RISOLUZIONE
& DIMENSIONI DI UN'IMMAGINE DIGITALE

INTRODUZIONE
Sembra che, per rendersi
la vita più semplice, molto
spesso gli "addetti ai lavori"
abbiano la tendenza a sintetizzare
in minuscole sigle concetti che per
essere spiegati per intero necessiterebbero
di intere pagine.
Questa "corsa
al risparmio" ci porta ad essere
quotidianamente sommersi da sigle,
acronimi, abbreviazioni con il rischio
sempre più presente di non
riuscire a capirsi anche su concetti
molto semplici.
Nello specifico,
il gergo del fotografo digitale è
pienissimo di questi neologismi e
forse varrebbe la pena fare un po'
di luce.
In questo articolo
cercheremo di capire, prima di tutto,
la terminologia adottata per definire
le dimensioni e le caratteristiche
principale di un'immagine e in secondo
luogo vedremo cosa hanno a che fare
sigle come dpi, ppi, o megapixel con
una fotografia stampata.
MINI
GLOSSARIO
Per
cominciare riporto alcuni dei termini
base usati con maggior frequenza dandone
una breve spiegazione:
- dpi: (
Dots Per Inch ) Unità di misura
utilizzata per indicare la risoluzione
grafica che può essere riprodotta
ad esempio da una stampante.
- MegaPixel: Unità di misura corrispondente
a 1 milione di pixel. Molto usata
per definire la risoluzione di una
immagine prodotta da una macchina
digitale.
- bit: Un bit è la più piccola
quantità di informazione memorizzabile.
- byte: Unità
di misura corrispondente a 8 bit.
- Kilobyte: 1024 byte.
- Megabyte: 1 milione di byte.
- pixel: (
Picture Element ) Il più piccolo
tra gli elementi che vengono visualizzati
su uno schermo. La più piccola
area dello schermo che possa accendersi
e spegnersi e variare d'intensità
indipendentemente dalle altre.
- ppi: (pixel
per inch) Unità di misura concettualmente
simile a dpi ma utilizzata per definire
la risoluzione di monitor, scanner
e macchine fotografiche digitali.
LE
IMMAGINI DIGITALI
Quando
scattiamo una fotografia la nostra
macchina digitale svolge, in rapidissima
successione una serie di passi. Prima
di tutto viene impostato il diaframma
al valore scelto. Successivamente
l'otturatore si apre e lascia passare
luce in modo da impressionare il sensore
digitale. Quest'ultimo trasforma le
informazioni luminose in impulsi elettrici
e li invia ai circuiti dedicati all'elaborazione
dell'immagine. Qui i dati verranno
adeguatamente manipolati e infine
salvati come file digitale.
A
questo punto nella nostra scheda di
memoria abbiamo archiviata sotto forma
di bit una fotogradia digitale.
LA
STAMPA
Dopo
questa lunga, ma credo abbastanza
interessante, introduzione, veniamo
al dunque cercando di capire come
si passa dal file memorizzato sull'hard
disk ad una bella fotografia appesa
al muro del nostro soggiorno.
In
questi casi non è raro sentirsi
porre domande del tipo: ...quanto
grande posso stampare questa immagine
? o ancora ...ho stampato questa fotografia
in formato A4 ma i risultati sono
pessimi ...perchè ?
Il
nocciolo della questione è
quindi capire quale relazione esista
tra risoluzione di un'immagine digitale
e dimensione finale della stampa.
Prima
di tutto cerchiamo di fare luce sul concetto
di dpi.
Un'immagine
digitale è composta essenzialmente
da un certo numero di punti colorati,
i pixel, disposti ordinatamente in
una griglia di dimensioni fissate.
Ad esempio una foto da due megapixel
sarà composta da circa 2 milioni
di pixel disposti in un rettagolo
di dimensioni 1600x1200 pixel per
lato circa.
Stampare
una foto significa riportare su carta
tutti i punti costituenti l'immagine.
Qui
interviene il concetto di dpi. Un
certo valore di dpi ( dots per inch
) infatti ci dice quanti punti (dots)
vengono stampati per ogni pollice
(inch). Valori più alti significheranno
che i punti saranno più fitti,
più vicini tra loro. Al contrario
valori bassi indicheranno che i punti
avranno una densità, una distanza
tra di loro più elevata.
Punti
troppo distanti tra loro daranno luogo
ad un'immagine poco definita, granosa
in cui i punti stessi saranno visibili
ad occhio nudo con conseguente degrado
della qualità della stampa.
Aumentando
la densità dei punti si ottengono
immagini migliori, in cui non è
presente alcun effeto grana e in cui
i passaggi tonali sono più
graduali e delicati.
A
causa della struttura stessa dei nostri
occhi però è inutile
superare una cera soglia di definizione.
Il nostro apparato visivo infatti
è in grado di distinguere dettagli
fino alla risoluzione di circa 300dpi.
Oltre questo valore, ogni informazione
aggiuntiva verrebbe confusa con le
altre e non sarebbe rilevabile.
Per
questo motivo si è stabilito
che la risoluzione ottimale per un'immagine
fotografica sarà di circa 300dpi
(massima qualità) con un minimo
di 200-240dpi in casi particolari.
Utilizzi diversi dalla stampa prevedono
tuttavia valori acnhe molto più
bassi. Vedi tabella.
DESTINAZIONE |
VALORE
dpi CONSIGLIATO |
Esposizioni,
Libri, Riviste di Qualità |
300dpi |
Stampe
di grandi dimensioni |
200dpi |
Quotidiani |
100dpi |
Web
- Monitor |
72dpi |
|
CONCLUSIONE
Una
volta compreso il concetto di dpi
basta tenere a mente quanto segue:
1. Un'immagine digitale è definita
da una dimensione, espressa in pixel,
per il lato maggiore e una per il
lato minore.
2. Un'immagine digitale NON ha dimensioni ASSOLUTE di stampa.
3. La relazione tra dimesioni in pixel
e dimensioni in cm della stampa passa SOLO ed ESCLUSIVAMENTE attraverso il
concetto di dpi.
Riporto
una piccola tabella che mette in evidenza
il rapporto esistente tra il numero
di megapixel, la risoluzione e la
dimensione massima stampabile a 72,
150 e 300dpi.
MEGAPIXEL |
RISOLUZIONE |
STAMPA
a 72dpi |
STAMPA
a 150 dpi |
STAMPA
a 300 dpi |
1
Megapixel |
1280x768 |
45x27 |
21x13 |
10x6 |
2
Megapixel |
1600x1200 |
56x42 |
27x20 |
13x10 |
3
Megapixel |
2048x1536 |
72x54 |
34x26 |
17x13 |
4
Megapixel |
2272
x 1704 |
80x60 |
38x28 |
19x14 |
5
Megapixel |
2560
x 1920 |
90x67 |
43x32 |
21x16 |
6
Megapixel |
3072x2048 |
108x72 |
52x34 |
26x17 |
11
Megapixel |
4064
x 2704 |
143x95 |
68x45 |
34x22 |
|
ESEMPI
L'immagine presentata
all'inizio dell'articolo è
stata realizzata come composizione
di circa 6 scatti provenienti da una
reflex digitale Canon EOS 10D da circa
6 megapixel. Il risultato finale è
una stampa 60x15cm.
Per chiarire
i concetti fin qui esposti riporto
la schermata delle dimensioni dell'immagine
relative a Photoshop.

Come potete vedere una fotografia
di circa 60cm di lato richiede ben
7195 pixel per essere stampa alla
massima qualità di 300dpi.
MODIFICARE
LE DIMENSIONI DI UN'IMMAGINE
A volte può
essere necessario modificare le
dimensioni di un'immagine per adattarla
a scopi specifici.
Esisto 2 modi
di procedere.
1. RISOLUZIONE
FISSA
Modificare
le dimensioni in pixel dell'immagine
lasciando invariato la risoluzione
in dpi. Questo approccio è
"indolore" nel caso l'immagine
venga rimpicciolita mente può
creare un degrado di qualità
nel caso in cui le dimensioni finali
siano maggiori di quelle iniziali.
Riducendo le dimensioni di un'immagine
infatti non si fa altro che scartare
dati non più necessari. Ingrandendo
invece, il programma di fotoritocco
dovrà interpolare i dati
esistenti per crearne di nuovi.
Questo processo, sebbene venga realizzato
tramite algoritmi molto sofisticati,
ha dei limiti e da risultati accettabili
solo se usato con moderazione.
Per compiete
questa operazione nella casella
delle dimensioni immagine di photoshop,
assicurarsi che la voce "Resample
image - Ricampiona Immagine"
sia SELEZIONATA.
Successivamente modificare dimensioni
a piacere.

Notate
come anche le dimensioni dell'immagine
siano variate. Il file, prima di
37 MB è diventato ora di
101 MB. Questa è conseguenza
dei nuovi dati, generati dal programma
di fotoritocco, che sono serviti
per passare dalla risoluzione di
7.195 pixel alla nuova di 11.811
pixel. Allo stesso tempo notate
come i dpi siano rimasti fissi a
300.
2. DIMENSIONI
IN PIXEL FISSE
Questo secondo
approccio prevede di modifcare la
risoluzione dell'immagine cambiando
il valore di dpi. Anche in questo
caso rimpicciolendo l'immagine non
si hanno particolari controindicazioni.
Ingrandendo invece il problema risiede
nel fatto che si tenta di disporre
su una superficie più ampia
lo stesso numero di pixel che dostituivano
l'immagine iniziale. Per forti ingrandimenti
il livello qualitativo della stampa
potrebbe non essere accettabile.
Per compiete
questa operazione nella casella
delle dimensioni immagine di photoshop,
assicurarsi che la voce "Resample
image - Ricampiona Immagine" NON sia SELEZIONATA. Successivamente
modificare dimensioni a piacere.
Noterete che il valore dpi diminuirà
se ingrandirete l'immagine e aumenterà
se la rimpicciolirete.

La
dimensione im MB dell'immagine è
rimasta costante come i valori in
pixel. Avendo DESELEZIONATO il ricampionamento immagine, modificando
le dimensioni cambia solo la risoluzione.
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