Cava Michelangelo.
La Cava pi¨ antica di Carrara, porta il nome del grande scultore perchŔ pare che proprio da questa cava sia stato tagliato il grande blocco da cui Ŕ stato 'liberato' il David.
Tra leggenda e realtÓ, quello che si nota maggiormente Ŕ il candore di questa cava. Abbagliante nella sua purezza.

Cave di Marmo

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La strada si inerpica ripida su per la stradella che esce da Carrara per arrivare alle sue famose cave. Tornanti stretti intervallati da gallerie strette e ovali, dove un tempo passava il treno a vapore che trasportava i blocchi. La strada oggi non pi¨ ferrata segue l'antico tracciato, tanto fedelmente che il senso unico costringe ad un giro obbligato intorno alla montagna per passare da una cava all'altra.


Partiamo dalla Cava Michelangelo, la cava pi¨ antica di tutta Carrara. Prende il nome del famoso artista perchŔ pare che proprio da qui sia stato tagliato il blocco di marmo da cui Ŕ fuoriuscito il famoso David.

Non so se sia leggenda o realtÓ, quello che Ŕ certo Ŕ che il bianco qui Ŕ davvero impressionante. Ŕ come essere sulla neve con il sole. Gli occhi fanno fatica a stare aperti per l'abbagliante candore. Le dimensioni dello scasso sono impressionanti. Il taglio geometrico dei blocchi di marmo fa si che si formino le falde, una sorta di gradoni intervallati da pareti dritte e lisce.

All'uscita della Cava Michelangelo troviamo RimÓ, una persona del luogo, praticamente vissuta sempre in cava, che ci dÓ spiegazioni sulle tecniche dell'estrazione e sull'evoluzione dei macchinari.


Ci dirigiamo verso la cava forse pi¨ conosciuta di Carrara: i Fantiscritti.

In realtÓ le due cave sono praticamente confinanti, ma a causa dei sensi unici a cui facevo riferimento prima, il tragitto Ŕ piuttosto lungo.

Le stanze dentro la montagna sono gigantesche. Geometriche fino alla perfezione, con pareti perpendicolari e di dimensioni ciclopiche. L'acqua filtra un p˛ da tutte le parti e l'impressione Ŕ che piova. Qua e lÓ ci sono postazioni di rimessaggio dell'attrezzatura e parcheggiate nei posti pi¨ impensabili, fanno mostra di sŔ gru e ruspe.

Adesso ci aspetta la scarpinata fino alla vetta della cava: una strada che al confronto che il pi¨ intricato dei budelli Ŕ dritto, ci porta in poche centinaia di metri fino in cima. Lo scotto da pagare per tanta brevitÓ Ŕ la pendenza, davvero impressionante.

Qua e lÓ rifugi abbandonati, rimangono testimonianza di un'altra epoca, dove le distanze erano diverse e tornare a valle era una raritÓ.
Sulla parete che porta alla sommitÓ antico e moderno si mescolano: a fianco dell'attuale scala si pu˛ vedere ancora al suo posto l'antica ferrata che veniva usata per giungere alla cima.


Un posto fuori dal tempo. Testimonianza di una vita dura fatta di fatica e sudore. I moderni mezzi hanno agevolato non poco il lavoro, ma l'antico sapere dei vecchi cavatori ha ancora un fascino tutto suo.
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Pubblicato: Lunedi' 10 Giugno 2013
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Commenti
elettrico dice:
non so perchŔ non Ŕ venuto scritto, ma l'autore sono io! non so se qualche mod ha la facoltÓ di inserire il nome. ciao e grazie per la pubblicazione!!
 
walter dice:
Belle foto Jury!!!
 
elettrico dice:
Grazie del passaggio Walter. Very Happy
 
larcodema dice:
belle foto , buon lavoro direi meritevole bravo Laughing Laughing
 
elettrico dice:
Grazie del passaggio e dell'apprezzamento! Very Happy
 
nnaggia dice:
Molto belle, il posto lo conosco benissimo, abitavo a pochi km da li. se vuoi nella mia gallery cŔ la mia interpretazione del posto! Ciao Nicola!
 
elettrico dice:
grazie del passaggio nnaggia!
 
PeppeM dice:
Bellissime foto e descrizione molto interessante... Bravo!!
 
elettrico dice:
grazie Laughing
 
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