Dalla notte del 26 gennaio 1924, data in cui avvenne l'incendio doloso che ha distrutto la "Fornace Penna" molti altri eventi hanno fatto si che della costruzione ci sia rimasta la sola memoria di come era. Un esempio di architettura industriale di notevole pregio.

"La Mànnara di Montalbano" ovvero la Fornace Penna

Testo & Immagini a cura di Blanco Salvatore

LA STORIA - Raccontata e scritta dal Prof. Luigi Scapellato

L'Ing. Ignazio Emmolo, a partire dal 1912 in poi, dedicò interamente l'attivita' della progettazione, costruzione ed infine direzione dello stabilimento in laterizi di "Punta Pisciotto" ubicato in un promontorio a poca distanza dal mare.
La costruzione risale al 1912, mentre un incendio di dubbia natura, lo ha distrutto in poche ore, la notte del 26 gennaio 1924.
Sono rimasti, in discreto stato, alcuni vani destinati a magazzini, uffici, alloggi operai. Questi vani si sono salvati dalle fiamme perché staccati dallo stabilimento.
Fra le due costruzioni è interposto ampio piazzale esteso circa mq 6.000, mentre a sud dello stabilimento si estende altro spiazzo esteso circa 10.000 mq disponibile per ricevere edifici integrativi ai manufatti esistenti.
Lo stabilimento vero e proprio è lungo ml. 86. Nella sua parte est, larga ml. 32 e lunga ml. 54 trovano posto la fornace e dello spazio per deposito materiale. La parte ovest, della lunghezza di ml. 32 e larghezza ml. 25 era destinata al macchinario.
La sala macchine ospitava n° 2 polverizzatori a martello; la impastatrice ad eliche grandi rifornita da elevatori a tazze; n° 2 laminatoi con filiere per produzione gallette, laterizi forati e tegole curve o "coppi"; n° 1 pressa per la produzione tegole alla marsigliese.
L'impianto era azionato da unico motore a gas povero della potenza di HP 80.
Trovavano occupazione un centinaio di operai, in massima parte giovanotti dai 16 ai 18 anni. Gli operai specializzati occorrenti, erano meccanico addetto al motore e fornaciaio, oltre a due loro aiuto.
La fornace era del tipo Hoffmann. Si componeva di n° 16 camere disposte ad anello ml,5,00 ciascuna, larghe ml 3,50 ed alte ml. 2,80. Ogni camera era capace di contenere 10.000 pezzi. Veniva alimentata dall'alto con combustibili fiacchi. Il tiraggio forzato veniva esercitato da ciminiera alta ml.41,00.
La cava di argilla distava circa ml. 200 dallo stabilimento ed era talmente estesa da considerarsi inesauribile, mentre l'acqua per l'impasto proveniva da pozzo cavato presso lo stesso stabilimento.
Lo stabilimento è allacciato alla rete provinciale a mezzo strada lunga km 1; lo scalo ferroviario più vicino è quello di Sampieri a circa km 4.
All'epoca si producevano 10.000 pezzi al giorno fra mattoni pieni, forati, tegole curve e tegole alla marsigliese.
I materiali prodotti venivano esportati sia a mezzo ferrovia, sia a mezzo carri agricoli e sia infine a mezzo natanti. Il mare sotto costa presenta fondali che crescono rapidamente man mano che ci si allontana dalla costa.
Moltissimi laterizi sono stati caricati su quello specchio di mare in velieri e trasportati nelle isole di Malta e nella città di Tripoli.
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Informazioni sull'autore
Ciao amici, mi chiamo Salvatore e risiedo in collina circa 600 mt sul livello del mare ed a 40 km circa da questo sito. Esercito la professione di Capo Squadra nel Corpo Naz. dei VV.F.. Nel tempo libero mi piace ad andare alla riscoperta dei nostri luoghi barocchi, rurali, marini; passeggiare per le sabbiose spiaggie del litorale ed andare in bicy per le campagne ragusane caratteristiche per le antiche masserie e l'intreccio dei muri a secco nei verdi campi che ingialliscono color oro ad inizio estate. La cucina è tipica mediterranea con tutto quello che si produce dalle nostre campagne.

salvatore.blanco.69@alice.it
Ulteriori Informazioni

Pubblicato: Martedi' 06 Maggio 2014
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Commenti
larcodema dice:
Blanco Salvatore ha scritto:
"La Mànnara di Montalbano" ovvero la Fornace Penna Testo & Immagini a cura di Blanco Salvatore
Dalla notte del 26 gennaio 1924, data in cui avvenne l'incendio doloso che ha distrutto la "Fornace Penna" molti altri eventi hanno fatto si che della costruzione ci sia rimasta la sola memoria di come era. Un esempio di architettura industriale di notevole pregio.
quoto molto bella ma e devo ammettere che hai perfettamente ragione oggigiorno fanno le cose tanto per farle . bravo Leggi tutto il reportage qui: http://www.zmphoto.it/reportage/140/la-mnnara-di-montalbano-ovvero-la-fornace-penna/

Laughing Laughing Laughing Laughing
 
alessiolupo dice:
bellissimo posto purtroppo abbandonato ho letto che palermo ha istanziato dei fondi per un restauro generale spero che non si perdano per strada
 
chimico76 dice:
posto molto suggestivo,l'ho visitato qualche tempo fa e mi ha dato come l'impressione di essere davanti ad una cattedrale...ho saputo che dovrebbero iniziati i lavori di restauro...
 
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