In viaggio nella terra dei berberi, attraverso l'alto atlante.

alto atlante, terra berbera

Testo & Immagini a cura di ruberti cristian

Tutto è cominciato con l'idea di un amico.
Un grande uomo, alpinista eccelso, mi ha parlato del marocco, del suo alto atlante e dei deserti che si trovano subito dietro.
La sua esperienza in quelle valli è ormai consolidata, ha aperto vie sulle pareti delle Gorges du Todra, ha gironzolato per l'antiatlante ed ha visto praticamente tutto ormai, anche se aveva un certo rimpianto per non essere stato nella la valle di Ourika, da quì nacque un progetto, un lungo cammino che mi portò sulla cima più alta del marocco, il toubkal.

Tutto il viaggio parte e finisce naturalmente a Marraketch, luogo ormai accessibile grazie alle basse tariffe aeree, è un luogo abbastanza sicuro e molto occidentalizzato anche se uscendo dall'altro lato di un suq si finisce sempre per scontrarsi nella vera società del marocco, caotica e vivace. La piazza jami el Fna è il ritrovo di tutta la città, la sera gli abitanti ed i turisti vi si riversano dentro e fanno tardi, molto rardi.
C'è lo spazio per le bancarelle, per per i ristorantini all'aperto e non mancano pittrici che decorano con l'hennè, ci sono pure i cobra ammaestrati.
Con un grand taxi prendiamo la strada che porta nella valle di ourika, saliamo in quota fino al paese di Setti Fadma dove la strada asfaltata ha fine.
Complice forse l'alluvione del '95 che ancora fa vedere i danni, lungo tutto il tragitto si notano ancora i lavori di sterramento e rifacimento strade, di fatto sopra setti Fadma ci sono molti paesetti prevalentemente abitati da Berberi dediti alla pastorizia e raggiungere questi posti spesso richiede l'utilizzo della jeep marocchina ovvero il mulo.

Sembra che l'energia elettrica sia arrivata da poco, lungo i versanti delle valli è facile vedere nuovissimi pali della luce che un pò deturpano la sacralità del luogo, indubbiamente è ottimo l'impegno del governo per fornire questo bene a tutti.
Il popolo Berbero che incontriamo è gentile, il contatto trasmette forza interiore ed una profonda onestà, purtroppo non amano essere fotografati, sembra addirittura che abbiano gli occhi dietro la testa, ma il panorama è grandioso e il cibo fa stare male, quindi ho avuto altre distrazioni.
Il percorso si snoda attraverso tutta la valle fino al paesino di Timichi, vista sull'enorme letto del fiume in secca, passiamo la notte in piccoli mini hotel adattati dagli abitanti, la tipica sistemazione dei viaggiatori di questi posti.
Dopo un passo a 3200mt il sentiero si snoda verso tacheddirt dove assistiamo ad un bellissimo matrimonio berbero che durerà tutta la notte con canzoni e balli tra case e fango.Noi purtroppo lo passeremo a letto con la febbre, le ricette con la tajine che abbiamo mangiato sono buonissime ma ci hanno messo a dura prova, di fatto da quella notte la mia dieta sarà composta da sola frutta

Infine Imlil, base di partenza per chi non ha tempo da perdere, di fatto è la città più vicina sia all'aeroporto sia alla cima delle vette dell'atlante, da quì infatti partiamo per il rifugio da dove saliremo in vetta, durante la salita capiterà spesso di incrociare muli con padroni, è un continuo viavai, svolgono egregiamente il lavoro di facchini, trasportando persone e merci, mi viene da pensare che quella sarebbe la mia salvezza in caso di un infortunio.
Quì incontriamo a differenza degli altri giorni, parecchi europei e non, andiamo a letto presto anche se la pochissima presenza di ghiaccio non rende pericolosa un'ascesa in tarda mattinata.

Ci accorgiamo subito che l'idea della partenza intelligente non è venuta solo a noi, di fatto abbiamo superato un sacco di persone che ad ore antelucane si sono messe in marcia, salire a queste altezze da noi avrebbe significato immancabilmente l'uso di attrezzature quali ramponi e piccozza ed invece troviamo neve a quota 3900 circa, solo nel versante nord.
La salita è abbastanza agevole benchè si senta l'altitudine, in breve siamo in vetta.

Il contrasto tra il sud deserto in lontananza ed il nord, dove da qualche parte Marraketch ci sta aspettando, è enorme.Guardando verso sud ovest si vede persino l'anti atlante, fratello minore dell'atlas il più imponente massiccio roccioso del marocco. All'arrivo troviamo molte persone ma dopo poco si sviluppa una piccola folla, sembra una babele, ci sono persino giapponesi e brasiliani, d'alronde arrivare quassù è solo un trekking impegnativo.
Diversamente in inverno questi luoghi si trasformano nel paradiso dello scialpinista, di fatto questo è un bell'esempio di sfruttamento del fenomeno del turismo, il via vai di gente è continuo ed è anche abbastanza ben tenuto.

Scendiamo verso il rifugio, è molto presto ed infatti siamo indecisi se optare per un riposino oppure ispezionare un altro dei "minori" 4000, optiamo per un giro esplorativo ma poi torniamo giù ad aspettare gli amici reduci da un'altra meta. Ebbene come quando si ritorna da una grande cima il ritorno è molto rapido e a piedi torniamo dai 4165mt ai più tranquilli 1600mt di imlil, la sera stessa siamo già nella grande città, dove ci aspettano ancora le spese per i regali. Decidiamo di visitare ancora meglio marraketch e la voglia di ritornare è tanta già al ritorno, infatti incontriamo un signore marocchino che dopo un pò di francese ci chiede se per caso non siamo toscani, incredibilmente veniamo a sapere che ha casa nel massese ed adesso lavora quaggiù, di fatto ci invita nella sua vera casa, è situata in un oasi ai margini del deserto del sahara, beh vedremo.
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Pubblicato: Giovedi' 25 Settembre 2014
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Commenti su Facebook
Commenti
AndreaXES dice:
Bel reportage..magnifici posti!
 
SIMMI65 dice:
bei luoghi, bel viaggio, bel reportage
 
Canondal1980 dice:
Il Marocco più bello, l'alto Atlante, le gole del Todra e del Dades e poi giù verso Ouarzazate e Zagora, meno turistiche di altre ma mete tra le più belle, poi si sconfinava nell'Hammada du Draa e li erano dolori ma quante gioie che m'hanno ricompensato delle fatiche, ormai lontani ricordi che avranno sempre uno spazio nel mio cuore. Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad
 
ermelinda dice:
bellissimi posti! e belle foto!
 
Luca Zizioli dice:
Grande Cristian! che piacere leggere la tua avventura! Io nella mia gita a Ourika mi sono fermato all'inizio, alle cascate....ma ho rivissuto dal tuo racconto tanti ricordi molto belli! Complimenti anche per il trekking
 
ermelinda dice:
bel lavoro, complimenti!
 
Norman dice:
Il Marocco per me è stata una scoperta non prevista. Sapevo della bellezza dei posti, ma è stata la varietà di ecosistemi a poche ore di macchina gli uni dagli altri che mi ha impressionato. Dune e neve vissute lo stesso giorno. Dovrò tornarci, ma stavolta in bici... Bel reportage, mix di atmosfere "street" a paesagistica avventurosa. Mi piace molto.
 
laura_s dice:
Sarà stata sicuramente un'esperienza entusiasmante!!!Le foto e il tuo racconto hanno contribuito a far vivere anche nel mio immaginario il viaggio! Complimenti Wink
 
Main Coon dice:
Ciao Cristian, ottima scelta per quanto riguarda il luogo, decisamente interessante. Per quanto riguarda le foto però sono un poco deluso…hai raccontato di svariate situazioni che però non vedo. A partire da Marrakech, dopo tutta la descrizione delle due piazze e della gente che le anima mi sarei aspettato di trovare una foto della piazza e non un particolare (bancarella con uomo) come quello che hai postato. Il titolo è “Viaggio nella terra dei Berberi“, ma ahimè non se ne vede nessuno, certo capisco che non vogliano farsi fotografare come dici…ma proprio nessuna foto. Sarebbe stato bello poter vedere qualche scatto del matrimonio, ma si sa che in quei luoghi dopo aver mangiato non si può certo star bene. Mi permetto di scriverti questo perché mi sembra che tu sia un po timido nell'approccio alle situazioni fotografiche…c'è chi diceva che se la foto non viene bene è perché non eri troppo vicino solo che qui proprio non c'è. Prendi quello che ho scritto come stimolo per il prossimo fantastico reportage! MC
 
Justhicy dice:
Ottimo reportage ci andrò quest'estate Cool
 
ruberti dice:
Hai ragione Main coon, la prendo come stimolo, effettivamente non sono molto collegate le foto alla storia anche se viaggiano assieme, era il mio primo sforzo, magari ne farò un'altro.
 
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