Un piccolo reportage su Ferrara durante la domenica del Palio, ma senza corse, cavalli, fantini et similia.
Solo un breve racconto di tutto quello che gravita intorno al Palio e che lo riguarda di sfuggita, con un'occhiata particolare a come sta cambiando, alle incoerenze e incongruenze e alle nuove generazioni di contradaioli.

Il Palio, la tradizione Elastica e le eventualità di una Domenica di fine Maggio.

Testo & Immagini a cura di Sandro Chiozzi

Premessa: a me il Palio sta sui collioni. Per un motivo ben preciso che non ha a che fare con chissà che di etico o cose simili: io dove corrono ci campo, quindi per 3 giorni devo porconare per trovare un fuckin' parcheggio. E ovviamente il giorno della manifestazione non sono libero di andare a casa mia perchè la zona è circondata e assediata come se ci stessero cercando Saddam o un qualsiasi dittatorello che hanno deciso che è il public enemy n°1 perchè ha il coolo che galleggia sul petrolio.
Fine della premessa.


Durante il Palio però ci sono cose positive, tipo che viene un vallo di gente che porta soldini (sempre nell'ottica che noi i fondi per il terremoto li vedremo dopo che ormai anche il più sfigato si sarà già arrangiato rendendoli di fatto inutili).
Delle corse e del Palio in sè non mi interessa molto, soprattutto la corsa dei cavalli. A me interessa che nessuno si faccia male o perlomeno che se proprio proprio si debba far male qualcuno sia uno che ha deciso di stare li.

I putti e le putte han deciso di correre e fine.
Le asine no, ma siccome fanno tipo i 15 all'ora (sempre che non partano a rovescio o che non decidano che oggi si trotterella e fancoolo al fantino) nessuno si fa male.
I cavalli invece sono velocissimi, e la piazza ha curve molto strette dopo rettilinei lunghi,il che significa che devono frenare di botto o che se le prendono troppo in fretta cadono. C'è bisogno che vi dica che fine fa un cavallo zoppo? Ecco. Del fantino me ne frega 0, lo strapagano, molti vengono da Siena (a prova che la ferrea tradizione tanto cara ai contradaioli più sfegatati quando serve diventa elastica come i tiranti di una fionda) quindi per quanto mi riguarda possono anche fare un volo e finire calpestati come durante le esecuzioni mongole del periodo di Gengis Khan, che in fin dei conti loro ha deciso di correre. Molto pittoresco anche l'antidoping che quando viene fatto ai cavalli viene fatto due o tre giorni prima della gara. Cioè. Prima. Un paio di anni fa l'Organizzazione Internazionale Protezione Animali (almeno credo fossero loro) ha richiesto l'antidoping dopo la gara ma gli è stato negato. Prima si, dopo no. Bon-ci, bon-ci, bo-bo-bo (Cit.).

Ah già, la chicca è che noi a Ferrara abbiamo un ippodromo chiuso. Presente quei posti nati per far correre i cavalli tipo? Ecco, ci assomiglia un sacco. Quelli si chiamano ippodromi, noi abbiamo un ippodromo. O è un bizzarro caso di omonimia o è proprio la stessa cosa. Ma non fa parte della Tradizione, non è Tradizionale. Magari se ne facciamo arrivare uno da Siena si. Chissà.

A difesa del carrozzone c'è da dire che i cavalli che corrono non sono purosangue perchè quelli vanno davvero troppo forte per la struttura della piazza (anche perchè l'ultima volta che li han fatti correre se ne sono azzoppati 3 di cui uno soppresso direttamente in pista per la felicità dei bimbi presenti, anno 2006) e che il terreno è preparato con una cura maniacale proprio per ridurre al minimo il rischio di incidenti. Certo, dopo l'ecatombe equina e l'esperienza di un cavallo che urla (non vi auguro di vederlo) dell'anno prima si è diventati tutti quel filino più sensibili.
Dopo.


Ma il Palio è bellissimo per un sacco di cose, come i costumi, la sfilata, e tutti quelli che non fanno parte direttamente del Palio o che semplicemente gravitano intorno a una delle manifestazioni che rendono bella e festosa la città di Ferrara, che negli altri giorni è uno dei più importanti centri urbani della regione di Desolandia.



Partiamo subito con la ragazza che indossa il costume più comodo, seguita immantinenti da quello che tra tutti stava più fresco, da me ribattezzato "Avanti Eorlingas" (cit.). A ruota Sbandieratori e Musici.











Il Palio è fatto anche dalle ali di folla in cui ognuno cerca qualche amico o conoscente con i meravigliosi abiti dell'epoca in cui Ferrara era conosciuta anche per qualcosa d'altro oltre alla salamina, i cappellacci, le zanzare e il Festival estivo di quelli che fanno finta di essere musicisti di strada.

E si immortala con quello che si ha alla mano sul momento.






Alcuni costumi e figuranti, tra cui il grandissimo profe di lettere di quando facevo le superiori. Quello dell'altra sezione però, perchè per mantenere il mio tasso di sfiga io ero finito con l'altra profe, quella nostalgica fascista, che quando mi ha visto con la felpa del Che mi ha ribattezzato "quattro a prescindere" e a cui con somma soddisfazione l'ho "troncato brutalmente" portando italiano alla maturità e prendendo 8 e 8 con il commissario esterno.
Ciao ciccia.

Ma guardate che belli i costumi.








Intorno al Palio non ci sono solo bandiere, tamburi, chiarine, spade e frecce.

Ci sono anche altre manifestazioni, tra cui quella di Animalisti 100% che quest'anno ha avuto il permesso di manifestare (a debita distanza dall'azione, ma è sempre meglio di niente). Sono stati educati, gentili e hanno spiegato alla gente che passava come funzionano certe cose. Si può essere d'accordo o meno ma è stato bello vedere anche l'altra faccia della medaglia, e la città ne ha beneficiato, perchè è bello sapere che qui si da voce a ogni voce. Basta che non si parli di Comune, di soldi e di come vengono spesi nella stessa frase e puoi dire circa quello che vuoi.
Credo che comunque le forze dell'ordine e la camionetta di caramba in assetto da stadio abbiano contribuito al mantenimento di quella atmosfera di distesa simpatia e affabilità di cui tanto c'è bisogno.









Intanto intorno alla piazza c'è anche un piccolo ambulatorio da campo della Croce Rossa che metti mai che succeda qualcosa sono già li.
Sono volontari, è tutto tranquillo e nessuno come loro spera che lo resti. Non avranno vesti medievali ma hanno un'ambulanza pronta che se c'è bisogno si corre, visto che l'ospedale in questa città è 15km fuori dalla città.
Voi delocalizzate la produzione e gli stabilimenti, noi abbiamo delocalizzato l'urgenza.
Marchionne ritirati, sei un dilettante.





Nel frattempo il Palio va e per la maggior parte della gente è una festa. Soprattutto quando vince uno della contrada a cui sei finito in mezzo (complice la macchina fotografica) lo vedi dal di dentro e dai, vedere persone che esultano e incitano alla fine è una bella cosa.






Ma la cosa più bella di questa tradizione locale e quindi ancora più chiusa del solito è stato vedere gli italiani nuovi, che sono già italiani o lo diventeranno. E' una dimostrazione non di tolleranza, che qui non si ha da tollerare nessuno (che brutto, "tolleranza", come se c'entrasse il fastidio), ma di civiltà.




Tra cui una mamma che porta il bimbo a vedere la sfilata e lui che canticchia le canzoncine medievali. Che l'integrazione sta più sotto di un velo.





Le gare le ho viste, ma quella dei cavalli no. Non la guardo, non mi piace e ho sempre il terrore che qualcuno si faccia male. Qualcuno che non ha facoltà di decidere se correre o no. Quindi non la guardo. Ma il resto si, e sono molto contento che in questo momento storico quello che ha vinto il Palio dei putti sia uno che si chiama Mohammed. Anche la contrada era contenta ma non so se c'entra la tradizione qui. Magari ha i nonni di Siena.






Ah, il Palio, la Tradizione, il ferreo rispetto del mantenimento dell'origine e delle regole antiche. Parole d'ordine per un sacco di gente qui intorno.
Che in nome della Tradizione corre in una piazza non adatta quando si avrebbe un ippodromo.
Devo ancora capire come mai la Tradizione non vale con i fantini senesi pagati un'occhio della testa.
Mohammed no, Mohammed è di Ferrara.



Sandro Chiozzi
Galleria Immagini
Informazioni sull'autore
Nato a Ferrara nel 1977. Appassionato di fotografia fin dai 14 anni. Dopo una pausa di alcuni anni ho ricominciato a fotografare qualche anno fa in digitale.
Amo particolarmente il genere di reportage sociale perchè la fotografia è una scusa per conoscere meglio le situazioni e il bianco e nero perchè lascia della fotografia solo l'osso e il senso profondo.


www.sandrochiozzi.wordpress.com
Ulteriori Informazioni

Pubblicato: Domenica 02 Giugno 2013
Articoli Correlati
Commenti su Facebook
Commenti
zUorro dice:
Ehehe, un reportage MOOOOOLTO divertente, ma con la solita profondità di pensiero che ti contraddistingue. Fondamentalmente in questo percorso trovo che le immagini siano il giusto supporto per un racconto... quindi una cosa un po' diversa dal solito, quando il racconto è un buon supporto per le immagini.... sicuramente ci sono dei buoni scatti ma nessuno che faccia urlare di gioia, ed è giusto così... questo è un reportage molto interessante che descrive una situazione complessa, con tante sfaccettature... difficilissimo tirarci fuori scatti che siano forti anche fuori dal racconto... almeno per quanto mi riguarda. un articolo che vedrei molto bene in un giornale locale.
 
Goose80 dice:
Sandro devo dire che scrivi bene almeno quanto scatti bene! E il reportage oltre ad essere divertente da leggere è bello da vadere. Bravo! Teo.
 
oompaloompa dice:
Ho visto (e letto) con molto piacere il tuo reportage. Complimenti, foto splendide, che fanno sentire l'atmosfera del momento, e descrizione all'altezza. Oltre che particolarmente divertente. Conosco il palio e le zone, Ferrara dista una mezz'ora da dove sto io. Dissentiamo su un paio di punti, ma tutto passa in secondo piano davanti a un lavoro del genere! Wink Davvero complimenti.
 
dsoldani dice:
Ti devo dei complimenti, davvero. Non essendo della zona, avevo solo sentito parlare del Palio ma in modo assai diverso. Solo ora mi vien voglia di venire a vederlo. Sono un principiante quindi non so che peso puo avere il mio parere, ma trovo le foto egregie, ben costruite, intelligenti nella composizione e nella scelta del BN...veramente un bel lavoro.
 
proximo77 dice:
Grazie a tutti per i vostri commenti e per i messaggi!
 
M31 dice:
Che dire? Rolling Eyes Sandro: sei un grande, ma questo l'ho sempre saputo pur non conoscendoti di persona Very Happy Le immagini non le commento perchè non c'è bisogno Molto bravo. Ciao! Gigi
 
PrimitiveStyle dice:
Bravissimo come sempre oltre ad essere persona intelligente ed educata (tranquilli non mi paga) Laughing Di nuovo complimenti
 
proximo77 dice:
Beh intanto grazie mille a tutti. Due parole su questo lavoretto: Mi rendo conto che questo sia un reportage che magari mal si adatta a un sito di fotografie come questo, forse ha un taglio troppo "giornalistico". Ovviamente come in tutti i lavori di questo tipo io non posso fare altro che dare il mio punto di vista. Qualunque giornalista o reporter vi dica che sta raccontando la verità mente. Sta raccontando la SUA verità, il SUO lato della medaglia. Forse sono un po' facilitato nel fare questo, per qualche tempo anni fa ho lavorato al quotidiano della mia città, anche se poi a malincuore ho dovuto smettere. Niente di che, ma ho imparato qualche regoletta che ogni tanto viene buona. Per le foto: diciamocelo, non ci sono capolavori qui in mezzo. nell'economia di un "pezzo" così ho inserito scatti "tradizionali", con tagli tradizionali e due lavorazioni diverse. Il bianco e nero per gli scatti di tipologia più "reportagistica", quelli a colori per gli scatti di natura più "leggera". Riguardandolo ora mi accorgo che probabilmente avrei potuto mettere in chiusura la fotografia con la signora e il bambino di spalle, ma tant'è. Precisazioni: io non sono un animalista attivista. Sono un'animalista che sa qual'è il suo posto nell'evoluzione delle specie, ma che appunto per questo tollera poco certe cose. E' una sorta di codice mio, cerco di essere fedele a me stesso. Mangio la carne, ma evito quella di allevamento, perchè ho visto come vivono gli animali negli allevamenti intensivi. Ho animali domestici e li tratto benissimo, senza umanizzarli perchè altrimenti gli faccio solo far casino. Non è un fatto di cosa mangiare, è un fatto di come trattare quello che mangerai prima di mangiarlo. E' un fatto di rispetto, e come lo si pretende si deve essere disposti a darlo. Poi ci sarà chi mi viene a dire che l'uomo è un animale frugivoro o che non dobbiamo mangiare carne perchè da discententi delle scimmie antropomorfe dovremmo nutrirci di frutti e vegetali, ognuno ha la fantasia che preferisce. Ho studiato la paleoantropologia e so di cosa parlo se parlo di enzimi, canini, visione binoculare, encefalizzazione, bipedismo ed economia evolutiva, anche in virtù del mio mestiere (che fortunatamente per la società non è il fotografo Smile ), solo che chiaramente in un articolo non metto trattati di sto tipo che sennò è un massacro scrotale. Very Happy Detto questo mando un saluto a tutti e un ringraziamento ancora a chi è passato e ha lasciato un commento, un messaggio o ha solo anche dato un'occhiata a questo mio piccolo reportage. Sandro
 
Abulafia dice:
Su l'"atmosfera di distesa simpatia e affabilità di cui tanto c'è bisogno" ho riso svariati minuti... Grandioso reportage, sia nel testo che nelle foto (perfettamente abbinate). Ah, gradisco la tua visione della verità, se non altro per come esposta
 
Roos dice:
Trovo questo reportage piacevole e interessante. Si distingue per il suo carattere assolutamente personale. Ttratta temi molto discussi e discutibili: quel che più mi piace è il modo con cui li affronti. Il che fà la differenza. Molto belli i ritratti. Complimenti.
 
Luca-62 dice:
Reportage veramente bellissimo. Le parole si combinano con le immagini a meraviglia. Complimenti.
 
Commenta questo reportage! Basta registrarsi al forum di ZMPHOTO. Clicca QUI.
Galleria Fotografica
quiete in b/n
red sun
Reti cinesi
sulle spine..
Winter
Ardenza
The sun goes down
RICORDO DI PRIMAVERA
Dolomiti - Ra Gusella Under A December Night
Empire State Building
Sunset Dream
Beauty on the sunset
Sara 04A
No words
Falco pescatore

Direttore Responsabile Marco Zanirato
ZMPHOTO è testata giornalistica registrata presso il tribunale di Monza, n. 1934 del 1/12/2008
Copyright © 2003-2016 zmphoto.it Tutti i diritti riservati.
ISSN 1827-3653 - P.IVA 04865660965
Condizioni d'Uso & Privacy
Contatti