LEGIO I MINERVIA P.F.

OCRICULUM A.D. CLXVIII - Ad perpetuam rei memoriam

Testo & Immagini a cura di Andrea Burla

Otricoli (Tr)

Una delle più importanti zone archeologiche dell’Umbria attuale è quella corrispondente all’antico centro di Ocriculum che, sorto dapprima in età preromana sull’altura su cui è ubicato attualmente Otricoli, fu trasferito, probabilmente, in età repubblicana, nella piana sottostante presso una grande ansa del Tevere su cui si sviluppò il porto della città.
Il nome potrebbe essere collegato alla parola greca ocris (monte), che avrebbe influenzato il nome umbro ocar e quello etrusco ukar (equivalente al latino arx).
Alleata di Roma nel 308 a.C., dopo la battaglia di Mevania, svolse una funzione strategica come città di confine tra l’Umbria e la Sabina e come punto di scambio tra la viabilità fluviale e quella terrestre lungo la via Flaminia. I rapporti commerciali con Roma erano intensi, grazie al vicino porto fluviale sul Tevere, detto “Porto dell’Olio” di origine romana ma, usato poi in tuta l’età papale, e alla via Flaminia realizzata nel 220 dal console C. Flaminio.
Ascritta alla tribù Arnensis, divenne municipio, retto da quattro quattuorviri; nella divisione operata da Augusto assegnata alla Regio VI, di cui costituì l’estremo lembo verso la Sabina.
In età imperiale ebbe vita fiorente con un’economia basata sull’agricoltura, sul commercio e sull’industria figulina: famose le note coppe a rilievo dette “Coppe di Popilio” e le fabbriche di tegole e mattoni di cui si conoscono i bolli, rinvenuti a Roma nel Tevere.
Le bellezze dei suoi dintorni la rendevano luogo adatto per villeggiatura: via aveva una villa Tito Annio Milone, amico di Cicerone e politico di spicco della metà del I sec. a.C.; anche Pompea Celerina, la ricchissima suocera di Plinio il Giovane, aveva possedimenti a Otricoli alla fine del I se. d.C.
Ocriculum è ricordata nel 69 d.C. durante le lotte fra le fazioni di Vespasiano e quelli di Vitellio. In età dioclezianea entra a far parte della Tuscia et Umbria. La città viene distrutta fra il 569 e il 605 d.C. durante l’invasione longobarda è da questo periodo, con le successive piene del Tevere che è fatto risalire l’abbandono della città bassa a favore di quella sul colle.

Il Parco Archeologico di Ocriculum rappresenta certamente, per le sue dimensioni, per lo stato di conservazione e le caratteristiche dei suoi monumenti e per la ricchezza dei materiali rinvenuti durante gli scavi, uno dei centri più importanti non solo dell’Umbria ma dell’Italia.

I resti dell’antica città romana, lambita da un’ansa del biondo Tevere, sono inseriti in un paesaggio naturale di notevole bellezza per la varietà delle culture e per l’aspetto collinare del terreno, formando un complesso unico dal punto di vista storico, archeologico e ambientale.

Giunta alla terza edizione quest'anno ho provato a realizzare un piccolo reportage per rendere omaggio ad una rievocazione storica che mi ha veramente colpito, splendida organizzazione realizzata in un parco archeologico altrettanto magnifico. L'impegno dei gruppi di rievocazione a mio modesto parere è stato eccezionale è andato ben oltre la normale rappresentazione, trasporto e partecipazione incredibile!!
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Informazioni sull'autore
Andrea Burla

Sono appassionato di fotografia e viaggi da sempre, un connubio perfetto che mi induce a tenere sempre lo zaino pronto e partire appena si può!
Ho cominciato a fotografare fin da ragazzo usando una vecchia macchina fotografica a pellicola di mio padre . I miei soggetti non sono stati da subito quelli canonici della fotografia classica, bensì quelli astronomici, questo genere, molto riflessivo e statico, mi ha permesso di dedicarmi con calma alla comprensione di tutti i manualismi e tecniche necessarie per interpretare in libertà anche altri generi fotografici.

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Pubblicato: Sabato 19 Luglio 2014
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