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La Moschea di Sheikh Zayed si trova ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti e prende il nome dal Sultano Emiro Zayed Al Nahyan, il primo presidente nella storia degli Emirati Arabi Uniti. Ci sono voluti ben 12 anni di lavoro per realizzarla, per un costo complessivo pari a 2,167 miliardi di dirham, quasi 590 milioni di dollari. Sono solo alcuni dei numeri di Shaikh Zayed moschea di Abu Dhabi, considerata una delle prime dieci al mondo per grandezza. In grado di ospitare 40mila fedeli, la moschea ha quattro minareti alti 107 metri e 57 cupole, di marmo bianco con decorazioni interne di gesso, usate per coprire i cortili esterni e le diverse entrate, pavimenti in marmo colorato e mosaici che ricoprono il cortile principale grande circa 17mila metri quadrati, quasi interamente bianco.
Una volta entrati si cammina su un tappeto immenso che riempie tutta la moschea senza terminare e che cambia colore in ogni stanza, dalla stanza delle preghiere a quella della semplice esposizione. La parete Qibla rivolta verso la Mecca, luogo primario di preghiera per i fedeli, integra un sistema di fibre ottiche a tutta luce che disegna e valorizza i motivi floreali incisi sulle pareti in marmo. Lo stesso principio e’ stato utilizzato anche per le novantanove differenti rappresentazioni calligrafiche del nome del profeta. Fondamentale l’uso sapiente del colore che permette di amplificare la spiritualita’ degli spazi di culto. Religiosa, maestosa, elegante, e ricca; tutte caratteristiche racchiuse in quest'architettura che ha il compito e l'ambizione di identificare in maniera chiara quelle che sono le ambizioni di una nazione in piena crescita. Gli Emirati Arabi Uniti.
Gabriele Altimari
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Complimenti, bellissimi scatti per un reportage interessante. Tecnica e composizione notevoli