Tre capitali imperiali, i monti dell'Atlante e il Sahara. Tutto questo è stato il mio Marocco.

Caravan petrol

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Prima volta in Africa, 9 giorni in Marocco. Chi ha letto l’altro reportage avrà potuto valutare la mia idea di viaggio. Questa però è stata un’occasione speciale, viaggiavo con i miei genitori. Il punto di incontro è stato quello che loro lasciavano a casa scomodi vestiti formali e l’idea della vacanza oziosa ed io avrei concesso loro auto e riad al posto di bici e tenda al seguito. Il compromesso ha funzionato benissimo, creando una versione “lusso” del mio modo di approciarmi a nuove terre.
Abbiamo visitato tre delle cinque capitali imperiali. Fes, Meknes e Marrakech. Fes è stata la città che ho più apprezzato. Un labirinto medievale che ti disorienta con profumi, rumori e colori.
Stradina di Fes

Siamo stati in un riad nella medina. Trovarlo è stata la cosa più difficile della vacanza. La città vecchia non consente alcun punto di riferimento, disorientamento totale. I riad poi quasi mai si trovano nelle viuzze principali, se così possono esser chiamate. Gli ingressi sono nascosti invece in bui e stretti corridoi secondari dei vicoli minori. Le case arabe, a differenza di quelle occidentali, sono rivolte all’interno. Quando sono entrato per la prima volta nel riad prenotato on line, ho avuto modo di rivivere per qualche secondo le letture da bambino, quando sognavo leggendo le Mille e una Notte.
Ad accogliermi un figlio del deserto, Jamal. Ragazzo berbero tutto vestito di blu.
Concerie
Concerie

Meknes è stata la meno interessante delle tre. Marrakech è la più turistica. La piazza Jemaâ El Fna è il cuore pulsante di tutto il Marocco. Di giorno casa di funamboli, incantatori di serpenti e tatuatrici berbere.
Lavorazione olio di Argan
La sera si trasforma in uno dei più grossi ristoranti all’aperto che abbia mai visto. Il nostro riad era gestito da una coppia di francesi. Non penso sia solo una questione economica a portare a vivere qui a Marrakech. O in Marocco più in generale. È anche una scelta di vita, di libertà. Probabilmente è solo la suggestione da turista mordi e fuggi, ma in queste stradine, nei riad, nei suk, ascoltato i muezzin e il loro canto ammaliante, si respirano atmosfere passate, echi di glorie ormai dimenticati e drammi coloniali mai dimenticati, dove spie, avventurieri, femme fatal e annoiati nobili attraversavano quel mondo che si stava facendo sempre più piccolo.


Lasciando stare questa mia incetta di luoghi comuni, posso dire che la parte del Marocco che maggiormente mi ha colpito è stata quella montuosa e soprattutto il deserto.
Abbiamo attraversato il medio Atlante
, costeggiato il Grande Atlante e svalicato l’Anti Atlante. La vista delle montagne dell’Alto Atlante scendendo dal medio, rimarrà una delle emozioni più forti della mia vita. Una lunga enorme catena montuosa, completamente bianca, che ha le radici su un deserto di altura rosso fuoco.


Merzouga, a pochi passi dal confine algerino è stato lo shock finale. Con lo smartphone avevo prenotato una stanza in una Kasbah. Mai avrei pensato di trovarmi davanti a qualcosa di unico.
Ragazzo berbero

Un fascinoso castello di fango e paglia con vista sulle dune dell’Erg Chebbi. Dalla Lapponia all’Asia Centrale non ho mai provato sensazioni simili. Ovvia escursione sulle dune con i dromedari della Kasbah. Ero consapevole di essere in un circuito turistico bel collaudato, ma la sensazione di essere il protagonista del film di Bertolucci era cosa vera, reale.
Guida berbera

Il sole che all’alba fugge via dalle dune da solo vale la fatica fatta per raggiungere questo avamposto davanti al nulla.

Andando verso Marrakech abbiamo attraversato le gole del Todra e dormito in un’altra Kasbh berbera. Gestita da Aziz, personaggio gioviale e cortese. Cena, come altre volte, dominata da carni alla brace, cuscus e spezie delle quali ignoro perfino il nome.
Antica kasbah
Antica kasbah


Il Marocco è stato un crogiolo di emozioni e stupori difficilmente prevedibili prima di partire. In uno stesso giorno siamo passati dalle sabbie del Sahara alla bufera di neve sul passo Tizi-n'Tichka per finire ai 25 gradi e cielo terso di Marrakech. Dove altro sarebbe potuto accadere?
Erg Chebbi
Erg Chebbi


Le foto pubblicate sono state fatte con una Fuji X20. Un saluto a tutti.
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Mi chiamo Norman Polselli,mi piace viaggiare(a chi non...) e raccontare quello che ho visto,vissuto,capito



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Pubblicato: Domenica 06 Aprile 2014
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Commenti
magiumi dice:
mi hai fatto sognare con il tuo scorso reportage "Via della Seta...in bici." e mi hai fatto tornare a sognare con questo tuo ultimo complimenti ottimo reportage, veramente coinvolgente ciao
 
tonino49 dice:
Complimenti per la bella realizzazione Ciao Tonino
 
Norman dice:
Grazie ad entrambi per le belle parole Smile
 
elettrico dice:
ottimo. a breve arriverà il mio sulla Tannerie Chowara. io e due amici siamo stati 4 giorni solo a Fes per capirne di più sulle concerie e quello che ruota intorno.
 
roy72chi dice:
Bellissimo reportage. Il tuo racconto proietta il lettore nei luoghi che hai visitato
 
larcodema dice:
ciao inutile dirti bello perché sarebbe poco!!! per un momento mi è sembrato di essere li e vivere il tuo viaggio , sai atmosfere arabe come nei racconti o nei film quelli belli!!! complimenti bello molto bello il tuo racconto
 
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