Richard Avedon. Fotografie 1946-2004


Richard Avedon. Fotografie 1946-2004

Testo & Immagini a cura di Marco Zanirarto
Citazioni tratte dalla presentazione a cura di Denis Curti.
Illustrazione: Andy Warhol e i membri della Factory, New York, 30 Ottobre 1969

Continua con grande successo la mostra dedicata a Richard Avedon presso lo Spazio Forma di Milano.

Gentilmente invitati da Canon, abbiamo avuto la fortuna di poter visitare la mostra guidati da Denis Curti, direttore della sede milanese di Contrasto e membro del C.d.A. di Fotospazio, la società che gestisce FORMA Centro Internazionale di Fotografia.

Voluta e disegnata nella scelta delle immagini dallo stesso Avedon, scomparso nel 2004, la mostra è prodotta e fatta circuitare dalla Fondazione Avedon fondata dallo stesso artista quando era ancora in vita.

La selezione delle opere è quella che lo stesso Avedon ritenne più rappresentativa del proprio lavoro. Tutte le immagini esposte sono state stampate direttamente da Richard Avedon o da lui supervisionate a testimoniare l'attenzione e la passione dell'artista non solo per lo scatto ma anche per la stampa finale delle immagini.



LA MOSTRA

La mostra si divide in tre sezioni principali:

La prima dedicata al mondo della moda.

La seconda mostra un Avedon indedito. E' infatti costituita da foto di reportage, un genere diverso da quello che lo ha reso famoso. In queste immagini abbandona il fondo bianco e l'utilizzo del medio e grande formato per sperimentare il reportage con una classica Leica in una occasione davvero speciale. Si tratta infatti di imamgini realizzate a Berlino durante la notte di capodanno del 1989 , la prima dopo la caduta del muro. Il reportage è realizzato per Egoiste.



La terza sezione ospita invece tra le altre, le prime immagini realizzate dal giovane Avedon durante la sua visita in italia in particolare in Sicilia nella cripta dei Cappucini di Palermo luogo che lo aveva molto colpito e che lui stesso ricorda nella sua autobiografia. Seguono i grandi ritratti di personaggi famosi e importanti artisti per finire con le immagini della famosissima sequenza "In the American West".




Richard Avedon, autoritratto, Provo, Utah, 20 Agosto 1980
La musicista Björk, New York, 2 Giugno 2004
Richard Avedon
autoritratto, Provo, Utah, 20 Agosto 1980
La musicista Björk
New York, 2 Giugno 2004

Le foto di moda
Avedon divide la propria attività di fotografo tra foto di moda e foto artistiche di cui la massima esperessione sono i famosi ritratti di personaggi famosi: Foto realiazzate in grandissimo formato con i soggetti isolati da uno sfondo bianco.

La foto di moda è una parte fondamentale della carriera del giovane Avedon che, dopo il primo periodo come reporter e fotografo per la Marina, diventa fotografo di moda per le maggiori testare dell'epoca. L'intuizione che gli permise di raggiungere con incredibile velocità il successo fu quella di rivoluzionare completamente il concetto di foto di moda al tempo caratterizzata da immagini molto statiche dove la modella altro non era che un bellissimo manichino su cui mostrare le creazioni degli stilisti.

Avedon, al contrario, porta la fotografia di moda fuori dagli studi fotografici. "Avedon non è più interessato a raccontare la trama del tessuto, a raccontare il taglio del vestito, non vuole restituire la qualità visiva dell'abito ma vuole creare un'atmosfera".

Tra le molte immagini va sicuramente ricordata quella di Dovima, realiazzata per Dior, dove ambienta la scena in uno zoo creando un forte contrasto tra l'eleganza dell'abito e il gesto raffinatissimo della bellissima modella con la sporcizia dello zoo e le figure imponenti degli elefanti.

Avedon quindi abbandona gli studi per portare la foto di moda nel mondo reale al Trocadero ad esempio nei bar di Londra, nelle metropolitane, per strada.

" Il lavoro di Avedon quindi insieme a quello di altri grandi fotogradi come William Klein e Martin Munkácsi segna un punto di svolta per la fotografia di moda, un nuovo modo di interpretare la fotografia dal quale non si potrà più tornare indietro. "

Interessante nella sezione dedicata alla moda la doppia chiave di lettura voluta dallo stesso Avedon con la presentazione delle immagini in due tagli diversi: il primo realizzato su commissione dei giornali e delle riviste e il secondo a rappresentare l'interpretazione voluta dallo stesso Avedon: in entrmabi i casi si tratta di immagini rarissime: veri e propri scatti da collezione.

"Il momento unico ed irripetibile"

Alla base della fotografia di Avedon un concetto emerge con forza tale da caratterizzare tutte le opere dell'artista. Si tratta della consapevolezza della sostanziale differenza tra la visione umana e la riproduzione fotografica che la fotocamera è in grado di rendere.

Il risultato è una fotografia vista come interpretazione di "una particolare realtà". Da qui nasce l'esigenza di Avedon di instaurare un rapporto con i propri soggetti a cui chiede di recitare loro stessi. E' a questo punto che entra in gioco l'abilità del fotografo che deve essere in grado di cogliere l'attimo perfetto e immortalarlo.

Le immagini di Avedon quindi non sono mai rubate ma piuttosto "frutto di un dialogo straordinario tra fotografo e soggetto" segno di "una capacità di rapportarsi e di interagire in cui Avedo era un grande maestro".

Denis Curti durante la presentazione.
Denis Curti durante la presentazione.
Denis Curti durante la presentazione.
Denis Curti durante la presentazione.

Segnaliamo

Charles Chaplin in partenza dall'America, New York, 13 Settembre 1952
Il ritratto del famoso artista ripreso alla fine del servizio fotografico mentre in modo scherzoso fa il gesto delle corna. Avedon scarta tutte le foto "ufficiali" realizzate durante il servizio e sceglie proprio questa posa che diventerà una delle icone più significative del lavoro dell'artista.

Il Duca e la Duchessa di Windsor nella suite 28 del Waldorf Astoria, New York, 16 Aprile 1957
Ancora una volta Avedon sovverte le regole predefinite realizzando un'immagine che di fatto rappresenta l'antitesi della tradizionale fotografia di ritratto. Le classiche pose impettite ed artificiose dei soggetti sono qui rimpiazzate dall'espressione incredula e spaventata dei due soggetti che Avedon ottiene abilmente raccontando agli ignari soggetti di aver appena visto i loro amati cani investiti da un'auto.

L'attrice Marilyn Monroe, New York, 6 Maggio 1957
Scattata dopo lo shooting vero e proprio in cui Marilyn Monroe da il meglio di se ballando e recitando. Le immagini tuttavia non convincono Avedon che prima di riporre la macchina fotografica nota Marilyn stanca e provata dalla performance. Bastò uno sguardo di intesa quasi a chiedere il permesso per ritrarla in quella posa inconsueta ma decisamente più vera per creare un capolavoro e una delle immagini più famose dell'artista.

Marella Agnelli
"Il" ritratto di Marella Agnelli, datata 1953. Segna il trapasso tra fotografia e pittura per quanto riguarda il ritratto ufficiale che non è più fedele riproduzione della realtà ma diviene interpretazione e atto concordato, accordo tra soggetto e fotografo.

I ritratti del padre
Si tratta di una serie di ritratti scattati da avedon tra il 1969 e il 1973 al padre malato di cancro. "Un'operazione concettuale per evidenziare il rapporto tra fotografia e tempo". La fotografia quindi come testimone del tempo che passa e che attraverso le vicende della vita può cambiare, anche in modo tragico le persone. Una testimonianza, un atto d'amore ma anche un qualcosa di molto provocatorio.

In the American West
Abbandona il ritratto al grande personaggio per dedicarsi alla gente, in partcolare l'opera vuole essere uno studio sulle tipologie umane. Uno studio sociologico nel quale il soggetto è solo il tramite per indagare la tipologia. Fotografie che mostrano uno spaccato dell'America della fine del XX secolo attraverso la fisicità dei soggetti ritratti caratterizzati e segnati dal tempo e dalle fatiche del proprio lavoro.

RICHARD AVEDON

1923 Nasce a New York City.
1929-41 Frequenta la P.S.6, la De Witt Clinton High School e la Columbia University.
1937-40 Insieme a James Baldwin, è co-redattore, di The Magpie, la rivista letteraria della De Witt Clinton High School. É nominato Poet Laureate della New York City High School.
1942-44 Si arruola nella Marina Militare americana.
1944-50 Segue un corso tenuto da Alexy Brodovitch alla New School for Social Research di New York.
1945-65 Lavora come fotografo per Harper’s Bazaar.
1947-84 Fotografa le collezioni degli stilisti francesi a Parigi.
1949-50 Lavora come redattore e fotografo per Theatre Arts.
1950 Riceve il più alto riconoscimento dall’Art Directors Club di New York.
1957 É consulente per la fotografia del film Funny Face (Cenerentola a Parigi), diretto da Stanley Donen, con Audrey Hepburn e Fred Astaire nel ruolo di Avedon.
1958 Popular Photography Magazine lo definisce uno dei dieci migliori fotografi al mondo.
1959 Pubblica Observations, con un testo di Truman Capote e il progetto grafico di Alexey Brodovitch.
1962 Inaugura la mostra “Richard Avedon” allo Smithsonian Institution di Washington, D. C.
1963 Fotografa per il Movimento per i Diritti Civili in America.
1964 Pubblica Nothing Personal, con un testo di James Baldwin.
1966-90 Lavora per Vogue.
1967 Dirige un Master in Fotografia presso l’Avedon Studio.
1969 Fotografa il Movimento pacifista in America.
1970 Inaugura la mostra “Richard Avedon”, una retrospettiva di ritratti dal 1945 al 1970, presso il Minneapolis Institute of Arts, nel Minnesota. Fotografa in Vietnam.
1973 Pubblica Alice in Wonderland: The Forming of a Company and the Making of a Play con un testo di Doon Arbus.
1974 Espone una serie di ritratti del padre nella mostra “Jacob Israel Avedon”, al Museum of Modern Art di New York.
1976 Pubblica Portraits, con l’introduzione di Harold Rosenberg. Sul numero speciale del bicentenario della rivista Rolling Stone, il 21 ottobre, pubblica “The Family”. Le fotografie sono realizzate durante la campagna elettorale del 1976.
1978 Inaugura la retrospettiva di fotografia di moda “Avedon: Photographs 1947-1977” al Metropolitan Museum of Art di New York. Pubblica Avedon: Photographs 1947-1977, con un saggio di Harold Brodkey.
1980 Espone ritratti, fotografie di moda e reportage nella mostra “Avedon: 1946-1980” presso l’University Art Museum a Berkeley, in California, curata da David Ross.
1985 Inaugura la mostra “In the American West” all’Amon Carter Museum di Fort Worth in Texas. Pubblica In the American West, con fotografie realizzate tra il 1979 e il 1984. Inizia a lavorare per la rivista francese Egoïste, curata e pubblicata da Nicole Wisniak. E’ nominato fotografo dell’anno dall’American Society of Magazine Photographers.
1989 Riceve il Lifetime Achievement Award dal Council of Fashion Designers of America (CFDA). Riceve l’Honorary Doctorate dal Royal College of Art di Londra.
1991 Concepisce l’installazione “Brandenburg Gate, East Berlin, New Year’s Eve, December 31, 1989 - January 1, 1990” al Carnegie International 1991, presso il Carnegie Museum of Art di Pittsburgh in Pennsylvania. Vince il Premio Internazionale per la Fotografia della Fondazione Erna e Victor Hasselblad.
1992 Primo fotografo di staff del New Yorker.
1993 Vince l’International Center of Photography Master of Photography Award. Riceve l’Honorary Doctorate dal Kenyon College in Ohio. Pubblica An Autobiography Richard Avedon, con il progetto grafico di Mary Shanahan.
1994 Inaugura la mostra retrospettiva “Richard Avedon Evidence 1944-1994” al Whitney Museum of American Art di New York. La mostra, curata da David Ross, è accompagnata dal volume Richard Avedon Evidence 1944-1994. Riceve l’Honorary Doctorate dalla Parsons School of Design di New York. Pubblica Evidence: 1944-1994, con i testi di Jane Livingston e Adam Gopnik, che vince il Premio Nadar della Bibliothèque Nationale come miglior libro fotografico del 1994.
1995 Viene realizzato l’American Masters Documentary Richard Avedon: Darkness and Light per PBS, diretto da Helen Whitney.
1998 Gli viene conferito il premio Lifetime Achievement in the Arts della Alliance for Young Artists & Writers.
1999 Pubblica Avedon – The Sixties, con un testo di Doon Arbus. Espone la mostra “Richard Avedon, Early Portraits” alla Fraenkel Gallery a San Francisco.
2000 Inaugura la mostra “About Faces,” alla Fraenkel Gallery a San Francisco. Vince il premio Berlin Photography Prize del Deutsches Centrum für Photographie.
2001 Inaugura la mostra “Richard Avedon: Made in France” alla Fraenkel Gallery a San Francisco. Pubblica Richard Avedon: Made in France, con un saggio di Judith Thurman.
2002 Inaugura la mostra retrospettiva “Richard Avedon Portraits” al Metropolitan Museum of Art di New York, curata da Maria Morris Hambourg e Mia Fineman. Pubblica Richard Avedon Portraits, con un testo di Maria Morris Hambourg e Mia Fineman, un saggio di Richard Avedon, prefazione di Philippe de Montebello e progetto grafico di Mary Shanahan.
2003 Espone la mostra “Richard Avedon” alla Fraenkel Gallery a San Francisco. Riceve il premio “Outstanding Achievement in the Visual Arts” dall’Arts & Business Council e il “National Arts Award: Lifetime Achievement dall’Americans for the Arts”.
2004 Il 1 ottobre muore a San Antonio, in Texas, mentre lavora su incarico del New Yorker.
2005 Nasce la Fondazione Richard Avedon. Viene pubblicato Woman in the Mirror, con un saggio di Anne Hollander, progetto grafico di Mary Shanahan.

INFORMAZIONI UTILI

Richard Avedon. Fotografie 1946 – 2004 è presentata in eccezionale esclusiva per l’Italia a Forma – Centro Internazionale di Fotografia di Milano, accompagnata da un volume omonimo edito da Contrasto.

E’ resa possibile grazie anche alla partecipazione della VERSACE.

Si avvale della collaborazione del Corriere della Sera Magazine e di Io Donna.

La mostra, curata da Helle Crenzien, è stata concepita e organizzata da Forma e dal Louisiana Museum of Modern Art in stretta collaborazione con The Avedon Foundation; dopo la unica tappa italiana a FORMA sarà a Parigi presso il Museo Jeu de Paume, a Berlino al Martin-Gropius-Bau, ad Amsterdam al FOAM_Fotografiemuseum e al SFMOMA di San Francisco.
Durante il periodo della mostra saranno organizzati alcuni incontri di approfondimento sulla figura e sull’opera di Richard Avedon.

FORMA è un’iniziativa di Fotospazio, una società costituita da Fondazione Corriere della Sera, Contrasto con l'importante collaborazione di ATM, che ospita FORMA all'interno dello storico deposito dei tram del quartiere Ticinese.

FORMA si avvale dell’indispensabile partecipazione di Canon Italia e American Express oltre che del supporto di Coop Lombardia, Toshiba.

FORMA Centro Internazionale di Fotografia
Milano, Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
www.formafoto.it

ORARI & PREZZI

Dal 14 Febbraio fino all’8 Giugno 2008
Tutti i giorni dalle 10 alle 20.
Giovedì e Venerdì dalle 10 alle 22. Chiuso il lunedì
Costo biglietto: 7.50 euro Ridotto 6 euro Scuole 4 euro
Per informazioni: 02 58118067

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