La pazzia è solo l'inizio

Vecchio Istituto Psichiatrico Oasi Regina Pacis

Testo & Immagini a cura di

Vecchio Istituto Psichiatrico Oasi Regina Pacis Motta Sant'Anastasia (CT)

Giorno 22 Marzo 2013 decido di raccontare in 9 foto il vissuto del locale e della vita giornaliera che conducevano i pazienti all'interno.
Come si può ben vedere dalle foto il mio intento è quello di trasmettere all'osservatore la tristezza e la vita che poteva condurre ogni singolo paziente.
Il tempo impiegato per racchiudere il mio pensiero in 9 foto è di circa 2 ore di lavoro all'interno dell'istituto. Il tutto è stato realizzato con una Canon 600d e un obiettivo 50mm.

Geografia fisica

Il paese è situato sul versante del monte Etna, dista 12 km da Catania, e si sviluppa su una rupe di origine basaltica, formatasi in epoca glaciale. Data l'imponente massa monolitica, detta, secondo un'antica leggenda, ombelico dell'Etna, tale area ha ricoperto una grande importanza sotto un punto di vista militare.

Storia

Motta, come altre città della Valle del Simeto, ha origini antiche. Studi archeologici risalenti al 1954 nella contrada Ardizzone, attestano la presenza greca nel territorio intorno a secoli V-IV a.C. Il periodo romano, invece, è testimoniato dal ritrovamento di alcune monete risalenti al periodo del grande impero, e da un mosaico rinvenuto in contrada Acquarone, appartenente ad una villa.
Sull'origine del nome Motta Sant'Anastasia esistono diverse ipotesi. Secondo alcuni studiosi Motta (nome preromano) e Anastasia (nome greco-bizantino) hanno significati simili ed indicano la natura del luogo, il tipico rilievo del territorio che da secoli è caratterizzata dal Neck e i dintorni di Motta Sant'Anastasia. Successivamente nei secoli XII-XIV, i due nomi furono accostati ed i cittadini si associarono nella devozione e nel culto di Sant'Anastasia, patrona della cittadina.
Motta, fin dal periodo di Dionisio, tiranno di Siracusa, ricoprì un ruolo di notevole importanza come roccaforte di avvistamento e di difesa.
Tale ruolo crebbe durante il periodo normanno con Ruggero d'Altavilla che vi fece edificare una torre per presidiare l'imbocco della piana di Catania e proteggere così i possedimenti normanni dalle continue incursioni saracene. Le caratteristiche del territorio, i resti delle strutture di difesa e quelle abitative evidenziano la tipicità medievale della cittadina. "La Motta", infatti, consisteva in un luogo sopraelevato da dove era possibile controllare l'intero territorio circostante. In Inghilterra, intorno al 1066, sulla "Motta" dei luoghi di conquista, i Normanni costruivano una torre di legno per difendere i territori occupati. Ma in Sicilia, per la carenza di foreste, i Normanni dovettero edificare le loro torri con pietra basaltica. A Motta tale costruzione era stata facilitata dalla conformazione morfologica del luogo, che ben si prestava all'edificazione dell'avamposto difensivo.
Il primo insediamento fuori dalle mura fu il quartiere Urnazza che, intorno al 1500, sorse nei pressi dell'attuale chiesa di Sant'Antonio, allora luogo di sepoltura dei quartieri "Urnazza" e "Matrice".
Nel 1526 la città diventò feudo di Antonio Moncada, conte di Adernò, e per quattro secoli, fino al 1900, il castello fu destinato essenzialmente a essere una prigione.
Nella seconda metà del 1600 vi erano a Motta 560 abitanti. Tra la seconda metà del 1700 e il 1800 cominciò meglio a delinearsi la struttura del paese, con la nascita di nuovi quartieri, come quelli di "Croce", "Pozzo", "Sciddichenti".
Nel 1798 gli abitanti di Motta divennero 1400 e nel censimento del 1831 arrivarono a 2181.
Il 1º gennaio 1820 il tribunale di Catania istituì il comune di Motta Sant'Anastasia.
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Informazioni sull'autore
Mi chiamo Ivan Starrantino, nato a Catania il 30 luglio 1992, vissuto fin dalla nascita a Motta Sant'Anastasia. Sviluppo la mia passione per la fotografica dagli inizi del 2012.
Attento osservatore della vita quotidiana, intendo la fotografia come ricerca, strumento per raccontare in maniera personale realtà sociali e culturali del mio paese e non solo.
Non ho un genere fotografico che prediligo, ma in questo arco di tempo mi sto appassionando alla fotografia Street e Reportage.

www.ivanstarrantino.tk
Ulteriori Informazioni

Pubblicato: Lunedi' 22 Aprile 2013
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Commenti
BeSigma dice:
complimenti, argomento difficile, sentito e ben sviluppato
 
larcodema dice:
buon lavoro rende l'idea della tristezza totale che queste case offrono non ci parole!!! cmq hai reso bene bravo
 
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