La Partenza11 aprile 2012 - sorge il sole nel cielo di Bergamo mentre salgo gli scalini del volo Ryanair e prendo posto, di fianco a me la mia ragazza Antonella, sempre compagna di avventure, e al collo la D90. Sono felice,è da tempo che sogno questo viaggio che per me vuole essere anche un'esperienza "fotografica", oltre che culturale; ho letto e riletto la Lonely tascabile che fornisce un'anteprima di quella che sembra essere un ottima meta per chi, come noi, ama sentire il peso di una bella reflex al collo.
L'IdeaNella mia testa si era materializzata l'idea di atterrare in una città "esotica",riservata e rispettosa verso il turista,anche in memoria delle antiche tradizioni di ospitalità e cortesia, pittoresca ma nello stesso tempo calma...Beh, dopo 3 ore e mezza di volo ho capito che avevo sbagliato tutto.
La CittàMarrakech è una città estremamente caotica, l'arrivo è uno shock : ci dirigiamo verso la Medina, città vecchia, nella quale troveremo il bel Riad nel quale abbiamo deciso di spendere i nostri 8 giorni. A bordo di un tipico taxi Mercedes anni '60 ci infiliamo nelle strette vie, in una cacofonica carambola di suoni, voci,colori,odori..motorini che sfrecciano tra la calca di gente e schivano per qualche centimetro carretti trainati da asini e muli, carrozze trainate da cavalli,venditori che caricano le proprie merci su tavole con ruote che poi spingono all'interno dei mercati,i "Souk"...la parola "igiene" non è presente nel vocabolario,passando vedo macellai che fanno a pezzi le bestie a cielo aperto e poi appendono la carne a penzoloni in strada... In una parola, delirio.

Macelleria di pecore nel Souk
Amaro in BoccaSto cercando di riprendermi dal primo traumatico impatto sorseggiando una fantastica spremuta d'arancia nella famosa Jemaa el Fna (l'enorme e imperdibile piazza principale) quando capisco in pochi minuti le altre due cose che ho poi fortemente odiato di questa città marocchina : 1)Il turista è solamente un pollo da spennare - tutto, tutto, tutto è riconducibile a richieste poco trasparenti e poco simpatiche di denaro. 2) Il tema fotografico segue strettamente la medesima regola : foto=pagare. Le cifre solitamente richieste per poter scattare una fotografia si aggirano intorno agli 1-2 euro , ovviamente per noi non è molto, ma non approvo assolutamente il concetto di dover pagare per poter scattare, ovviamente chiedo sempre il permesso, e rispetto il NO, ma la continua richiesta di denaro non deve essere a mio avviso assecondata, perciò tutto quello che vedrete in questo reportage è il "misero" materiale che ho potuto ottenere "for free".
Tenete presente che lo stipendio medio marocchino è di circa 200 euro al mese,perciò lì 5 euro sono tanti! E il loro concetto di commercio si basa sulla continua trattativa, a ribasso, perciò quando fate qualsiasi acquisto o accordo economico (anche il taxi) chiedete sempre prima il prezzo, e poi trattate partendo da un'offerta assolutamente minima, per poi eventualmente andare a rialzo!
Il primo e secondo giorno siamo tornati al Riad la sera un pò delusi,appena si mette piede nella Jemaa el Fna c'è immediatamente qualcuno che ti afferra la mano e ti disegna con l'hennè,
poi ti spilla soldi, oppure qualcun altro ti mette un pitone al collo, e poi ti spilla soldi... ma poi si impara...vi posso dire di non dare mai ascolto ai continui inviti di gente del posto che vi offre un tour in giro per la città: alla fine vi "incastrano" sempre in negozi di loro amici o parenti, e siete costretti a spendere, e alla fine del tuor vi chiedono un pagamento deciso da loro, anche molto alto rispetto ai loro standard!
La SvoltaImparati i piccoli segreti per un vivere sereno, ci siamo goduti la città! I meravigliosi e intricati mercati, chiamati "Souk", dove potrete fare ottimi acquisti e apprezzare l'artigianato locale, o le profumatissime spezie...

Souk delle spezie

Artigianato locale - sandali nel Souk
è bello girare, e perdersi, e ogni volta scoprirete qualcosa che non avevate proprio visto; inoltre conoscendo qualcuno di affidabile abbiamo potuto visitare le "concerie", con le tipiche tinture per le pelli, e altre zone non proprio "turistiche".

Le Concerie
La città non dorme mai, e anche di notte mangiare nella piazza principale (Jemaa el Fna, appunto) è uno spettacolo, non per niente è stata nominata patrimonio dell'UNESCO, inoltre potrete ammirarla anche dagli alti balconi dei ristoranti limitrofi.

Jemaa El Fna - Incantatori di serpenti

Jemaa El Fna di notte

Cena in Piazza
Altra meta molto famosa sono i Jiardin Majorelle,dove potrete ammirare innumerevoli tipi di piante.

Giardini Majorelle
ConclusioniScavando a fondo e oltrepassando l'attuale aspetto di città turistica, si può ancora trovare in Marrakech il fascino di una cultura antica e variopinta, e scoprire la profondità e cortesia dei suoi abitanti. Un viaggio che va vissuto con pazienza e spirito, e che fa riflettere soprattutto sulle condizioni di vita che a noi appaiono disumane e medievali.
La permanenza in Riad sicuramente favorisce il contatto con la cultura autentica marocchina, e il trattamento che abbiamo ricevuto è stato superlativo, anche per quanto riguarda il cibo.
Otto giorno sono decisamente tanti per la sola città di Marrakech, perciò se disponete di un tale periodo, consiglio di organizzare una gita ad Essaouira, bellissima cittadina sulla costa, e un'escursione alle valli di Ourika, famose per le cascate. In queste cittadine meno turistiche abbiamo respirato ancora la vera ed antica tradizione marocchina, che a Marrakech si è un pò persa, e che vi permette davvero di terminare il vostro viaggio un pò cambiati, e desiderosi di ritornarci.
Complimenti.Immagini bellissimi.Colori caldi e avvolgenti. Ottimo lavoro.