La fotografia, che lo si voglia o meno, è anche questo. Crudezza, realtà, documento schietto di realtà che non sempre sono quelle che vorremmo vedere. Ma la sua forza è in ogni caso utile per trasmetterci in modo emotivamente toccante situazioni a noi distanti, ma alle quali è umanamente corretto sentirsi solidali.
Vi traduco qui sotto l'articolo di Paula Nelson apparso oggi come introduzione al reportage sul Boston Globe, nella sezione The Big Picture.
"Una delle peggiori siccità del secolo, aggravata dall'aumento dei prezzi alimentari e dalla incessante lotta politica, sta generando una crisi umanitaria immensa nella zona del Corno d'Africa. Migliaia di somali sono in fuga dalla loro patria ogni settimana, la maggior parte di coloro che sopravvivono al durissimo viaggio finiscono in campi profughi nel vicino Kenia. Le agenzie umanitarie la definiscono la peggiore siccità degli ultimi 60 anni. Sebbene focalizzata maggiormente in Somalia, che è priva di un governo funzionante e soffre le continue battaglie con i ribelli islamici, la crisi ha colpito anche le popolazioni in Gibuti, Etiopia, Kenya ed Uganda. I rapporti suggeriscono che alcune zone della Somalia potrebbero essere già sull'orlo della carestia, e si assiste alla ripetizione della situazione di emergenza di due decenni fa. Le risorse sono tristemente inadeguate. "Una fame disperata si profila attraverso il Corno d'Africa minacciando le vite di milioni di persone che stanno lottando per sopravvivere a fronte dell'aumento dei prezzi alimentari e dei conflitti", ha dichiarato Josette Sheeran, direttrice esecutiva del World Food Programme."
Qui trovate l'articolo originale e le toccanti immagini della situazione.
Vedendo ciò provo vergogna nel sapere che io posso aere quante volte mi par eun piatto di pasta o una fetta di pane, loro no e non si fa abbastanza per aiutarli, tanto a noi batsa star bene a noi...