Capraia

Un ottimo punto di partenza per un fine settimana magari “allungato” sono due siti internet ed i relativi link

www.isoladicapraia.it

www.toremar.it

A questo punto è chiaro che stiamo parlando dell’isola di Capraia.
Mi sembra inutile dilungarmi su come arrivare (partenza da Livorno), itinerari e alloggi, internet può farlo meglio di me. Inoltre qualunque sia la sistemazione che sceglierete, il gestore del vostro alloggio, oltre all’azienda di soggiorno e turismo, vi fornirà consigli e cartine per muovervi sull’isola.

Qualche parola è bene invece spenderla per le cose utili che i canali ufficiali non dicono, o che lasciano solo intuire. Inutile portare la macchina, la rete stradale è inesistente (800mt di strada) e la circolazione molto limitata nei periodi di maggior afflusso turistico.

Capraia è come tutte le isole circondata dal mare, che seppure splendido, è difficile da raggiungere, di fatto, a meno di non avere una barca ci sono solo un paio d’accessi, ovviamente niente sabbia.
Non resta che andare per sentieri equipaggiati con scarpe robuste anche se non necessariamente da montagna, qualcuno, quando ha tracciato i sentieri, si è divertito a mettere le pietre in posizione verticale.

Uno zaino con tantissima acqua e qualcosa da mangiare è indispensabile per le escursioni più lunghe, osservatorio, faro e stagnone. Tenete presente che per raggiungere queste tre mete occorre una giornata intera, io per giornata intendo partenza alle 8,30 rientro alle 18-18,30.

La stagione ideale sarebbe la primavera, diciamo maggio-giugno, quando ancora il vento mitiga la temperatura, dopo potrebbe essere troppo caldo per camminare parecchie ore sotto il sole.

Ovviamente non può mancare la macchina fotografica. Sconsiglio vivamente borse e borsine, alcuni tratti dei sentieri sono invasi dalle piante e si fatica a farsi largo.

Una compatta sarebbe l’ideale.

Personalmente avevo con me la Canon 20D equipaggiata con il 17-85 ed il 70-300 sempre Canon, il tutto sparpagliato nelle mille tasche di un comodissimo gilet da pesca convertito ad uso fotografico. Il telezoom trova ragione d’essere solo per i bellissimi gabbiani che popolano le scogliere, altrimenti consideratelo un peso inutile.

L’uso del giubbino è discutibile, se da un lato offre la possibilità di portare addosso il materiale dall’altro non offre nessuna protezione contro urti ed eventuali intemperie. La dotazione “foto” era completata da una batteria di ricambio e una CF. In albergo caricabatteria e Xdrive per l’eventuale scarico delle schede.

Buona scarpinata e buona luce.

Walter Bendoni

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