|
Reflex, guida evergreen all'acquisto
| Autore |
Messaggio |
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
Inviato: 10 Giu 2011 18:36 Oggetto: Reflex, guida evergreen all'acquisto |
|
|
Nel forum di ZMphoto si tende a leggere pressoché sempre le stesse domande, da parte di persone dubbiose sul modo migliore per alleggerire il proprio portafogli senza pentirsi in seguito dell'esborso fatto.
Questo topic raccoglie testimonianze mie e di altri utenti del forum, ai quali va gran parte del merito, con il comune intento di creare una guida completa e possibilmente longeva per il principiante, sotto il profilo degli acquisti.
Leggendola, aiuterai la community a occuparsi di interrogativi meno generici e più specifici, ma soprattutto aiuterai te stesso/a risparmiandoti il tempo di scrivere e di aspettare risposte. Almeno, è il nostro intento.
INDICE
1. Quanto spendo, cosa ottengo
...1.1. Fascia d'utenza
...1.2. Generazione
...1.3. Riconoscere fascia d'utenza e generazione nel modello
2. Quale marchio?
3. Cosa mi serve realmente?
...3.1. Compatte
...3.2. Bridge
...3.3. Reflex
...3.4. EVIL/Mirrorless [Cerchiamo aiuto]
4. Obiettivi
...4.1 Quale obiettivo scelgo?
......4.1.1 Il 18-55
......4.1.2 Obiettivi zoom a grossa escursione focale
......4.1.3 Obiettivi zoom standard tuttofare
......4.1.4 Obiettivi zoom luminosi
......4.1.5 Obiettivi a focale fissa
......4.1.6 Obiettivi di terze parti
......4.1.7 Altri obiettivi per usi specialistici
...4.2. Ho già degli obiettivi... [In progress]
5. Il sistema di un marchio [Preferibile rivedere la definizione di sistema]
...5.1. Il sistema Nikon
......5.1.1 FX, DX
......5.1.2 Gli obiettivi Pre AI – AI – AIS
......5.1.3 Gli obiettivi AF
......5.1.4 Gli obiettivi AFS
......5.1.5 Alcune sigle
...5.2. Il sistema Pentax
......5.2.1 Compatibilità e retrocompatibilità
......5.2.2 Serie obiettivi
......5.2.3 Motori autofocus
......5.2.4 Altra documentazione
...5.3. Il sistema Olympus digitale e Panasonic-Leica
......5.3.1 Il sistema Quattro-Terzi
......5.3.2 Stabilizzazione
......5.3.3 Obiettivi
.........5.3.3.1 Le ottiche Panasonic-Leica (Lumix)
.........5.3.3.2 Le ottiche Zuiko
......5.3.4 Retrocompatibilità
......5.3.5 Altra documentazione
...5.4. Il sistema Canon EOS
......5.4.1 Sensori e formati
......5.4.2 Obiettivi e caratteristiche
......5.4.3 Altra documentazione
...5.5. Il sistema Sony/Minolta [Cerchiamo aiuto]
X. EXTRA (approfondimenti, trattati fuori da questo topic)
...X.1 Sigle & Obiettivi
...X.2 Minimanuale di tecnica fotografica
...X.3 Guida per neofiti al flash su slitta - Prima puntata
Lo scopo del topic è rispondere alla domanda tipica del principiante, che suona più o meno così
| nuovo arrivato ignaro del guaio in cui sta per cacciarsi ha scritto: | | ho deciso di passare a una reflex digitale, ma non ne capisco molto, è meglio A, B o C [anche se solitamente ci si ferma alla B e la C fa parte di una minoranza dei casi, ndM]? Voi cosa consigliate? |
QUANTO SPENDO, COSA OTTENGO
La risposta breve a questo quesito è WYPIWYG: What You Pay Is What You Get. Quanto spendi, tanto ottieni. Qui di seguito sviluppiamo questo discorso.
Cominciamo con il dire che le reflex sono suddivise per fascia d'utenza, e per generazione.
Fascia d'utenza
Entry level, prosumer, professionale. Le macchine si propongono a utenti diversi per rispondere a esigenze diverse... e con prezzi molto, molto diversi.
Le principali differenze fra fasce d'utenza risiedono nella qualità costruttiva del corpo macchina, in alcuni supporti per funzioni specialistiche e nella maggior affidabilità delle funzioni già presenti in modelli inferiori.
Esemplificando: scheletro assemblato con materiali più resistenti, tropicalizzazione, pentaprisma, menu di correzione front/back focus, più pulsanti, selettori e ghiere per maggior controllo diretto sui parametri, secondo display sulla spalla, autofocus migliorato o con più punti o più modalità.
Generazione
Vecchia dell'anno scorso, nuova, appena fuori produzione... La scelta della generazione della macchina è un discorso più strettamente legato al fattore economico rispetto alla fascia d'utenza, perché è palese che una reflex più recente avrà soltanto migliorie rispetto al modello precedente, o almeno è preoccupante che avvenga il contrario. Ma non tutti hanno le stesse tasche, e possono giungere al compromesso del corpo macchina più vecchio ma sempre valido, tenendo bene a mente che anche se gli standard cambiano, le reflex fanno fondamentalmente sempre le stesse foto.
Le principali differenze fra una generazione e l'altra possiamo individuarle nei megapixel, nella resa ad alti ISO, nella dimensione dell'LCD, a volte nella precisione/velocità dell'autofocus, nelle nuove funzionalità quali video e live view, che a volte vengono implementate in via sperimentale sulla fascia bassa, rendendo i consumatori dei tester inconsapevoli per l'implementazione in fasce superiori.
Generalmente, le generazioni di reflex si distinguono per tutte quelle differenze legate ai miglioramenti tecnologici e dei processi produttivi.
Riconoscere fascia d'utenza e generazione nel modello
Solitamente i modelli di fotocamera hanno dei nomi che seguono criteri a volte più, a volte meno precisi e coerenti, che aiutano a distinguere sia fascia che generazione.
La fascia è quasi sempre indicata dal numero di cifre che compongono il modello (550D, 60D, 5D, oppure D7000, D700, D3, o ancora K200, K20, o E450, E5) o in alcuni casi dalla prima cifra (D5000, D7000, oppure a500, a900, o nella fascia alta di canon caratterizzata tutta da una sola cifra, 7D, 5D, 1D). Sembra condivisa l'abitudine di usare meno cifre al salire di fascia.
La generazione è spesso indicata dalle restanti cifre nei restanti casi (500D, 550D, 600D oppure D3000, D3100) o comunque seguono una coerenza propria (K-m, K-x, K-r e dall'altro canto K7, K5, o in modelli di fascia alta canon, mark II, mark III e via dicendo). È però vero che Sony ultimamente ha rilasciato due reflex con un minor numero di cifre (a33, a55) quando non si tratta di modelli superiori ma soltanto più recenti, anche in seguito ad una nuova architettura adottata.
Siete confusi? A volte anche io, questione di abitudine. I criteri dei marchi a volte cambiano nel tempo.
Ultima modifica di DArt il 04 Mag 2013 23:04, modificato 20 volte in totale
|
|
| Torna in cima |
|
|
|
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
Inviato: 11 Giu 2011 12:00 Oggetto: |
|
|
QUALE MARCHIO?
Quella che segue è una delle domande più divertenti e allo stesso tempo imbarazzanti che un fotografo navigato si sente fare.
| fotografo novizio ignaro del vespaio che sta per scatenare ha scritto: | | È meglio Canon o Nikon? |
Facciamo un passo indietro.
Il mercato della fotografia è composto da pochi marchi di punta. Ogni marchio detiene un proprio sistema di reflex-obiettivi-flash-altriaccessori che è del tutto incompatibile con i sistemi di altri marchi.
Questo in pratica cosa significa? Significa che quando acquisti la reflex di un marchio, finirai sotto "l'ala protettiva" di quel determinato marchio e potrai comprare il resto dell'attrezzatura previsto solo per quel marchio. Se compri Nikon, sarai portato a leggere Nikon ovunque.
Una delle maggiori conseguenze di questo sistema di "instradamento senza ritorno" è quella di creare fanatismo per il proprio marchio, spesso ignorando cosa offrano gli altri marchi, essendo impossibilitato a provare qualcosa presso di loro.
La storia insegna che il fanatismo è dettato dall'ignoranza.
Tornando quindi alla domanda di cui sopra, è meglio Pentax.
Scherzavo.
Il punto è che chi usa un marchio e si trova bene tenderà sempre a consigliartelo, e in fondo non ha torto quando lo fa.
E se tutti ti consigliano il marchio che usano... la verità di fondo è che tutti i marchi sono buoni, ognuno per le sue ragioni. Voglio dire, se davvero ci fosse un marchio migliore degli altri, allora quelli che non l'hanno scelto, o hanno il gusto del masochismo, o sono stupidi.
Questo vale sia per i marchi più noti, che per i meno.
| fotografo novizio forse sulla via della salvezza ha scritto: | | Va bene Migno, questo tuo vaneggiare mi ha convinto. Ma allora come scelgo il marchio migliore per me? |
Tanto per cominciare, prima di escludere a priori dei marchi e porti da solo dei limiti alle possibilità, prova ad informarti sulle offerte di tutti.
Seconda cosa, esci di casa, vai in un centro commerciale o in un negozio specializzato e tocca con mano i modelli che hai adocchiato.
Terza cosa, ignora i commessi.
(ok detto così è esagerato, ma il compito del commesso è quello di venderti della merce e non ha alcun interesse a venire incontro alle tue esigenze, quindi non pendere dalle sue labbra)
Per finire, ricorda che sulla fascia amatoriale e prosumer non esistono differenze sostanziali fra i vari marchi, e la partita nella scelta la giocano perlopiù feeling e simpatia per il marchio.
Ultima modifica di DArt il 11 Giu 2011 17:25, modificato 1 volta in totale
|
|
| Torna in cima |
|
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
Inviato: 16 Giu 2011 12:40 Oggetto: |
|
|
COSA MI SERVE REALMENTE? A cura di Proximo77
| consumatore profondamente dubbioso ha scritto: | | Ho realmente bisogno di una reflex? [ndM] |
Questa è una domanda che recentemente in pochissimi si fanno.
Per un periodo ho lavorato presso una nota catena di elettronica, e sono stato anche al reparto fotografia, perché è una passione che ho da molto tempo. Fortunatamente sono rimasto in contatto con molti dei miei ex colleghi. Ebbene si, sono stato anche io uno di quelli che “consigliavano”. Un commesso insomma.
Il commesso lavora per la catena, quindi il suo primo dovere è quello di far guadagnare denaro all’azienda. Fin qui niente di strano no?
Ora poniamo che voi veniate in negozio per comprare una macchina fotografica, senza specificare che tipo di macchina sia: volete una Compatta? Una Bridge? Una Reflex? Io, che faccio il commesso, ovviamente cercherò di vendervi quello che costa di più, ma non solo. Se voi comprate una bridge o una compatta, la nostra transazione si ferma qui, mentre, se comprate una reflex, ho molte più possibilità di far vendere all’azienda anche altro, come ad esempio obiettivi, o zaini fotografici, treppiedi ecc.
Questo porta a un indotto, cioè a una serie di piccole spese che stanno intorno alla reflex e che vengono generate da quella, e di cui un consumatore medio non tiene molto conto, anche se alla fine tanto “piccole” 'ste spese non sono. Ma io avrò fatto vendere non un oggetto, ma due o tre all’azienda, e avrò “legato” il cliente a un prodotto che lo trasformerà in un potenziale cliente anche in futuro.
Motivo per cui il commesso tende a consigliare la reflex, se il budget del cliente lo consente. Tutto questo per dirvi di pensarci bene quando comprate una macchina fotografica, perché potreste rendervi conto tardivamente che non avete fatto l’acquisto adatto a voi.
In realtà ci sono molti tipi di utenti, e come si sa la reflex ora è di moda, anzi, molto di moda, tant’è che le vendite del settore negli ultimi anni hanno subìto un’impennata straordinaria.
La conseguenza è che ci sono in giro una quantità esorbitante di macchine reflex, che fanno tanto figo, ma che in realtà sono sfruttate al 10% delle loro possibilità, e che hanno un grosso problema: sono costose, ingombranti e pesanti.
Compatta
L’utente che ama farsi un giretto e non ha particolari esigenze (come fare stampe di una certa dimensione), potrebbe trovare estremamente comoda una compatta, che oltre a costare decisamente meno in termini economici costa anche molto meno in termini di mal di schiena. Te la infili in tasca, quando serve la tiri fuori e scatti. È pratica, economica, veloce, non pesa niente, in genere ha uno zoom che permette di coprire gli usi più frequenti.
E, non ci crederete, se usata come si deve fa delle bellissime fotografie.Ci sono compatte che prevedono anche di essere usate in modalità diverse da quelle automatiche, ad esempio con le priorità o in manuale. Se volete essere creativi insomma lo potete fare.
Hanno delle limitazioni riguardanti la qualità dell’immagine, derivanti dal fatto di essere dotate di un sensore piccolo e spesso molto denso di pixel. Questo comporta un certo rumore se si alzano gli iso oltre un certo livello ad esempio, ma se il nostro ideale è portarcela in montagna per farci una camminata, e fare qualche foto mentre siamo in giro allora potrebbe essere un’ottima soluzione. Non ha funzioni particolarmente avanzate in genere, ma se non ne abbiamo bisogno perché pagarle?
Bridge
Le bridge sembrano macchine un po’ atipiche: somigliano spesso a delle piccole reflex, hanno obiettivi non intercambiabili (ma piuttosto validi, vedi Schneider, Leica, Zeiss, Fujinon e così via) dotati di uno zoom ottico spesso molto potente, e permettono di coprire focali che vanno dal grandangolo al teleobiettivo, anche molto spinto in certi casi. Non costano di solito molto più delle compatte (anche se alcuni modelli molto avanzati possono costare anche più di una relfex) ma quasi sempre hanno alcune cosette interessanti: quasi sempre hanno l’oculare (per tenere la macchina come si tiene in mano una macchina e non come si tiene un cellulare), la rotella dei programmi prevede di poter settare i programmi (oltre ovviamente al programma “verde” o automatico), una buona qualità ottica, alcune scattano anche in RAW, hanno spesso dei tasti dedicati che permettono di modificare dei parametri in modo più semplice e rapido che non con una compatta e così via. La dimensione del sensore è di solito la stessa di una buona compatta. Sono leggermente più ingombranti, quindi difficilmente si possono mettere in tasca (non tutte, ma alcuni modelli si). Una piccola borsettina al limite è in grado di contenere il tutto.
Per l’utente un po’ più smaliziato che ama anche smanettare un po’ e che magari vuole aspettare a fare una spesa importante per vedere se si appassiona sono una soluzione eccellente.
Reflex
Piccola premessa: ognuno i suoi soldi se li spende come gli pare. Se uno si vuol comprare un’auto con tutte le comodità e tenerla in garage o usarla solo in prima e seconda lo può fare. Questo non significa che se lo fa sia furbo.
Le reflex hanno una qualità ottica superiore, un sensore più grande, sono macchine molto flessibili perché esistono obiettivi pressochè di ogni tipo, possono far fronte a qualsiasi tipo di situazione fotografica, dallo sport, alla cerimonia, al ritratto ecc... Danno una soddisfazione, in termini qualitativi, diversa insomma.
Moltissimi utenti che però la comprano “per moda” la piombano sul programma “verde” (tanto da essersi guadagnati il simpatico appellativo di green people tra i commessi), e in questo modo la usano come si userebbe una compatta. Da una stima fatta recentemente dai miei ex colleghi sembra che quasi i ¾ delle macchine comprate nei centri commerciali non vedranno mai un’ottica diversa da quella venduta in kit, cioè insieme alla macchina.
Le macchine reflex sono adatte a quel pubblico che non fa solo la foto quando va in ferie e concepisce la stessa come un “ricordo”, ma qualcosa di più. Presuppone che l’utente abbia intenzione di approfondire la propria cultura in ambito fotografico (cosa valida per la maggior parte degli utenti iscritti a un forum di fotografia, che se si sono iscritti un motivo ci sarà), e, attraverso questa cultura, possa poi capire i concetti che lo portano a sapere come usare la macchina per ottenere l’immagine che ha in mente.
Le reflex non hanno solo pregi, ma hanno anche difetti:
1. Sono grandi e pesanti. Attenzione, qui non si intende la dimensione della sola macchina, ma di tutto quello che gli sta intorno: un paio di ottiche, un flash esterno, magari un treppiede o un monopiede, batterie di riserva, eventualmente un battery grip. Quanto basta insomma per riempire uno zaino e per superare i due-tre kg di attrezzatura in men che non si dica.
2. Sono costose. Stesso discorso di prima: non si parla della macchina in sé, ma del sistema: solo il corpo può costare anche poco, ma se cominciate ad aggiungere un paio di ottiche, un flash, un treppiede, lo zaino, batterie, schede di memoria il costo lievita tantissimo, ed è facile ritrovarsi ad aver speso somme a quattro cifre, per oggetti che all’inizio non si erano considerati ma che poi ci si è accorti essere indispensabili (uno su tutti il cavalletto).
3. Sono complesse. Non è sempre vero, perché ormai le reflex hanno programmi che permettono di usarle come delle compatte, ma si presuppone che l’utente, dopo un periodo di familiarizzazione, abbandoni alcuni automatismi per usarle in modo più consapevole. Questo non le rende molto adatte a quegli utenti che userebbero la macchina saltuariamente e solo in determinate occasioni, lasciandola ferma per il resto del tempo.
| nota di Migno ha scritto: |
Quando vi sarete rassegnati a pesi e ingombri e, fotografando, assumerete un'espressione come questa, significa che avrete preso la fotografia piuttosto sul serio.
Nella foto: Migno - Foto di Dr.Conati |
Questa suddivisione sommaria può contribuire ad un acquisto consapevole, dove per consapevole si intende non “al risparmio”, ma si intende che il potenziale acquirente abbia la capacità di dare una risposta alla fatidica domanda prima di farsi convincere dalla pubblicità, dalle folle di green people o da qualche commesso che la scelta migliore è sempre e solo la reflex.
Perché alla fine la domanda è sempre la stessa: cosa mi serve realmente?
|
|
| Torna in cima |
|
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
Inviato: 18 Giu 2011 02:15 Oggetto: |
|
|
|
OBIETTIVI
Fatta un po' di chiarezza su corpi, marchi e un po' di etica d'uso, è ora di passare alla parte più divertente, ampia, a volte frustrante, ma di sicuro fondamentale del mondo delle reflex.
Sta già scritto nel titolo quale è, è inutile affermare "gli obiettivi" di nuovo, si capiva già.
L'obiettivo è costituito da un insieme di lenti e il suo scopo è far giungere la luce presente nella scena, al sensore. Banale, no?
A dire il vero no, affatto. L'obiettivo arriva ad essere più importante del corpo macchina. Da esso dipendono contrasto, colori, bagliori, sfocato, vignettatura, aberrazioni cromatiche, apertura (quindi possibilità di aprire il diaframma fino ad un certo punto per fare scatti con tempi minori e con minore profondità di campo), parte del peso e dell'ingombro della vostra attrezzatura, talvolta l'invidia verso chi ce l'ha più grosso e... cosa dimentico? Ah sì, la tanto agognata nitidezza che è sulla bocca di chiunque si ponga domande su un obiettivo.
Di fronte alla realtà dei fatti, ovvero di fronte alla nostra esperienza e alle nostre tasche (la prossima questione che tratteremo) il discorso cambia radicalmente, ma è bene capire da subito che quell'ammasso di vetri che siamo obbligati ad attaccare davanti alla nostra macchina non è semplice zavorra ma è piuttosto importante.
Ultima modifica di DArt il 22 Ott 2011 15:22, modificato 1 volta in totale
|
|
| Torna in cima |
|
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
Inviato: 18 Giu 2011 02:55 Oggetto: |
|
|
QUALE OBIETTIVO SCELGO?
Va bene, l'obiettivo è molto importante. Questo non giustifica il fatto che i nostri pronipoti stiano ancora lì a pagare le nostre cambiali per averne acquistati di importanti e in quantità.
Non fatevi ossessionare da subito dal problema della qualità ottica, potreste scoprirvi comunque soddisfatti di ciò che offrono lenti economiche. Tanto avrete tutto il tempo per essere affetti da LBA (Lens Buying Addiction).
Quando si è dei principiante, la cosa migliore è comprendere il nostro stile fotografico. Per farlo, necessitiamo di un supporto adeguato, che all'inizio si traduce in un'ampia gamma di lunghezze focali che ci consenta di spaziare.
| fotografo poco meno che principiante ma che forse sta partendo con il piede giusto ha scritto: | | Insieme con la macchina mi vendono il 18-55, va bene per iniziare? |
Il 18-55 (o 14-42 sulle Olympus, o 28-80 circa su pellicola) appartiene alla categoria degli zoom standard. Permette di spaziare dal modesto grandangolo ad un lievissimo tele, poco superiore al campo definito "normale" (35mm sulle aps-c, 50mm su pellicola).
La focale più lunga concessa da questo obiettivo in ritratto non permette di fare dei buoni primi piani senza che permanga una visibile distorsione prospettica. Per un uso del genere secondo molti è buona norma partire dai 70mm (105 su pellicola). La sua luminosità, che solitamente spazia da f/3.5 a f/5.6 sull'estremità lunga, non dà alcun problema di giorno ma diventa complicata da gestire di notte e in interni qualora servissero tempi brevi senza l'uso del flash.
È una spiegazione estremamente semplificata delle possibilità che offre il 18-55, d'altra parte io ragiono in termini pratici. Traete voi stessi le conclusioni, cercando di capire se una lente del genere da sola può bastarvi o se vi serve qualcosa di diverso.
Essendo opinione comune che 55mm sono piuttosto corti, non è affatto raro trovare in vendita reflex con doppio kit 18-55 + 55-200 (o simile, può anche essere un 55-250, 50-200 o un 70-300 per la pellicola, o ancora un 40-150 nel caso di Olympus), che è un teleobiettivo zoom. Queste offerte si rivelano relativamente vantaggiose anche per quanto riguarda il prezzo.
Ci sono altre opzioni di cui essere al corrente.
Obiettivi zoom a grossa escursione focale
| Citazione: | | Sony DT 18-250mm f/3.5-6.3 |
Anche detti tuttofare, ci riferiamo a 18-105, 18-135, 18-200, 28-200 (pellicola) e simili, con un'escursione focale superiore a 5x, che può arrivare fino a 15x (Tamron 18-270).
Qualità ottica e versatilità sono inversamente proporzionali, non a caso gli obiettivi a focale fissa offrono la maggior qualità possibile. Gli zoom a grande escursione focale, quindi, sono dal lato opposto della scala. E sono comunque abbastanza costosi.
Generalmente, sebbene siano otticamente lenti "peggiori" rispetto a quelle kit, la resa è soddisfacente per buona parte degli usi. Chi sceglie questo genere di obiettivi lo fa per questioni pratiche, ad esempio per economizzare sull'ingombro in borsa, sul peso e sulla comodità di cambiare poco frequentemente lenti.
Obiettivi zoom standard tuttofare
| Citazione: | | Nikon 16-85mm f/3.5-5.6G AF-S DX ED VR |
Molti li considerano tuttofare, solitamente si tratta di zoom standard con un'escusione focale un po' superiore, da 3,5x a 5x o oltre, contro i 3x dei 18-55.
Cosa cambia? Non poco. Un 17-70 (o un 24-105 come il Canon, su formato pellicola, o il nikkor 16-85) permette di passare dal grandangolo ad un buon primo piano. Ricordate? Abbiamo parlato poco sopra a proposito dei 70mm (su aps-c) come focale minima per un ritratto in primo piano.
Difatti queste lenti sono ottime per situazioni quali feste e cerimonie, e usate dai più a questi scopi.
Solitamente sono anche lenti di qualità superiore, talvolta con apertura costante.
Rappresentano una spesa consistente, ma longeva.
Obiettivi zoom luminosi
| Citazione: | | Canon EF 70-200mm f/2.8 L IS USM II |
Spesso hanno un'apertura costante, ad esempio invece dell'f/3.5-5.6 che troviamo sul 18-55, potremmo trovar scritto solo f/2.8 sebbene siano zoom.
Una lente che va da 18mm a 50mm mantenendo sempre la stessa apertura luminosa f/2.8 fa gola, no?
Questi obiettivi stanno bene nelle mani di utenti avanzati. Anche perché tendono a costare molto, e bisogna fare i conti con il loro peso e l'ingombro, e in alcuni casi la maggior delicatezza. Apertura a parte, se ne apprezzano le caratteristiche in pieno solo quando le lenti kit ci stanno strette e ne sentiamo i limiti in pieno.
Obiettivi a focale fissa
| Citazione: | | Pentax SMC FA 77mm f/1.8 Limited Silver |
Prima parlavamo degli zoom a grossa escursione, qui vale il discorso opposto. Buona parte dei fissi sono lenti compatte, quindi l'ingombro nella nostra borsa non risiede di certo nella singola lente (a meno di parlare di qualche tele luminoso da alcune migliaia di euro). Tuttavia non è impossibile, ma nemmeno tanto probabile, andare in giro con la nostra reflex con un solo obiettivo dietro, specialmente se è un fisso.
Si tratta di obiettivi dedicati a chi ha già un'idea abbastanza chiara del suo modo di fotografare, e conosce quindi i campi che usa più spesso. Con un fisso si hanno molte più possibilità e una resa notevolmente superiore rispetto ad uno zoom, ma solo in quell'angolo di campo. Praticità bassa, in favore della qualità.
Obiettivi di terze parti
| Citazione: | | Tokina 16-50mm f2.8 AT-X DX (per Nikon) |
Meritano un paragrafo a parte pur coprendo le proposte sopra citate.
Tamron e Sigma sono le case più note fra quelle che producono lenti per altri corpi macchina. Esiste anche Tokina, e ne esistono altre ancora.
Le lenti (e gli accessori in genre) di terze parti concorrono con quelle originali, puntando sulla minor spesa, a scapito di una qualità ottica e costruttiva, o di una dotazione di optional che solitamente sono un po' inferiori.
Prendiamo in esame il biancone Canon EF 70-200 2.8, ed il Tamron SP 70-200 2.8. Il primo è una lente con un motore di messa a fuoco velocissimo, tropicalizzata, dotata di due posizioni differenti per la messa a fuoco minima (1,5m e 3m, per evitare che nel mettere a fuoco sia costretta a fare tutta la corsa, allungando i tempi per agganciare il fuoco), e una qualità ottica sorprendente. Il secondo è un'ottica buona, dalla costruzione solida ma non sigillata da polvere e umidità, e costa circa la metà del primo.
Generalmente non è possibile trovare lenti kit prodotte da queste case, visto che non farebbero mercato. Le lenti proposte generalmente sono di fascia medio-alta (spaziano dagli zoom luminosi che vanno per la maggiore, ad una dotazione non sterminata di fissi soprattutto lato tele, a pochi tuttofare).
Altri obiettivi per usi specialistici
| Citazione: | | Samyang 8mm f/3.5 Fisheye Aspherical IF MC |
Volutamente non citati finora, sono lenti pensate per usi specifici in cui il principiante mooolto difficilmente si imbatterà, e sempre molto difficilmente gli verranno consigliate se è alle prime armi.
Sicuramente ne dimentico qualcuno, mi limiterò a citare...
Macro, sebbene facciano parte dei fissi e possano essere usati per altro, ma principalmente sono progettati per mettere a fuoco in modo estremamente ravvicinato (il gruppo di elementi ottici di messa a fuoco sporge molto di più rispetto ad altre lenti).
Tilt-Shift, molto utilizzati in architettura, modificano l'orientamento del piano focale (tilt) o la prospettiva e i punti di fuga (shift).
Fisheye. Generano immagini circolari con un angolo di campo estremamente ampio, arrivando anche a 180° e oltre. La maggior parte sono fissi ma esistono alcuni zoom.
Grandangolari. Sia zoom che fissi, come suggerisce il nome, sono previsti per quel solo scopo, che assolvono in modo decisamente migliore rispetto agli zoom standard.
Tele spinti, queste sono lenti che supportano sempre anche il pieno formato e partono dai 400mm. Sono quasi solo a focale fissa. Canon ha progettato alcuni modelli da 800 e 1200mm. È inutile parlare del loro costo, dell'ingombro, del peso e della cura che richiedono.
Catadiottrici, sono i teleobiettivi dei poveri, sfruttano le riflessioni della luce invece delle rifrazioni e questo li rende compatti ed economici, a scapito di una qualità ottica spesso mediocre, dell'impossibilità di modificare l'apertura che quindi è fissa, e dell'autofocus che finora risulta impossibile implementare. Hanno anche uno sfocato particolare che li rende immediatamente riconoscibili.
Ultima modifica di DArt il 16 Ott 2012 21:26, modificato 4 volte in totale
|
|
| Torna in cima |
|
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
Inviato: 01 Lug 2011 00:30 Oggetto: |
|
|
|
IL SISTEMA DI UN MARCHIO
L'abbiamo già detto in precedenza, ogni marchio ha il suo sistema, che non può essere combinato con altri marchi, a meno di usare alcuni artefatti.
Dunque, ora vediamo cosa si intende per sistema.
In soldoni il sistema di un marchio è l'insieme di obiettivi ed accessori disponibili per un corpo macchina, disponibilità che varia anche al variare di ciò che la macchina può supportare.
È palese che ogni marchio usa un proprio attacco per gli obiettivi e per il battery grip, e una propria interfaccia con accessori come flash o GPS.
Non solo, a volte uno stesso marchio nel tempo si è trovato ad adottare più attacchi differenti per i propri obiettivi, compromettendo la retrocompatibilità. In alcuni casi si perde qualche automatismo, in altri è del tutto impossibile montare una lente vecchia, sempre a meno di utilizzare qualche adattatore.
Quelle che seguono sono delle trattazioni del parco lenti di ognuno dei marchi che attualmente hanno più mercato fra i consumatori. Abbiamo prediletto la questione obiettivi perché è quella di più largo interesse fra i principiante.
Ultima modifica di DArt il 01 Lug 2011 01:11, modificato 1 volta in totale
|
|
| Torna in cima |
|
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
Inviato: 01 Lug 2011 01:09 Oggetto: |
|
|
IL SISTEMA NIKON a cura di zUorro
Le ottiche Nikon con attacco F nascono nel lontano 1959 che, da allora, non è più cambiato.
Ora veniamo alle differenze dei vari obiettivi in quanto a compatibilità.
Ci sono varie serie di obiettivi Nikkor che si distinguono principalmente in 3 gruppi:
Una considerazione che va fatta in primis è che ci sono obiettivi FX e obiettivi DX.
Cosa si intende con queste due sigle?
FX è la sigla per definire il formato pieno e quindi si sta parlando di ottiche studiate per il pieno formato che si possono utilizzare su tutte le reflex Nikon analogiche e digitali (con i distinguo che saranno fatti in seguito) ed in più sulle reflex digitali a formato ridotto senza problemi di alcun tipo.
In genere non è indicato quando un obiettivo è FX perché si ritengono tutti tali, a meno che non sia specificato diversamente.
DX è la sigla per definire il formato ridotto (1.5x per Nikon) e sta ad indicare le ottiche studiate espressamente per questo formato e che possono essere montate solo su DX (anche sulle reflex digitali FX in realtà ma riducendo l’area effettiva di impressione del sensore ad un minor numero di megapixel mediante un comando apposito).
| [ndM] ha scritto: |
A parità di lunghezza focale, con il formato FX vedremo ciò che è inscritto nel rettangolo verde, e con il DX quello che rientra nel rosso.
Fonte immagine: www.kenrockwell.com |
Gli obiettivi Pre AI – AI – AIS
Si tratta di una serie di ottiche completamente MANUALI, costruite di metallo e dotate di ghiere di maf (messa a fuoco) piacevoli e ben frizionate.
Gli ai comunicano le informazioni di apertura del diaframma tramite accoppiamento meccanico (una levetta) mentre gli AIS comunicano anche la lunghezza focale consentendo l’utilizzo in modalità semiautomatiche.
Gli obiettivi di questa serie sono ancora dotati della scala delle distanze incisa sul barilotto.
Si possono montare su tutte le reflex Nikon (per i pre-ai serve una piccola modifica alla ghiera).
Sulle REFLEX digitali attualmente in commercio funzionano ma per i modelli inferiori alla D7000 non compresa (quindi dalla D90 in giù passando per la serie D5000, D3000 e D60 ecc ecc specificate meglio nell’allegato in excel) non ci consentono di leggere l’esposimetro, il diaframma usato e la lunghezza focale dell’obiettivo.
Gli obiettivi AF
Si tratta dei primi obiettivi dotati di autofocus che funzionano grazie ad un motorino sul corpo macchina che, accoppiato all’obiettivo, permette di muovere un gruppo di lenti per la Maf.
Gli obiettifi AF D hanno implementato la lettura della distanza di maf soprattutto per migliorare la funzionalità dei flash.
Gli obiettivi di questa serie sono ancora dotati della scala delle distanze ma situata in una finestrella coperta da un vetro trasparente.
Si possono montare su tutte le reflex Nikon.
Sulle REFLEX digitali attualmente in commercio funzionano ma per i modelli non dotati di motorino di messa a fuoco sul corpo macchina (specificate meglio nell’allegato in excel) non consentono la messa a fuoco automatica, sebbene mantengano la lettura dell’esposimetro, il controllo del diaframma dalla macchina e leggano la lunghezza focale dell’obiettivo ed eventualmente la distanza di maf nel caso delle versioni AfD.
Gli obiettivi AFS
Si tratta dell’ultima generazione di obiettivi autofocus dotata di motore interno all’obiettivo. Hanno un autofocus molto veloce e preciso e sono in fase di costante crescita.
Gli obiettivi AFS di fascia alta sono ancora dotati della scala delle distanze situata in una finestrella coperta da un vetro trasparente mentre in quelli di fascia bassa è stata eliminata.
Si possono montare su tutte le reflex DIGITALI Nikon.
Sulle analogiche funzionano SOLO se presente la ghiera dei diaframmi (quindi obiettivi AFS non G).
Sulle REFLEX digitali attualmente in commercio funzionano su tutti i modelli.
Alcune sigle che possono essere utili sono
N
Ottiche con trattamento di rivestimento in nanocristalli migliorando la resa della lente nei confronti dei flare e ghost.
IF
Significa messa a fuoco interna, cioè non ci sono spostamenti esterni delle lenti ma il movimento del gruppo ottico per la messa a fuoco avviene totalmente all’interno dell’otttica
ASP
Aspherical significa dotati di lenti asferiche allo scopo di ridurre gli effetti delle aberrazioni ottiche.
ED
È la sigla delle lenti a bassissima dispersione che riducono le aberrazioni e migliorano le prestazioni ottiche degli obiettivi.
| LCC2.2En.zip |
| Descrizione: |
| [ndM]Per chi volesse approfondire il discorso sulla compatibilità, zUorro ha messo a disposizione questo file Excel in inglese, compresso... per ovvie ragioni. |
|

Download |
| Nome File: |
LCC2.2En.zip |
| Dimensioni: |
807.06 KB |
| Visto: |
110 Time(s) |
NOTA |
I file messi a disposizione sono inviati in modo autonomo dagli utenti del forum. Una volta scaricati sarà unicamente responsabilità dell'utente l'utilizzo e l'installazione dei software contenuti. ZMPHOTO, i suoi amministratori e i responsabili del forum non potranno essere in alcun modo ritenuti responsabili per eventuali danni alle proprie attrezzature o perdite di dati.
Si consiglia l'utilizzo di un software antivirus prima di aprire i file.
Scaricando il file si accettano senza riserve queste condizioni. |
|
|
| Torna in cima |
|
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
Inviato: 26 Set 2011 21:48 Oggetto: |
|
|
IL SISTEMA PENTAX
Nella mia trattazione non verranno contemplati i sistemi 645 o 6x7, visto che sono sistemi previsti per un certo tipo di utenza esperta e dubito che tu, principiante, intenda venderti già da subito un rene per il tuo primo corpo macchina.
Ma potrei sempre essere smentito. Nel qual caso devo ammettere la dura e semplice verità: di 645 e 6x7 ne capisco poco o nulla. Tuttavia, nessuno mi smentirà... spero.
Cominciamo dicendo che al momento in cui scrivo, Pentax produce reflex digitali in formato Aps-c (con fattore di moltiplicazione 1,5x, come Nikon) e 6x4,5 (medio formato). Non esistono camere con sensore da 35mm in catalogo.
Compatibilità e retrocompatibilità
Questa casa utilizza lo stesso attacco, la baionetta K, dal 1975. Questa baionetta nel tempo ha subìto leggere variazioni per quanto riguarda l'implementazione di circuiteria elettronica, quindi si può distinguere a seconda dei corpi macchina fra K, KA, KAF, KAF2 e KAF3.
Tutti gli obiettivi prodotti da Pentax dal 1975 ad oggi possono essere montati sugli attuali corpi macchina, ovviamente con le dovute limitazioni presenti negli stessi obiettivi (quelli senza autofocus, quelli senza esposizione automatica, nota come posizione A).
Per gli obiettivi privi di automatismi, Pentax ha previsto alcune agevolazioni come lo stop-down, l'assistente di messa a fuoco sul punto centrale ed il trap focus.
Prima del 1975, macchine come la Spotmatic usavano l' attacco a filettatura M42. Per tali obiettivi, Pentax vende un anello adattatore, che estende la retrocompatibilità a prima dell'adozione della baionetta K. Il tiraggio è invariato, per cui anche con queste lenti è possibile mettere a fuoco all'infinito.
Per un periodo Ricoh ha prodotto alcune lenti (quelle della serie P) con baionetta R-K, una baionetta molto simile alla Pentax KA, che utilizzava sui propri corpi macchina. Proprio questa somiglianza fra le due baionette permette di montare le ottiche Rikenon di serie P su corpi Pentax K senza alcun adattatore, col solo accorgimento di rimuovere un piolino sulle lenti, per questioni di sicurezza, nel caso le si montasse su corpi Pentax dotati di autofocus. Gli automatismi non sono disponibili.
| Citazione: | Baionetta R-K.
Baionetta P-K. |
Oltre a quelle che possono essere riadattate, è possibile trovare lenti di terze parti per Pentax. Tamron e Sigma vanno per la maggiore.
Serie obiettivi
Le lenti Pentax si distinguono nelle seguenti serie, che categorizzo in base all'uso pratico:
Completamente manuale
Super Takumar - La maggior parte sono a filettatura, quindi non hanno automatismi.
K - La prima serie a baionetta K, non ha automatismi.
M - Come la serie K, non ha automatismi. Hanno la particolarità di essere obiettivi più compatti.
Esposizione automatica, fuoco manuale
A - Hanno la posizione A, quindi permettono l'esposizione automatica e quindi l'accesso a tutte le modalità automatiche di esposizione presenti sui corpi macchina attuali.
Esposizione automatica, autofocus
F - La prima serie autofocus. Ha tutti gli automatismi.
FA - La seconda serie autofocus. Ha tutti gli automatismi e rileva alcuni dati aggiuntivi che possono essere scritti negli EXIF.
FA J - Una branca della seconda serie autofocus, sprovvista di ghiera d'apertura. Il diaframma quindi resta impostabile solo con corpi che possono gestire elettronicamente tale parametro, in caso contrario la lente funzionerà sempre e solo alla massima apertura.
D FA - Serie autofocus prevista sia per pellicola che per l'uso su digitale. Fanno parte di questa serie anche i nuovi obiettivi in uscita per il medio formato.
Esposizione automatica, autofocus, formato ridotto
DA - Serie espressamente prevista per le reflex digitali. Anche se progettati per un formato ridotto, alcuni obiettivi DA coprono anche i 35mm. Come i FA J, non hanno ghiera d'apertura.
DA L - Sottocategoria della serie DA. Ne fanno parte alcune lenti solitamente vendute in kit con i corpi macchina entry level. Difatti gli obiettivi DA L sono controparti economiche dei DA. Hanno la baionetta in plastica, sono prive di paraluce in dotazione, prive di quick shift focus e l'aspetto estetico è differente (senza stampe sulle ghiere o con colori diversi dei componenti).
DA WR - Altra sottocategoria della serie DA. WR sta per Weather Resistant. Al contrario della serie DA L, le lenti WR sono le controparti più costose delle lenti DA e sono caratterizzate da una costruzione più solida, e un maggior numero di guarnizioni che ne consentono la tropicalizzazione. Solitamente è possibile trovare in versione WR le lenti vendute in kit con i corpi macchina semiprofessionali.
| Citazione: |
18-55 e 50-200, in versione DA L in alto, e DA WR in basso. |
Gli obiettivi Pentax di fascia alta sono contraddistinti da una stella o un asterisco vicino alla sigla indicante la serie (ad esempio FA*) e sono denominati star.
Motori autofocus
Negli ultimi anni in Pentax si sono visti nuovi brevetti per quanto riguarda i motori autofocus.
Dalla prima serie di lenti autofocus ad oggi, il sistema è di tipo screwmount ed il motorino di messa a fuoco è di serie in tutti i corpi macchina dalla Pentax SFX (1987). Questo motorino dialoga meccanicamente con la lente tramite un congegno a cacciavite. La maggior parte delle lenti Pentax autofocus in catalogo nel momento in cui scrivo funziona ancora tramite cacciavite.
Negli ultimi anni alcune lenti hanno un motore integrato, chiamato SDM (Silent Drive Motor, motore ultrasonico, anche se la community italiana Pentax lo chiama ultrasuino), che riceve la corrente dal corpo macchina tramite appositi contatti, esistenti sulla K10D (2006) e su tutti i corpi costruiti successivamente, dotati almeno della baionetta KAF2. Sulla K10D è possibile far funzionare l'SDM tramite un aggiornamento del firmware.
Il motore ultrasonico ha il vantaggio di essere silenzioso, di consumare meno corrente e di usare liberamente la ghiera di messa a fuoco manualmente, in modo simile al sistema quick shift.
Quel che vale per gli SDM Pentax, vale allo stesso modo per i motorini ultrasonici di altri marchi compatibili, come gli HSM di Sigma.
Altro brevetto di motorino montato su lente è il DC (Direct Current), che funziona sfruttando il magnetismo invece degli ultrasuoni. Anche in questo caso, per poter utilizzare l'autofocus di questo tipo di lenti è necessario almeno un corpo macchina dotato della baionetta KAF2 [almeno, sulla mia K10 il DC funzionava e non credo che funzioni su modelli inferiori e più vecchi, essendo un brevetto anche più recente dell'SDM, NdM].
Una parte delle lenti che monta l'SDM ha comunque l'aggancio per lo screwmount, per poter usufruire in ogni caso dell'autofocus anche su corpi meno recenti, trovata in linea con la politica di retrocompatibilità dei prodotti del marchio.
Gli obiettivi sprovvisti di screwmount e dunque dotati di solo motorino autofocus interno alimentato da baionetta KAF2 sono classificati come KAF3. Com'è chiaro, in questo caso senza l'alimentazione supplementare data dalla baionetta KAF2 non c'è modo di far funzionare l'autofocus.
Altra documentazione
Bojidar Dimitrov's Pentax K-Mount Page - Archivio storico di lenti e schemi ottici
PentaxForums Lens Review Database - Raccolta di opinioni ed alcune foto dimostrative, anche su lenti di terze parti.
Pentax K-Mount Lenses Explained - Uno schema più approfondito delle serie di lenti Pentax e di come sono supportate oggi.
DA lenses on full frame - Una ricerca partecipativa fatta dalla community di PentaxForums sull'eventuale utilizzabilità delle lenti espressamente previste per sensori digitali APS-C, sul formato coperto dalla pellicola.
Ultima modifica di DArt il 10 Dic 2011 00:36, modificato 7 volte in totale
|
|
| Torna in cima |
|
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
Inviato: 22 Ott 2011 15:16 Oggetto: |
|
|
IL SISTEMA OLYMPUS DIGITALE E PANASONIC-LEICA a cura di xpea74
Il sistema Quattro Terzi
| Citazione: |
Le dimensioni di diversi sensori a confronto.
A - Full frame (24x36mm)
B - APS-C (23.7x15.6mm)
C - Quattro terzi (17.3x13mm)
D - CX (13.2x8.8mm)
Fonte: DPNow.com |
Viene più comunemente chiamato E-System e si centra sul sistema Quattro-Terzi e Micro Quattro-Terzi. Il Sistema Quattro Terzi, oppure Four Thirds per citarne l’etimologia anglosassone (4/3 e FT sono delle comuni abbreviazioni), si vanta di produrre corpi macchina ed ottiche dalle dimensioni contenute e caratterizzate da essere pressoché Telecentriche, per dirla in breve la luce colpisce il sensore quasi perpendicolarmente permettendo una migliore qualità dell’immagine ai bordi della stessa, la dove i sistemi tradizionali hanno comuni perdite di qualità. Un altro vantaggio delle ottiche del sistema FT è una migliore profondità di campo a fronte di diaframmi maggiormente aperti, senza per altro compromettere le possibilità di effettuare sfondi sfocati.
Anche il sensore rappresenta uno standard univoco per tutti gli aderenti al sistema quattro terzi. Questo permette anche una perfetta integrazione e compatibilità fra i vari sistemi produttori, per cui su una fotocamera Olympus è possibile mettere un ottica Panasonic-Leica avendo una totale compatibilità. Di fatto il sistema Quattro terzi non è uno standard di Olympus, ma uno standard aperto a cui chiunque può accedere, facendolo proprio, e rispettandone le specifiche progettare e produrre fotocamere ed ottiche che siano identiche sul profilo della compatibilità.
Il sensore ha un rapporto di crop 2x per cui tutte le lunghezze focali espresse nello standard 35mm avranno un angolo di campo equivalente al doppio di quanto riportato sull’ottica.
Stabilizzazione
Alla data odierna lo standard Quattro Terzi non gode di buona salute. La sola Olympus produce a tutt’oggi macchine con questo standard, limitate alla professionale E-5 ed alla molto spartana e minimalista E-450, sprovvista perfino del sensore stabilizzato. Nel mercato dell’usato si possono trovare la E-520 una entry level con stabilizzatore, la E-620 una entry level di discrete qualità con alcuni ammiccamenti al livello superiore e la E-30 una buona semi-professionale al passo con le concorrenti. Dunque tutte le fotocamere Olympus digitali hanno lo stabilizzatore sul sensore che garantisce dai 4 ai 5 stop (dati Olympus) di compensazione, ovviamente ad esclusione della E-450.
Nessuna ottica Zuiko-Olympus è dotata di stabilizzatore. Lo stabilizzatore ottico si può invece trovare nelle ottiche Panasonic-Leica visto che il produttore non utilizza lo stabilizzatore sul sensore.
Obiettivi
Le ottiche Panasonic-Leica (Lumix) hanno le seguenti diciture:
Vario - Sta ad indicare uno zoom.
Elmar - Luminosità standard (es. f3.8/5.6).
Elmarit - Buona luminosità (es. f2.8/3.5).
Summilux - Ottima luminosità (es. f1.8 ).
Summicron - Eccellente luminosità (es. f1.4 o meno).
Le ottiche Zuiko si distinguono per una generalmente buona qualità ottica e costruttiva, soprattutto se si impiegano le ottiche della Serie PRO. Egualmente valide sono le Ottiche Lumix di produzione Panasonic-Leica. Il mercato dell’usato non è a livello di Canon o Nikon, per via di una diffusone inferiore ma è comunque possibile reperire materiale usato.
Retrocompatibilità
Non esiste alcuna retrocompatibilità delle vecchie ottiche OM visto che la baionetta del Quattro Terzi è stata progettata appositamente per il nuovo sistema difgitale. Ovviamente è possibile innestare un adattatore meccanico per poter adoperare manualmente gli obiettivi OM Zuiko, ma si dovrà impostare i
diaframmi manualmente tramite l'apposita ghiera, così come la messa a fuoco deve essere fatta manualmente.
Dunque il sistema Quattro Terzi nasce con i suoi obiettivi come un nuovo attacco.
Altra documentazione
Olympus - Standard Quattro Terzi
Four Thirds
Four Thirds Chart (lenses) - Per avere un chiaro panorama sulle ottiche del sistema Quattro Terzi.
Ultima modifica di DArt il 29 Nov 2011 18:52, modificato 1 volta in totale
|
|
| Torna in cima |
|
DArt
  Registrato: 28 Ago 2009 23:33
Messaggi: 8183
Punti ZM: 11623
Località: Napoli
|
|
| Torna in cima |
|
|
Risposta Veloce
|
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum Non puoi rispondere ai Topic in questo forum Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi votare nei sondaggi in questo forum You cannot attach files in this forum You can download files in this forum
|
|
|
Benvenuto sul forum di ZM!
Se sei già registrato fai login qui
Vuoi registrarti! Ottimo! E' gratis! Clicca qui
Hai dimenticato username e/o password? Clicca qui
Hai bisogno di aiuto? Clicca qui
|
|
Due video che ci spiegano come usare la luce mista e la postproduzione per ritratti di un atleta Fonte: Iso 1200
Pubblicato Mercoledi' 22 Maggio 2013 da
|
Disponibile il numero 6 di View Magazine, completamente gratuito per iPhone ed iPad Fonte: ZMPHOTO
Pubblicato Mercoledi' 22 Maggio 2013 da
|
Yahoo acquisisce la popolare piattaforma di blogging Tumblr, per un miliardo e cento milioni di dollari Fonte: ZMPHOTO
Pubblicato Martedi' 21 Maggio 2013 da
|
|
|
|
Scrivi una breve recensione di un prodotto.
|
|
Tamron SP 70-300mm F/4-5,6 Di VC USD
|
L'ho presa per sostituire il mio Tamron 70-200 f2.8. (non riuscivo più a portarlo in giro dal ... by NikonianGal
|
|
|
Nikon 85mm f/1.8D AF Nikkor
|
Se si parla in ritratti è la prima ottica che ti viene in mente. NON può mancare in un corredo ... by NikonianGal
|
|
|
Nikon D300s
|
E stata la mia seconda reflex (provenivo da una D5000). Che dire? Costruzione solida, ... by NikonianGal
|
|
|
|