
Continuano i nostri test delle
ottiche professionali Canon serie
L. Si tratta di ottiche progettate
con lo scopo di soddisfare le esigenze
di professionisti abituati a lavorare
nelle più disparate condizioni.
Questa serie di obiettivi è
caratterizzata quindi da una costruzione
molto curata, da una grande robustezza
ma soprattutto da una qualità
ottica superiore. Infine caratteristica
peculiare di questi obiettivi è
l'utilizzo di elementi ottici molto
raffinati quali vetri UD e lenti
alla Fluorite.
L'obiettivo in prova è il Canon EF
100-400 f/3.5 - 5.6 L IS che Canon Italia
ci ha gentilmente messo a disposizione per
il test.

SPECIFICHE
TECNICHE
| DATI
TECNICI |
| Costituzione
ottica: |
17 Elementi in
14 Gruppi |
| N°
lamelle per diaframma: |
8 |
| Apertura
minima (grandangolo): |
32-40 |
| Distanza
minima di messa a fuoco (m): |
1,8 m |
| Diametro
filtri (0 mm) |
77mm |
| Misure
esterne diametro x lunghezza (mm x mm): |
92 x 189 |
| Peso
(g): |
1380 g |
Il Canon EF 100-400 è uno dei pochi
zoom serie L con una così vasta escursione
focale ( 4x da 100mm a 400mm ). Viene superato
solo dal 35-350. Non solo, è anche
il primo obiettivo zoom professionale ad utilizzare
l'innovativo stabilizzatore d'immagine, un
dispositivo ottico capace di compensare movimenti
indesiderati che degraderebbero la qualità
dell'immagine finale. Per ulteriori dettagli
vi rimando al paragrafo dedicato alla fine
dell'articolo.

Diagramma
a blocchi - Copyright Illustrazioni Canon
Inc.
Lo schema ottico, riproposto
nel grafico qui sopra, mette in evidenza gli
elementi in vetro UD (Ultra Low Dispersion
o a Bassissima Dispersione) colorati in giallo
e la lente alla fluorite colorata in rosa.
L'utilizzo di materiali tecnologicamente così
avanzati consente di correggere in modo ottimale
anche le più lievi aberrazioni cromatiche
a tutto vantaggio della qualità delle
immagini.
Grafico MTF - Copyright Illustrazioni
Canon Inc.
Come si nota dai grafici MTF le prestazioni
dell'ottica sono veramente molto buone alla
minima lunghezza focale (100mm). Si nota invece
una lieve perdita di qualità intorno
ai 400mm, Tuttavia il fenomento è limitato
ai bordi del fotogramma il che non pregiudica
più di tanto la qualità dell'immagine
nel suo insieme.
COSTRUZIONE - ESTETICA -
COMANDI
Come tutte le ottiche Canon
serie L anche il 100-400 è costruito
interamente in metallo. La scelta di questo
materiale se da un lato assicura una robustezza
veramente notevole, dall'altro rende l'obiettivo
abbastanza pesante ( quasi 1,4 kg ). L'abbinamento
con una macchina di livello professionale
come la 1Ds usata durante i nostri test porta
il peso complessivo dell'apparecchiatura a
quasi 3 Kg....un punto da considerare con
attenzione se pensate di utilizzare una simile
attrezzatura durante escursioni o lunghe sessioni
di ripresa.
La cura nella costruzione
è di primo ordine. L'impressione di
solidità è estrema e anche ad
un esame molto ravvicinato non si notano sbavature
o particolari mal allineati.

A differenza della quasi
totalità degli zoom in commercio il
100-400 Canon è di tipo PUSH&PULL.
Questo significa che la lunghezza focale non
varierà azionando la classica ghiera
ma tirando o spingendo parte
del barilotto che di conseguenza varietà
considerevolmente le sue dimensioni. Nell'immagine
qui sopra è ritratto l'obiettivo completamente
allungato.
Questo tipo di soluzione
può apparire scomoda o poco intuitiva.
Personalmente prima di poter testare l'ottica
anche io ero di questa opinione. Una volta
familiarizzato con il comando però
devo dire che ci si abitua in fretta e in
alcune occasioni ammetto che la soluzione
push&pull potrebbe essere più immediata
e istintiva rispetto a quella classica. Immaginate
per esempio di seguire i volteggi di un uccello
in volo. La "casualità" del
movimento e la sua velocità non permettono
di prevedere con certezza un punto adeguato
a scattare la foto e molto speso l'azione
è talmente rapida da creare problemi
con l'inquadratura. Azionare lo zoom tramite
una ghiera sarebbe lento soprattutto avendo
a disposizione un'escursione focale tanto
ampia. Il meccanismo push&pull permette
invece di tenere sotto controllo l'azione
usando la focale minima. Al momento dello
scatto un veloce movimento ci permette di
spostarci praticamente all'istante vicino
al soggetto e di scattare. Una ghiera di regolazione
permette di regolare la resisteza dello stantuffo:
da 0 al blocco dell'ottica a una fissata lunghezza
focale.

Inseguimento - Venezia - Febbraio
2004
Canon EOS
1Ds con EF 100-400 f/3.5-5.6 L
Come
al solito sul barilotto sono presenti i selettori
per passare dalla messa a fuoco manuale a
quella automatica, la ghiera della messa a
fuoco manuale e un selettore per impostare
il range di messa a fuoco.

In posizione
1 l'autofocus presume che il soggetto sia
ad una distanza variabile tra 1,8 metri e
l'infinito. Se invece sappiamo a priori che
il soggetto fotografato sarà a più
di 6,5 m da noi converrà utilizzare
la seconda opzione. Scartando il range tra
1,8 m e 6,5 m l'autofocus sarà più
veloce.
Infine
come mostra la parte sinistra dell'immagine
qui sopra sono presenti due selettori relativi
alle funzionalità dello stabilizzatore
d'immagine.
LO STABILIZZATORE
OTTICO D'IMMAGINE
Utilizzando
ottiche medio lunghe uno dei rischi in cui
si corre è quello del micromosso. Una
possibile soluzione a questo problema, anche
se non la più economica, è di
utilizzare ottiche dotate di stabilizzatore
di immagini.
Grazie
all'utilizzo di un giroscopio capace di rilevare
i movimenti accidentali dell'obiettivo e tramite
un apposito gruppo di lenti flottanti, lo
stabilizzatore d'immagine riesce a compensare
il movimento e ad annullarne gli effetti.
Grazie a questo dispositivo è possibbile
realizzare scatti a mano libera che altrimenti
risulterebbero impossibili e completamente
rovinati dal mosso. Chiaramente nel momento
in cui il mosso è dovuto al movimento
del soggetto lo stabilizzatore risulta del
tutto inutile.
 |
Esiste una regola pratica molto nota
che dice che per avere una foto nitida
sarà necessario impostare un
tempo uguale o più veloce dell'inverso
della lunghezza focale dell'ottica
con cui si sta fotografando. Ad esempio
usando un 400mm la regola vorrbbe
che il tempo minimo utilizzabile sia
1/400 sec.
Con tempi più lenti l'immagine
sarà poco nitida.
Il principio di funzionamento dello
stabilizzatore è esemplificato
qui a fianco. Il raggio luminoso,
deviato dalle vibrazioni della fotocamera,
rischia di cadere in una posizione
scorretta. Lo stabilizzatore, percepito
il movimento grazie al giroscopio
incorporato è in grado di deviare
il raggio muovendo alcuni gruppi ottici
preposti a tale funzione.
L'esperienza pratica con il Canon
EF 100-400 ci ha confermato la grande
utilità di questo dispositivo
permettendoci di scattare alla massima
lunghezza focale di 400mm con tempi
fino a 1/160 sec contro il 1/400 sec
consigliato dalla regola.
Abbiamo fatto prove con tempi ancora
più lenti ma i risultati sono
stati vari. Talvolta tempi di 1/80
portavano ad immagini perfettamente
nitide altre volte con 1/125 il mosso
era evidente.
In ogni caso lo stabilizzatore permette
di quadagnare ben 1-2 stop.
|
L'immagine qui a fianco è
stata scattata con differenti tempi
di esposizione per testare le capacità
dello stabilizzatore.
Riporto sotto porzioni di immagini
a 1/160 sec e a 1/125 per evidenziare
come nel primo caso l'immagine sia
ancora abbastanza nitida mentre nel
secondo cominci a vedersi un leggero
micromosso.

EOS
1Ds con EF 100-400 @ 1/160 sec
L'immagine
è molto simile all'originale
con le venature del legno ben definite.

EOS
1Ds con EF 100-400 @ 1/125 sec
In
questo caso il mosso è evidente.
Le venature sono molto sfumate e l'immagine
di conseguenza risulta visibilmente
deteriorata.
|

EOS 1Ds con EF
100-400 @ 1/1000 sec

Full Size Crop
@ 1/1000 sec
|
Lo
stabilizzatore di cui è dotato
il 100-400 prevede due modi di funzionamento
selezionabili tramite un comodo interruttore
sul barilotto.
La posizione uno stabilizza l'ottica
su entrambi gli assi in modo da ottenere
la massima correzione: da usare per
foto generiche. La posizione due attiva
lo stabilizzatore solo sull'asse verticale
rendendo stabili le foto scattate con
la tecnica del "panning". |
SUL CAMPO
Le prove sono state effettuate
con una Canon EOS 1Ds gentilmente messaci a
disposizione da Canon Italia per una prova tecnica
che sarà pubblicata prossimamente su
questo sito.
Durante i nostri test l'ottica
si è comportanta molto bene. Il movimento
a stantuffo dello zoom è sempre stato
fluido e preciso. L'autofocus di tipo USM è
sempre stato veloce, silenzioso e molto accurato.
In particolare ci hanno sorpreso
le prestazioni del sistema di messa a fuoco
e dello stbilizzatore in condizioni limite quali
temperature di circa -10 C° incontrate durante
i nostri test sulla neve o l'estrema umidità
incontrata a Venezia.

Canon 1Ds con EF 100-400 L
Immagine realizzata durante
la traversata della laguna di Venezia a bordo
di un battello. Il mare mosso e il tempo piovoso
e umido non hanno intimidito il 100-400 che
grazie all'ottimo stabilizzatore ha compensato
efficacemente il moto ondoso e le vibrazioni
della barca.
L'estensione, veramente notevole
dello zoom di circa 4x, si è rivelata
molto comoda e utilissima nella pratica. In
particolare l'abbinamento con un corpo macchina
con sensore a pieno formato come quello montato
sulla 1Ds permette un uso più libero
di ottiche abbastanza lunghe quali il 100-400.
Su macchine con sesore più piccolo della
pellicola 35mm infatti la lunghezza focale dell'obiettivo
è come se venisse moltiplicata per un
fattore spesso pari a 1,6x. Questo fenomeno
trasformerbbe il 100-400 in un 160-640 che difficilmente
sarebbe utilizzabile per foto casuali ma piuttosto
sarebbe indicato per caccia fotografica o fotografia
sportiva.

EF 100-400 @ 100mm
|

EF 100-400 @ 400mm
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Unico difetto del 100-400,
se di difetto possiamo parlare, è il
peso. Con circa 1,3 Kg di ottica da sommare
al peso, spesso considerevole del corpo macchina
il 100-400 non è di sicuro un'ottica
da passeggio. Stiamo parlando di un'attrezzatura
professionale e come tale deve essere considerata.
Tuttavia il peso può diventare un problema
anche per il professionista soprattutto se l'ottica
dovesse essere utilizzata per lunghi periodi
senxa possibilità di appoggio. Un aspetto
da considerare con attenzione per chiunque si
occupasse di foto di reportage in montagna o
di fotografia naturalistica.
QUALITA' DELLE IMMAGINI
Eccoci finalmente alle considerazioni
più importati: la qualità delle
immagini prodotte dal Canon EF 100-400.

Stabilizzatore
in Azione e Forte Contrasto tra le zone d'ombra
e la neve.
Il 100-400, soprattutto
alla focale maggiore si presta molto per composizioni
in cui l'uso di un potente teleobiettivo contribusce
all resa di immagini di grande effetto.

In questo caso la resa dei dettagli
è fondamentale. Il 100-400 ha saputo
rendere con precisione i particolari del tronco
e degli aghi.

La resa dei colori è
veramente ottima.
Come ho
più volte ripetuto nel corso della recensione
il 100-400 Canon è capace di regalare
immagini molto belle. Nitide e ben contrastate
con colori ben saturi. Per ottenere il massimo
come al solito è meglio chiudere l diaframma
di almeno uno stop. Peccato che l'apertura non
sia fissa ma vari da f/3.5 a f/5.6 alla massima
focale. La resa del fuori fuoco o bokeh come
dicono i giapponesi è molto piacevole
e si presta ben per far risaltare il soggetto
principale. Il campo di utilizzo migliore per
questa ottica, viste le sue doti e i suoi difetti,
è la fotografia naturalistica dove sicuramente
si potrà sfruttare l'ampia escursione
focale e non ci si sentirà troppo penalizzati
dalla scarsa luminosità anche grazie
all'ottimo stabilizzatore.
DOTAZIONE
La confezione include l'ottica,
i manuali, il paraluce e una comoda borsa/zainetto
per il trasporto e l'utilissimo collare per
l'aggancio al trepiedi.
CONCLUSIONI
PRO
- Otticamente molto buono
- Buon Contrasto
- Ottimi Colori
- Stabilizzatore
- Ottima Costruzione
CONTRO
- Peso
- Dimensioni
- Apertura Non Costante
- Molto Vistoso
Il prezzo è in linea
con le prestazioni e si aggira intorno ai 1.800
Euro.
Marco Zanirato
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