Jacques Cousteau nel 1984, disse che è un pezzo d’arte incontaminata, 45 anni dopo non è certamente uguale ma di sicuro sa trasmettere ancora molte emozioni.
SIPADAN, la meta tra le più ambite dai subacquei del mondo, nel 1933 è stata dichiarata dal governo coloniale santuario della fauna alata, per essere riconfermata nel 1963 dal governo Malese.

Sipadan - Un pezzo d’arte incontaminato

Testo & Immagini a cura di © Massimo Mazzitelli

Jacques Cousteau nel 1984, disse che era un pezzo d’arte incontaminata, posti del genere li aveva visti 45 anni fa ora non più, ma questo lo era ancora... e sa trasmettere molte emozioni.
SIPADAN, la meta tra le più ambite dai subacquei del mondo, nel 1933 è stata dichiarata dal governo coloniale santuario della fauna alata, per essere riconfermata nel 1963 dal
governo Malese.

Sipadan, è un’isola oceanica di 12 ettari, situata nel mare di Celebes ad oriente del Borneo Malese, cresciuta su un cono vulcanico grazie allo sviluppo di corallo vivo con un

fondale che raggiunge oltre 700 metri. La fitta vegetazione supporta un varietà massiccia di Uccelli tropicali quali L'Aquila di mare Testabianca, kingfishes, Sunbirds e stormi di Piccioni di legno.

I varani, di grossa e piccola taglia, sono ancora presenti e si avvicinano ai turisti che prontamente gli danno da mangiare, si dice anche della presenza del granchio del cocco ma credo che ormai non ci sia più traccia di lui sull’isola data la sua carne molto prelibata e per questo a rischio estinzione nel resto del mondo.

In passato l’isola fu al centro di una disputa tra l’Indonesia le Filippine e la Malesia, ma nel 2001 la Corte internazionale rigettò prima la richiesta delle Filippine mentre nel 2002 grazie anche al fatto che fu stata una potenza coloniale del Regno Unito diede ragione alla Malesia concedendo anche il limitare del Ligitan Reef.
La presenza dell’uomo si è maggiormente sentita quando furono creati i primi insediamenti turistici, per essere poi in parte, malamente demoliti e definitivamente chiusi nel gennaio del 2005 quando fu dichiarata ufficialmente parco marino protetto nazionale malese.

Attualmente l’isola è presieduta dall’esercito malese con postazioni armate di tutto punto, i militari alloggiano negli ex locali di quello che rimane dei resort, controllando gli accesi dei turisti subacquei ma anche dei continui attacchi di pirateria che in quel quadrante nautico è ancora praticato, l’ultimo episodio è accaduto il 23 Aprile del 2000 con la cattura di 21 turisti da parte di terroristi filippini di Abu Sayyf, in seguito rilasciati.


L’isola di Sipadan, è anche presidiata dall’università di Biologia Malese che controlla lo stato dell’isola ma soprattutto l’attività della posa delle uova che centinaia di tartarughe anche con la presenza dell’uomo le depositano nella bellissima sabbia bianca. E’ Uno dei Habitat marini più ricchi del mondo e non per niente e stata ampiamente votata come miglio spot per l’attività subacquea a livello mondiale, l’isola si trova a circa 20 minuti di navigazione dagli attuali resort situati a Mabul e Kapalai, quest’ultimo costruito su palafitte su ciò che rimane di un'isola che nel giro di 200 anni si è sgretolata dall'erosione marina ed ora completamente sommersa.


Si arriva in aereo a Tawau, ed in circa 1 ora di macchina si raggiunge Semporna, da lì in circa un’oretta di barca si raggiunge Kapalai e poco meno di un’ora l’isola di Mabul.
Per effettuare le immersioni a Sipadan bisogna richiedere un permesso alle autorità Malese pagando una tassa di ingresso di 40RM, purtroppo può capitare di essere respinti ma comunque i resort ti assicurano almeno 3 accessi.

Quando si arriva sull’isola si deve scendere dalla barca e recarsi al punto di controllo per la registrazione, poi si può procedere. L’isola è accessibile al turista, è stato creato un punto di ristoro coperto dove i vari diving allestiscono i picnic tra una immersione e l’altra, per chi non fa immersioni è premesso la sosta sulla spiaggia e fare un pò di snorkel ma non è permesso fare il giro dell’isola anche se alcuni lo fanno a loro rischio.

Le immersioni sono 13 tutte meravigliose ma le più belle a mio avviso sono Barracuda point, Mid reef e Turtle Patch, un’altro di questi siti ha una macabra storia, si chiama Turtle Cavern, dove moltissime tartarughe hanno trovato la morte.


Jacques Cousteau nel 1988 con la sua equipe la esplorò per primo trovandosi di fronte ad una scena spettrale: decine e decine di carcasse di tartarughe depositate sul fondale che non trovando più la strada di ritorno soffocarono miserabilmente, in seguito fu trovato anche uno scheletro di delfino. La grotta si estende per oltre 80 metri aprendosi poi in una seconda grotta molto ampia
dove è presente un vero e proprio cimitero delle tartarughe, purtroppo anche alcuni subacquei hanno fatto la stesa fine, attualmente all’entrata c’e’ un cartello ben visibile con disegnato un teschio e la chiara scritta “pericolo di morte vietato entrare”.

Le correnti non sono forti, ma in alcuni periodi lunari si possono avere dei flussi e riflussi di marea che raggiunge i 2 mt. di differenza, la temperatura dell’acqua registrata si aggira tra i 28,7° e i 29,9° centigradi, i fondali sono ancora ricchi di Pesce, tuttavia abbiamo sentito più volte molte esplosioni, segno tangibile della pesca con la dinamite per altro vietata ma che i pescatori locali praticano ancora ma si parla anche di un’altro tipo di pesca più terribile e sorprendente praticata con l’uso del cianuro.


Le tartarughe presenti in questi meravigliosi fondali sono a centinai, si tratta principalmente della Chelonia mydas, più conosciuta come la tartaruga verde, ma spesso si può incontrare anche la Eretmochelys imbriacata ovvero tartaruga imbriacata. Il punto d’immersione “Barracuda Poit” è famosa per la presenza massiccia dei barracuda pinna nera: Sphyraena putnamiae ma piu isoltati si possono ammirare anche grossi Pinna Gialla Sphyraena jello, come numerosi branchi di Platax boersii, teira, orbicularis e carangidi.
La presenza dello Squalo è ovunque come quella dei carangidi, Triaenodon obesus (pinna bianca) è la spece più visibile e meno schiva, ma con un po di fortuna già a 15 metri, si possono vedere giovani Carcharhinus amblyrynchon più conosciuto come lo squalo grigio.

Carangidi di ogni tipo ma i più frequenti sono i Caranx ignobilis (tonno gigante), Caranx mellpygus (tonno pinna blu) e grossi branchi di Carangoides ferdau (tonno fasciato) oltre che solitari o con altre varietà di pesce i bellissimi Carangoides fulvoguttatus (tonno pinna gialla).


MidReef è un sito ad ovest dell’isola di Sipadan ed è caratterizzato dalla presenza di grossi, ma veramente grossi Bumper Head Fish che con i loro sporgente ed enorme unico dente, mangiano, tranciando come se fosse burro, il corallo vivo.

Ma a Sipadan non si vede solo questo, si possono fare incontri spettacolari oggi anche molto rari come: Rhinchodon typus (squalo balena), Aetobatis narinari (Aquila di mare) o Manta birostris, ma anche il classico pesce di barriera con i suoi mimetismi e associazioni, come i Fitofagi, Bentoniche, Labridi, Gobidi, Necton invertebrati, Coralli dai mille colori e
sottospecie.
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Pubblicato: Giovedi' 20 Ottobre 2011
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Commenti
silentworld dice:
Bravo Massimo, bel reportage e belle foto!! Wink
 
Mirco65 dice:
Invidia allo stato puro, bellissime foto ben composte, ottimi colori ed esposizioni, immersioni da favola... che altro? Ciao Mirco.
 
wayfarer88 dice:
Un vero spettacolo questa zona del Borneo malese!Ottimo reportage con foto che lasciano a bocca aperta
 
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