26 - Vicolo del Cedro 26, Trastevere Roma

Per maggiorni informazioni: www.cedro26.it

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