RajasthanLa poderosa spinta dei motori del 747 mi incolla al sedile, lascio la fredda Europa, si vola verso oriente, si vola verso l’India. India, una terra sognata e immaginata, la terra delle fiabe e della storia di Kim. Una terra di magia e di profumi, una terra di santoni e donne ammantate di profumi e misteri. Finalmente oggi l’ho incontrata, dico incontrata perché è un’entità difficile da descrivere tanto è forte l’impatto su ognuno dei nostri sensi, i profumi delle spezie nei mercati, i colori ed i suoni, gli sguardi furtivi e timidi delle ragazze attraverso i loro veli colorati, i loro occhi grandi, immensi e scuri come la notte. Le donne indiane, la vera essenza dell’India, eleganti e fiere nel loro quotidiano fatto di pesi trasportati sulla testa e duro lavoro nei campi, le vedi incedere fiere con i loro bimbi in braccio, ti sorridono calorose e timide nella loro inconscia bellezza, un misto di capelli neri e pelle ambrata, sorrisi candidi e “saree” coloratissimi, ornate di gioielli che le fanno sembrare delle regine in un regno spesso fatto di polvere e terra, acqua stagnante e sciami di mosche. India è anche rumore, una cacofonia incessante di suoni, le campanelle dei templi che invitano alla preghiera mentre i clakson delle auto e dei “tuk tuk” suonano incessantemente, le radio a volume altissimo gracchiano improbabili musiche sulle porte dei negozi, la gente urla per cercare di sovrastare il rumore e farsi sentire fra il muggire delle vacche e i latrati dei cani. Il Rajasthan è una terra di templi e palazzi di Maharaja, una buona guida turistica potrà offrirvi tutta una serie di utilissime informazioni, forse quello che non dicono è che bisogna dedicare meno tempo ai palazzi, per vedere l’India è indispensabile camminare per le viuzze della “città vecchia”, passeggiare nei mercati e lasciarsi trasportare dal fiume umano in continuo movimento. Scordatevi di guidare, noleggiare un’auto senza autista vuol dire complicarsi se non addirittura rovinarsi il viaggio. Le indicazioni stradali quasi non esistono e comunque sono scritte in indi, inoltre l’assurdo modo di guidare rende di fatto impossibile districarsi fra mucche carretti camion pedoni cammelli e qualsiasi altra cosa capace di muoversi ma anche di restare ferma in mezzo di strada.
Fotograficamente parlando l’India è un paradiso, le persone sono sempre molto disponibili a farsi fotografare e non mancano certo i soggetti, molto apprezzati sono piccoli “gift” sotto forma di confezioni di shampoo italiano. Discorso diverso è la luce, spesso il cielo è grigio smog e sinceramente non è il massimo. Personalmente sono partito con una reflex digitale, un 17-40 ed un 70-200, due batterie, due schede memoria ed un hard-disk da 40 GB. Articoli Correlati
Commenta su Facebook
|
|
|||||||||||||||||||||
|
Direttore Responsabile Marco Zanirato |
||||||||||||||||||||||