
CAPIRE GLI ISTOGRAMMI
Tra le tante novità
introdotte con l'avvento della fotografia
digitale ci sono gli istogrammi.
Talvolta sconosciuti
e molto spesso inutilizzati, sono
in realtà uno degli strumenti
più potenti a disposizione
dei moderni fotografi digitali.
In questo breve
articolo cercheremo di descriverne
le funzionalità e spiegare
come trarne vantaggio durante l'utilizzo
sul campo.

Figura
1 - Immagine
Finale & Relativo Istogramma
L'istogramma
riportato qui sopra rappresenta
una buona distribuzione dei toni
lungo circa 5 stop. Questo sognifica
che nell'immagine sono presenti
sia i toni scuri delle ombre sia
le alteluci.
Praticamente ogni
macchina digitale in commercio è
in grado di visualizzare un istogramma
relativo all'immagine appena scattata.
Le differenze molto spesso risiedono
nelle modalità attraverso
le quali l'istogramma viene visualizzato.
Alcune infatti sono in grado di
presentare l'istogramma sovrapposto
all'immagine inquadrata direttamente
nel display LCD prima ancora dello
scatto vero e proprio. Altre lo
visualizzano appena memorizzata
l'immagine e infine quasi tutte
le macchine possono visualizzare
un istogramma durante la revisione
delle immagini in memoria.
GAMMA
DINAMICA
Il
mondo come noi lo percepiamo è
caratterizzato da differenti livelli
di illuminazione. E' evidente che
una pista da sci o una spiaggia
in pieno sole saranno molto differenti
da una stanza illuminata da una
candela. In generale però,
a differenza di quanto si potrebbe
pensare, i differenti valori di
luminosità non sono tanti
e possono essere limitati in un
intervallo di circa 10 STOP o livelli.
Ogni stop ha luminosità doppia
rispetto al precedente.
Nella
fotografia digitale l'elemento sensibile
preposto alla funzione di catturare
la luce è il sensore CCD
o CMOS.
Ma
quanta luce può catturare
il nostro sensore ? O meglio entro
quale intervallo di luminosità
è in grado di registrare
informazioni ? Meglio ancora: Qual'è
la GAMMA DINAMICA di un sensore
?
Come
avrete capito per Gamma Dinamica
si intende l'intervallo di luminosità
entro il quale il sensore è
in grado di memorizzare informazioni
senza perdita.
Generalizzando
la maggior parte dei sensori in
commercio è capace di catturare
luce in un intervallo di circa 5
STOP. Questo intervallo, se consideriamo
immagini a 8bit, è suddiviso
in 255 valori discreti di luminosità:
si parte dallo 0 corrispondente
alla completa oscurità e
si arriva a 255 corrispondente al
bianco assoluto.
...MA
COS'E' UN ISTOGRAMMA ?
A
questo punto sarà chiaro
che fare una fotografia significa
impostare i corretti valori di tempo
e diaframma sulla nostra fotocamera
affinche il nostro soggetto ricada
in un intervallo di luminosità
ampio al più 5 stop. Tutto
ciò che eccederà questi
limiti non sarà visibile
e verrà rappresentato o come
completamente nero o completamente
bianco.
Il
nostro istogramma è lo strumento
che ci permette di capire se l'immagine
memorizzata ricade nell'intervallo
di luminosità tale da essere
catturata dal sensore.

Come
vedete le linee rosse delimitano
5 zone (il nostro intervallo di
5 STOP ).
Sull'asse
delle ascisse (asse x) sono rappresentati
i 256 (da 0 a 255) valori discreti
di luminosità dal nero assoluto
al bianco assoluto.
Sull'asse
delle ordinate (asse y) è
rappresentata la quantità
di dati che ricade in un determinato
intervallo.
Nell'esempio
soprastante si nota come la maggior
parte dei dati ricade nella zona
intermedia del grafico. Analizzando
le zone periferiche si capisce che
sono presenti sia le ombre (zona
a sinistra) sia le alteluci (zona
a destra).
La
classica forma a campana relativa
alla distribuzione dei valori di
luminosità indica che la
gamma dinamica del soggetto ripreso
compre completamente i livelli di
luce a cui è sensibile il
sensore della fotocamera. Questo
significa che avremo un'immagine
molto equilibrata senza forti contrasti
in cui sono presenti per la maggior
parte toni medi ma in cui non mancano
ombre e alteluci ben definite.

IMMAGINE
CON ESPOSIZIONE CORRETTA
|
CASO 1 - SottoEsposizione |
CASO 2 - Sovraesposizione |
I due istogrammi riportati sopra
rappresentano due casi tipici:
CASO
1: parte dei dati relativi
alle ombre sono stati persi. Il
problema può essere risolto
aumentando l'apertura del diaframma
o aumentando i tempi di esposizione.
CASO
2: parte della foto è
bruciata: abbiamo perso cioè
dettaglio nelle alteluci. Si può
rimediare chiudendo il diaframma
o usando un tempo più rapido.
INTERPRETARE
GLI ISTOGRAMMI
In
realtà un istogramma da solo
non può dirci se una foto
è venuta bene oppure no.
Semplificando
un istogramma dice quanti dati dell'immagine
ricadono in nell'intervallo utile
per essere catturati dal sensore
e ne specifica la loro distribuzione
all'interno di tale intervallo.
Sta a noi saper interpretare queste
informazioni, rapportarle all'immagine
fotografata e trarne delle conclusioni.
ESEMPIO
Canon
D30 con EF 70-200 f/4 L

Osservando
l'istogramma relativo all'immagine
qui sopra verrebbe da dire che la
foto "non è venuta".
In realtà si tratta di un'immagine
dai toni scuri tipici di un paesaggio
illuminato dalla luna. Ripensandoci
quindi il nostro istogramma dice
proprio che abbiamo realizzato l'immagine
in modo corretto ! Leggendolo attentamente
vedremo che gran parte dell'immagine
sarà caratterizzata da una
scarsa luminosità e solo
i pochi dati relativi alla luna
ricadranno nella zona ad alta luminosità.
Questo spiega come mai la zona a
destra è quasi piatta.
CONCLUSIONI
Ormai
è chiaro quanto sia importante
poter visualizzare un istogramma
relativo alle nostre immagini .
Tramite
questo strumento possiamo subito
capire se la nostra foto saprà
riprodurre fedelmente quanto visto
dai nostri occhi o se sarà
necessario scattarla nuovamente.
Come
in tutte le cose servità
un po' di allenamento ma ben presto
basterà una veloce occhiata
al display della vostra macchina
digitale per assicurarvi di aver
centrato il bersaglio sicuri di
portare a casa un capolavoro.
Buone
Foto a tutti & alla prossima.
Marco
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