Papar è un giovane ragazzino senegalese. A prima vista mostra una certa fragilità; ha i vestiti stropicciati e lo sguardo che si perde in lontananza. Sembra debole e indifeso. Papar però, come tanti altri bambini senegalesi, nasconde una gran forza dentro di sé. La forza di chi, già a dieci anni, deve saper affrontare da solo le difficoltà della vita.

Senegal: viaggio tra generazioni presenti e future

Testo & Immagini a cura di Yannick Hurni

Senegal: viaggio tra generazioni presenti e future

Papar è un giovane ragazzino senegalese. A prima vista mostra una certa fragilità; ha i vestiti stropicciati e lo sguardo che si perde in lontananza. Sembra debole e indifeso. Papar però, come tanti altri bambini senegalesi, nasconde una gran forza dentro di sé. La forza di chi, già a dieci anni, deve saper affrontare da solo le difficoltà della vita.
In un Paese come il Senegal, i giovani sono da subito parte integrante della società; hanno i loro compiti e le proprie responsabilità. L’età media della popolazione si aggira attorno ai diciotto anni, e quindi i ragazzi assumono molto presto un ruolo fondamentale per l’equilibrio della comunità. Non ci si deve quindi stupire nel vedere ragazzini giovanissimi condurre carretti stracolmi di ogni cosa, bambine che fanno da mamme per fratellini appena nati o ancora piccole creature che si cimentano nella tradizionale lotta senegalese, azzuffandosi come veri lottatori.

Ogni giorno questi bambini sopportano situazioni difficili. In ogni momento lottano contro una vita che forse, li ha voluti adulti un po’ troppo presto. Tutto questo, però, non riesce a nascondere il fatto che i bambini senegalesi siano un incredibile concentrato di vita, un condensato di energia in grado di scatenarsi in un istante. Non appena possono, esprimono tutta la loro vivacità in grandi giochi, corse, canti ed enormi partite di pallone “100 contro 100”. Con i loro timidi sorrisi e i grandi occhi pieni di speranza, mostrano l’immensa voglia di vivere che hanno dentro.

Le fotografie presentate, frutto di due avventure in terra senegalese, vogliono mostrare il forte legame che accomuna la vita dei bambini, a quella degli adulti di questo popolo. Questo breve articolo non vuole essere testimonianza di verità assolute, ma solamente punto di partenza per riflessioni rivolte a un “mondo”, forse, troppo distante dal nostro.
Questo reportage fotografico è quindi dedicato a loro, ai bambini senegalesi, piccoli grandi uomini, cuore pulsante di un Paese alla ricerca del proprio futuro.



Lottatori

Appena arrivato in Senegal mi sono immediatamente reso conto di una cosa; ovvero che il calcio non è lo sport nazionale. Dopo pochi giorni di viaggio mi sono accorto che l’unica vera disciplina in grado di strappare la gente dalle strade è la lotta senegalese.
La lotta senegalese è una disciplina tradizionale africana tra le più antiche e strutturate. La si può definire un insieme di rito, sport, spettacolo; ed è la disciplina agonistica più seguita in Senegal. La lotta vera e propria consiste in un combattimento corpo a corpo, sulla sabbia, a mani nude, che termina con l'atterramento di uno dei due contendenti.
Lottatori come Tidiane Faye o Pape Mor Lô sono tra i personaggi più conosciuti dal popolo senegalese. La loro fama è tale da ispirare campagne pubblicitarie di ogni tipo. I combattimenti sono molto seguiti, sia dagli adulti che dai bambini. Quando ci sono degli incontri importanti, la gente lascia tutto per correre davanti ai televisori. I ragazzini sono sempre entusiasti e non fanno altro che incitare i propri beniamini. Poi, non appena possono, si trovano per strada a lottare. Si allenano senza sosta, con la speranza di poter diventare, un giorno, dei veri campioni.



Sulla schiena

Camminando per le strade dei villaggi si osserva una miriade di bambini, di tutte le età, che scorrazzano instancabilmente tra la polvere e la sabbia dei mercati. I bambini più piccoli, quelli non ancora in grado di camminare, sono spesso tenuti sulla schiena dalle madri. Avvolti da stoffe colorate, che li tengono stretti al corpo delle donne, i piccoli vengono sballottati durante le attività quotidiane di quest’ultime. Le donne camminano, lavorano, cucinano e puliscono, sempre con il figlioletto in spalla.
Quando necessitano una pausa, sono le sorelle maggiori a prendersi cura dei lattanti. Come piccole madri, si prendono cura dei fratellini, portandoseli appresso e coccolandoli a ogni loro lamento.
La scelta di portare i propri piccoli sul dorso, dove non possono essere controllati, è sicuramente una questione di praticità che permette alle donne di continuare i propri lavori. Questa decisione, però, costringe in un qualche modo i più piccoli a “crescere” più rapidamente. Lontani dallo sguardo protettivo delle madri, i figlioletti devono stare attenti a quello che li circonda. Osservano, interagiscono con gli altri e cercano di comunicare alla madre ogni loro bisogno.



Usare la testa

Conosciuto in gran parte del mondo, il trasporto di oggetti sul capo è fortemente presente anche in Senegal. Donne e ragazzine di ogni età, portano qualsiasi cosa tenendola in bilico sulle proprie teste. Spesso si resta ammagliati da questa elegante forma di equilibrio. Il carico posato sul capo sembra divenire un tutt’uno con il corpo delle donne che avanzano armoniosamente, senza mostrare fatica.



Il carretto

“Alì, Alì!”, gridano i condottieri per spronare i propri cavalli a trainare i carretti. Frutta, verdura, pesce, materiale di ogni genere e talvolta anche persone: i carretti sono il principale mezzo di trasporto, là dove l’asfalto viene inghiottito dalla sabbia che ricopre le vie dei villaggi.



Il richiamo dell'oceano

Stanchi, raffreddati e con l’umidità ormai penetrata in profondità, i pescatori fanno ritorno dal mare. Il lavoro però non è ancora finito. Prima di potersi riposare, devono spostare le pesanti piroghe sulla spiaggia. Per farlo sfruttano dei tronchi, usati come rulli, in modo da far scivolare le pesanti imbarcazioni sulla sabbia.
In Senegal, il rapporto con il mare è molto stretto. I figli dei pescatori imparano in fretta l’arte della pesca, spingendosi già da giovani, tra le pericolose onde dell’oceano.



Il lavoro

Il fenomeno del lavoro minorile è diffuso in maniera differente tra i vari Paesi africani. Le stime indicando che più di un terzo dei bambini senegalesi è costretto al lavoro. La motivazione che li porta a lavorare, come in tutti i paesi del mondo, è la povertà e il bisogno economico. I bisogni, come accade nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, sono vitali, e spesso il contributo dei bambini è un’importantissima fonte di sostentamento sia per loro stessi, che per le proprie famiglie.
Il vero problema, però, non è costituito dal lavoro minorile in sé, ma dalle condizioni di lavoro. Molti bambini si trovano a lavorare in circostanze estremamente rischiose, che mettono a repentaglio la loro salute, la loro istruzione, il loro sviluppo personale e sociale, e talvolta anche la loro stessa vita.



Mano nella mano

Spesso accade che in Senegal le figure di riferimento per i bambini più piccoli siano i fratelli e le sorelle maggiori. Le madri, indaffarate a lavorare oppure occupate a badare ai neonati, lasciano i figli sotto la sorveglianza dei fratelli più grandi. Questi piccoli genitori mostrano spesso un amore fraterno davvero intenso; curano i piccoli, giocano con loro e li confortano nei momenti difficili. S’incontrano così ragazzine che hanno l’importante compito di curare, ma spesso anche di crescere i giovanissimi, giocando così un ruolo di grande importanza sia per la famiglia che per l’intera società.



Verso un nuovo futuro

La bambina cammina verso il villaggio dei pescatori, verso la sua casa, verso il suo futuro. Un futuro che in poco tempo le chiederà molto, che in pochi anni la vorrà già donna. Ciononostante lei cammina con passo sicuro, senza esitare. Ha i piedi scalzi. Percorre il suo cammino come se conoscesse già la strada, ignara però, delle possibili difficoltà che incontrerà lungo il suo percorso.
Sicurezze e incertezze, tradizioni e novità, uomini e bambini. Il Senegal come terra di contrapposizioni, come Paese alla ricerca del proprio equilibrio, del proprio futuro. Stato in parte adulto e in parte ragazzino; acerbo sotto molti punti di vista, ma con immense potenzialità nascoste nel suo profondo.
Qui sono mostrati solo sette degli innumerevoli esempi che accomunano la vita dei bambini a quella degli adulti senegalesi. Per motivi di spazio ho deciso di proporre solamente questi scatti, sperando comunque di essere riuscito a trasmettere il mio messaggio. In conclusione posso solamente consigliare a tutti di girare l'Africa, di imparare a conoscere i suoi territori, ma soprattutto i suoi popoli meravigliosi.


Galleria Immagini
Informazioni sull'autore
Yannick Hurni, nato il 29 giugno 1990 a Lugano (Svizzera), inizia ad appassionarsi di fotografia attorno ai 18 anni. Nella vita studente di medicina, ma nel tempo libero grande amante della fotografia da reportage. Grazie alla possibilità di viaggiare e di conoscere nuovi popoli tramite differenti associazioni di aiuti umanitari, Yannick ha l'opportunità di calarsi completamente all'interno delle società che lo accolgono. Durante le sue avventure è quasi sempre accompagnato dalla fidanzata, Luisa Succetti (autrice di alcuni scatti del reportage), con la quale condivide la grande passione per la fotografia.
Ulteriori Informazioni

Pubblicato: Venerdi' 14 Settembre 2012
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Commenti su Facebook
Commenti
Jok92 dice:
Complimenti per il reportage. Bellissimi scatti coronati da un testo scritto in modo impeccabile Very Happy
 
Luca Zizioli dice:
Ciao Yannick! Ho letto con passione il tuo bellissimo Reportage ed osservato le splendide fotografie che hai deciso di condividere... Ti faccio sinceri complimenti perchè, oltre ad essere un bravo fotografo, hai saputo raccontare con grande sensibilità lo spirito di una popolazione che potrebbe trasmetterci moltissimi valori, se solo fossimo capaci di ascoltare, magari dimenticando i soliti pregiudizi. Non so se tu abitualmente interagisca con il Forum, in effetti forse utilizzi un Nikname, in ogni caso spero di ritrovarti in altre fotografie...
 
diego2915 dice:
Ciao, ti faccio i miei complimenti più sinceri. Grazie a quello che hai scritto e alle foto sei riuscito a farmi viaggiare con la mente fino a li, ho la pelle d'oca. Very Happy
 
nicofoto dice:
Molto intrigante, un reportage fatto con il cuore, più che con la MENTE...
 
Zio Vare dice:
Bravo!!!!
 
Anonymous dice:
E già... complimenti.
 
Yannick dice:
Grazie mille a tutti del gradito passaggio!
 
Yannick dice:
Grazie mille a tutti del gradito passaggio!
 
il_boss dice:
Reportage perfetto.... Sinceri complimenti.
 
sonia62 dice:
quoto nico, un pezzo del cuore dell'africa, foto suggestive e testo quasi commovente... sonia
 
Yannick dice:
Boss e Sonia, vi ringrazio infinitamente del passaggio. Sono contento di essere riuscito a far passare il mio messaggio
 
Zio Vare dice:
Questo post lo riporto su! Perché merita di essere visto. Basta parlare di macchine, ci sono anche da guardare delle belle foto! Very Happy
 
Yannick dice:
Grazie Zio
 
MauriRedBaron dice:
Bellissimo il lavoro svolto nella preparazione degli scatti alla narrazione...complimenti Wink
 
magiumi dice:
bellissimo e interessante reportage la parte narrata è stata talmente appassionante che ho dovuto leggerla tutta d'un fiato tralasciando le foto, su cui sono ritornato alla fine bellissime e interessantissime tutte! a partire dai soggetti per finire allo stupendo b/n i miei più sinceri complimenti ciao mauro
 
myskin dice:
belle foto, organizzate in un racconto fotografico coinvolgente ed emozionante. complimenti.
 
Boge dice:
il modo in cui queste foto parlano e raccontano il viaggio è emozionante, gran bel lavoro..complimenti Sarebbe bello se nella tua galleria (non qui) ne inserissi una a colori, sono convinto che questi luoghi e queste persone offrano dei colori meravigliosi. Ciao, Davide
 
El mono dice:
Un bellissimo racconto in B/w saluti Marco
 
moris dice:
bellissimo lavoro ottima la scelta del b-w complimnti Wink
 
alecas dice:
Fare un reportage di questo tipo non è per niente facile: ma tu ci sei riuscito benissimo. Complimenti!
 
Yannick dice:
Grazie mille a tutti quanti del passaggio... sono davvero molto felice che vi sia piaciuto questo breve reportage. @Boge: hai ragione, i colori sono fantastici, emozionanti! Forse il bianco e nero l'ho scelto proprio per permettere di andare oltre alla bellezza estetica senegalese. In ogni caso vedrò ti acconentarti
 
maxxr dice:
molto bello...complimenti.....
 
Yannick dice:
Grazie mille Maxxr Smile
 
zUorro dice:
Complimenti Yannick per il reportage. Ben strutturato e bilanciato. Manca forse qualche foto meno di dettaglio, foto per inquadrare il contesto. Hai strutturato l'ambientazione nella parte scritta e hai tralasciato quella fotografica per questo aspetto. Buoni i bn, molto ben fatti. é un bn molto moderno ma tecnicamente direi che non gli si può dire nulla. un lavoro quindi molto buono, un reportage intenso e delicato nello stesso tempo. Bravo.
 
zUorro dice:
Mccain ha scritto:
Even with the historic Coach Factory Outlet prospect of a woman joining the most powerful Chinese political entity, some are skeptical of the overall Louis Vuitton Purses progress for Chinese women in power.Some observers consider Liu Yandong a possible contender for the Coach Factory Outlet exclusive ruling committee. Liu is the lone female member of the Politburo, a 24-member body atop the Gucci Belts Chinese Communist Party. If promoted to the standing committee, Liu would make a crack in the political glass ceiling.If Coach Factory Outlet Liu Yandong is appointed to the Politburo Standing Committee, it would be a milestone for female political Coach Factory Outlet representation in China and an indication that the Chinese government is ready to place a woman in a Coach Factory Online position of genuine Coach Factory Online power," said Leta Hong Fincher, doctoral candidate at Tsinghua University, who examines gender Coach Outlet Online issues in China.But that move alone would not necessarily lead to an improvement in the overall status of women. Coach Outlet Online During the presentation of these survey results,officials from the All-China Women's Federation, a women's Coach Online Outlet advancement organization affiliated with the government, was asked why the Chinese leadership lacked Coach Factory Outlet Online women.Song Xiuyan, the vice-chairman of the federation said the Communist Party of China and the government Coach Outlet Online places great importance to empower women's issues, which our Constitution has clearly put forward the basic Coach Factory Online principle of 'gender equality.The Women's Studies Institute of China, which is sponsored by the All-China Coach Factory Outlet Women's Federation, declined Hermes Belts multiple requests for comment.
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serdor dice:
Bellissimo, bravo.
 
Yannick dice:
zUorro ti ringrazio per il passaggio e per i commenti positivi al mio lavoro. Il reportage, come anche descritto, voleva essenzialmente essere incentrato sulle vite dei senegalesi, sulle persone, sui singoli. Per forza di cose mi sono "ostinato" a ritrarre quelli che tu descrivi come dettagli. Sono d'accordo con te che forse qualche ripresa per rendere l'idea del contesto non sarebbe stata male. Ci penserò per un possibile prossimo lavoro. Grazie e buona giornata
 
Yannick dice:
Serdo, ti ringrazio.
 
Yannick dice:
Serdo, ti ringrazio.
 
Vincenzo Ianniciello dice:
...un reporage splendido... ...immagini pulite e suggestive che ben rappresentano la cultura di un popolo coriaceo... ...complimenti vivissimi Wink
 
Yannick dice:
Vincenzo ti ringrazio Very Happy
 
Ventu dice:
Complimenti bellissimo reportage!
 
Yannick dice:
Ventu grazie del passaggio e dell'apprezzamento Wink
 
Lt.massacre dice:
Bellissimo reportage, sia per le foto che per il testo. Complimenti!! ciao, Matteo.
 
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