Lo Yucatàn è uno degli stati più tranquilli e sicuri di tutto il Messico e gode di un clima che lo rende molto simile a Cuba o alla Florida. Il turismo, che ormai impera anche qui, ha fatto si che la zona, in particolare la Riviera Maya, sia un luogo dove passare qualche giorno in tutta serenità, ed è molto.

Mare, spiagge caraibiche e tanta storia: Yucatàn, la riviera Maya.

Testo & Immagini a cura di Giorgio Baruffi



La meravigliosa giungla verde, che s’inizia a vedere sorvolando la penisola durante l’atterraggio, riempie gli occhi di colori vividi e indescrivibili e il mare turchese lambisce bianchissime spiagge di sabbia fine, la cui bellezza e tranquillità conquistano anche i cuori dei più avventurosi. Nelle cittadine e nei villaggi si respirano i profumi di questa terra magica, dove le tradizioni antiche sono ancora molto sentite e rispettate, mentre nei siti archeologici si percepisce la grandezza del popolo Maya espressa attraverso le invenzioni architettoniche, gli studi astronomici e l'affascinante cultura antica.

La gente

La gente dello Yucatàn, che sovente è definita povera dai commenti troppo superficiali di noi occidentali, è ricca di una serafica felicità imperscrutabile per la gran parte delle persone, la si può tangibilmente afferrare parlando con loro, cercando di vivere il più possibile a contatto con le persone che, come turisti, ci circondano quotidianamente in albergo o presso i siti archeologici.

Sono passati più di mille anni da quando i nobili Maya abitavano i lussuosi palazzi e i templi lividi di colore, sottomettendo una popolazione contadina ossequiosa che lavorava quasi unicamente per soddisfare la domanda dei propri governanti. Le loro vivaci città sono state in parte recuperate dalla giungla che le aveva fagocitate riprendendosi gli spazi a lei destinati, ma moltissimo c’è ancora da scoprire in questo paese, sia a livello di strutture ancora nascoste dalla vegetazione che a livello storico, e ogni nuova scoperta porta preziose informazioni che rendono la loro storia, oggi, ancora tutta da scrivere e per questo suscettibile a continue modificazioni.

Gli abitanti di questa regione sono persone buone, tranquille, ospitali e con radici molto salde legate alle tradizioni della civiltà dalla quale discendono, i Maya. Queste tradizioni si sposano felicemente con la religione cristiano-cattolica, seguita e praticata da più del 90% della popolazione attuale in maniera molto profonda e sentita.


I Maya non sono per nulla scomparsi a differenza delle loro città e delle loro costruzioni, adesso si contano circa due milioni di persone in tutto il Messico e in parte dell’America Centrale, discendenti dirette degli antichi abitanti di queste regioni, esse formano diversi gruppi, culturalmente differenti, divise per località e cultura locale, sono anche divise dalle circa ventiquattro lingue indigene parlate in tutto il Mondo Maya. Tuttavia, questi moderni Maya sono uniti dalle pratiche culturali e religiose che li legano al passato.





Molti di loro sono abilissimi artigiani che popolano i vari mercatini, nelle cittadine come nei siti archeologici, ci si sofferma davvero con piacere a chiacchierare con loro e si comprende come il lavoro, eseguito ancora con l'uso degli strumenti utilizzati dai loro antenati, sia davvero fatto col cuore (oltre che per sfamare le famiglie, spesso numerose).
Mai insistenti, mai scortesi, ti propongono le loro realizzazioni con estrema gentilezza, è un piacere fare qualche acquisto.

La maggior parte di loro, ove non impegnati con occupazioni legate al turismo, ancora in pieno sviluppo, si guadagna da vivere facendo i contadini, senza però utilizzare la moderna tecnologia. La cultura e la tradizione Maya dunque, pur essendo propagandate e ostentate oggi anche a fini turistici, conservano comunque un cuore autentico che pulsa nei villaggi colorati, sui volti della gente tra i chioschi dei mercati e che si può notare sugli ampi sorrisi con i quali accolgono gli stranieri.



I piccoli centri abitati

Soffermandosi poi nei piccolissimi centri abitati di cui è colma la giungla (cosa che consiglio caldamente di fare), frotte di bambini scalzi corrono incontro ai turisti giocando e ridendo con l’aria, sanno che la vita è la cosa più bella che abbiano e sorridono, sempre, a chiunque.





Le spiagge

Fuori Cancún si allunga la Costa Azzurra messicana, la Riviera Maya: 135 chilometri di costa, il mare a sinistra e la giungla a destra, e in mezzo una strada che punta decisa a sud, la carretera 307. Basta qualche chilometro per dimenticare gli alberghi stile tempio maya e la vegetazione addomesticata di Cancún e infilarsi in una rete di sentieri, nascosti dalla foresta, che portano a baie ancora selvagge.







Queste lunghe spiagge bianche, contornate da rigogliosi palmeti, permettono agli amanti della abbronzatura di godere della loro bellezza in estrema tranquillità, magari sorseggiandosi una tequila od un mohito serviti dai piccoli chioschi presenti in alcune spiagge. Chi invece volesse approfittare della meravigliosa barriera corallina, potrà affidarsi alle guide locali che, per mezzo di coloratissime imbarcazioni, sarà portato nei pressi di una barriera corallina considerata seconda solo a quella australiana.



La storia

Chichén Itzá: alla bocca del pozzo degli Itza

Il nome Chichén Itzá deriva dalle parole chi ("bocca") e ch'en ("pozzo"), e significa letteralmente "Alla bocca del pozzo degli Itza". Gli Itza erano un gruppo etnico che aveva una posizione politica ed economica predominante nella parte settentrionale dello Yucatan. A sua volta, il nome "Itza" viene in genere ricondotto a itz ("magia") e (h)á ("acqua"), e tradotto in "maghi" (o "streghe") "dell'acqua".

Chichén Itzá è un importante complesso archeologico Maya situato nel Messico, nel nord della penisola dello Yucatan. Le rovine, che si estendono su un'area di 3 km2, appartenevano a una grande città che fu uno dei più importanti centri della regione intorno al periodo epiclassico della civiltà maya, fra il VI e l'XI secolo. Il sito comprende numerosi edifici, rappresentativi di diversi stili architettonici; fra i più celebri si possono indicare la piramide di Kukulkan (nota come El Castillo), l'osservatorio astronomico (il Caracol) e il Tempio dei guerrieri. Il sito di Chichén Itzá è stato dichiarato patrimonio dell'umanità UNESCO nel 1988.





Cobà

Secondo un racconto del folklore maya, Cobá era unita a Chichén Itzá, ad Uxmal ed a Tulum mediante la "cuxan san", la "strada sospesa nel cielo", la "corda vivente" ("cuxan" = vivente, "san" = corda). Al di là delle leggende, esistevano qui numerosi "sacheob", strade pavimentate rialzate che non avevano solo una funzione cerimoniale all'interno delle città, ma le mettevano in collegamento tra di loro. Una di queste strade, quasi perfettamente rettilinea, è lunga quasi cento chilometri e collega la base della Grande Piramide, o "Nohoc Mul", all'insediamento maya di Yaxuna: è stata interamente esplorata e descritta in un opuscolo del 1934.




A Cobà si trova la piramide più alta mai costruita dal popolo precolombiano, Nohoch Mul, 42 metri di altezza, dalla cui sommità si può ammirare la vastità della giunga circostante.



Cobá doveva essere una delle più importanti città maya, se le sue rovine si estendono su una superficie di una settantina di chilometri quadrati, per la massima parte ancora inesplorate, e gli archeologi valutano che siano circa 6.500 le strutture da scavare, studiare e restaurare.

Conclusioni

Messico & Nuvole cantava qualcuno che ora non ricordo, vero, il clima di questo paese, in particolar modo della regione dello Yucatàn è proprio caraibico, quando si esce di casa si è perfettamente a conoscenza che si rientrerà bagnati, o dalla pioggia o dall’umidità sempre presenti, ma è un paese davvero meraviglioso.







E con questo tramonto concludo la visita nello Yucatàn, augurandomi che vi sia piaciuto l’articolo ed augurandovi di poterlo visitare, è una meta che non vi lascerà indifferenti, ne sono certo.
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Informazioni sull'autore
Ciao a tutti, mi chiamo Giorgio Baruffi e sono un fotografo professionista Nikon, ma amo la fotografia più di me stesso e la passione vera, sincera, profonda, accompagna ogni mio lavoro, che sia un matrimonio o un viaggio stampa, ma anche una semplice macrofotografia o uno still life. Vivo di/con/per la fotografia.

www.giorgiobaruffi.com
Ulteriori Informazioni

Pubblicato: Giovedi' 26 Gennaio 2012
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Commenti su Facebook
Commenti
GiorgioB dice:
troppo lungo? Very Happy
 
vincenzoc75 dice:
assolutamente.... bellamente bellerrimo... Very Happy complimenti
 
Sky79 dice:
Ho praticamente rivisitato i luoghi dove ho fatto il mio viaggio di nozze. Son posti che rimangono scolpiti nella mente e nel cuore e che son sincero mi mancano a volta Cool Grazie Giorgio
 
Balzaar dice:
complimenti per il servizio...... mi hai fatto venir voglia di partire subito....
 
pumax71 dice:
Un posto spettacolare..ci sono stato nel lontano 2003 e ci tornerei anche domani!!! complimenti per le foto!!!
 
Goose80 dice:
ci sono stato nel 2006, e anche io ci tornerei subito (se non altro per fare delle foto decenti rispetto alle ciofeche che feci allora Wink ). ottimo reportage! Teo.
 
fierro dice:
Sono stato un anno in Sudamerica, ma non sono andato mai fina Messico. Ma comprerò un Loneley Planet su http://www.yatego.it e magari potrò partire a Yucatàn e dopo fare un giro di Messico....
 
roy72chi dice:
Bellissimo foto racconto, complimenti.
 
ElleL dice:
molto bello il posto, ed anche le foto anche se quella che mi ha colpito di più è quella della spiaggia al tramonto Smile
 
Tremor81 dice:
Bell'articolo! mi serviva proprio, visto che a novembre partirò per farci il viaggio di nozze... avete qualche chicca da darmi (posti da visitare, escursioni da fare assolutamente e attrezzatura da portare)? Grazie ancora Giorgio.
 
japi dice:
Bellissino luogo!!! Smile e complimenti per il servizio!!! Smile
 
larcodema dice:
bravo Giorgio bel servizio fatto bene a tal punto che quasi quasi mi viene voglia di andarci subito...... brao bresà Laughing Laughing
 
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