
dal Nord del Vietnam alla Cambogia
Testo & Immagini di Gianluca Nostro ed Elisabetta Rosso
Un viaggio "improvvisato" ma indimenticabile. Una destinazione scelta all'ultimo come alternativa ad un viaggio in Libia che aveva ormai subito piccoli intoppi logistici. In due notti, devo dire già intense di emozioni, mano ad internet, abbiamo pianificato il tutto.
Il Vietnam e la Cambogia sono destinazioni per le quali è possibile organizzarsi autonomamente. E' possibile trovare in rete diverse offerte per i pernottamenti, i trasporti e le visite guidate, soprattutto per le poche destinazioni dove non è consigliato addentrarsi da soli (come ad esempio la zona demilitarizzata, per la presenza ancora viva di mine antiuomo).
4 Ottobre 2008
Zaini in spalla, destinazione aereoporto.
5 Ottobre 2008
Arriviamo ad Hanoi. La città colpisce subito per l'indescrivibile presenza di motorini ed il traffico disorganizzato. "Basta poco per abituarsi. Una regola suggerita dai locali: “mentre attraversate la strada non fermatevi, per nessun motivo. Saranno i motorini ad evitarvi, se non rallenterete il vostro passo." Ed è stato proprio così. Arrivati sotto l'hotel ci aspetta la prima "degustazione" di frutta locale.

Dopo una giornata di vagabondaggio cittadino, incuriositi dalle persone... dalla città, così diversa da come ci aspettavamo, partiamo con un vecchio pulmino verso la “Perfume Pagoda”.
7 Ottobre 2008
Arriviamo in questo immenso tempio ricavato dentro la roccia, in una grotta.

Rientriamo, stanchi ma appagati da questa fantastica esperienza, ad Hanoi. Ci prepariamo per ripartire, la mattina seguente.
8 Ottobre 2008
Il solito vecchio ma scenografico bus ci porta all’imbarco per la crociera nella Baia di Halong.
Lo spettacolo che ci si presenta è surreale. E’ un salto indietro nel tempo, è una navigazione magica in questo luogo dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Le tante grotte proteggono posti altrettanto surreali quanto sacri.

Non è facile ripartire ma è giunto il momento di riprendere il viaggio verso sud, verso il Delta del Mekong. Arriviamo in aereo a Danang e da qui in macchina raggiungiamo la meravigliosa Hoi-An. Tessuti, colori, templi, cucina e persone attraggono subito l’attenzione del viaggiatore errante ed incredulo. Hoi-An è un gioiello, rimasta intatta nel tempo.

10 ottobre 2008
Giriamo senza una meta precisa per Hoi-An. Cerchiamo tessuti e lo facciamo lontano dalle mete più turistiche. Troviamo una sartoria molto particolare: in un vecchio palazzo completamente in legno i reduci della guerra sete. Abbiamo scelto questo tessuto viola.

Nei tanti canali che passano per la città incontriamo sorridenti pescatori.

12 ottobre 2008
E' ora di partire: destinazione Huè. La cittadina è un punto di approdo per andare a visitare la famosa zona demilitarizzata. Strano il destino di questa terra: è qui, in quella che viene chiamata DMZ, che si sono consumati i combattimenti più sanguinari. Ancora peggio, è qui che il fuoco americano è entrato nelle baracche dei civili, strappando quelle che erano già fragili vite. Ma la storia è ben nota.
Basta scendere dall’autobus per capire che ci si trova in un posto particolare, il silenzio è abbastanza eloquente ma ancora di più lo sono i visi e le espressioni delle persone che incontriamo. Nonostante tutto, un sorriso, da queste parti, non si nega a nessuno.

C’è voglia di ritornare ad una normalità che, nonostante gli anni passati, non è ancora scontata. Si cercando colori, anche nelle giornate grigie.

Visitiamo zone di guerra e cunicoli che si diramano sotto terra. Qui si rifugiavano i civili, vivendo sepolti tutto il giorno e uscendo la notte per buttarsi nell’acqua dell’oceano nascosto dalla montagna, dall’altra parte dell’ingresso.

Concludiamo la visita con una domanda, forse scontata, alla guida. Chiediamo: “vengono tanti americani in visita qui?” “Si”, risponde. “E qual’è il loro commento, quali sono le reazioni?”
“Chiedono scusa” risponde. Certo, non bisogna generalizzare ma (tra le altre cose lo dico da filoamericano) qui la bandiera stelle e strisce ha lasciato un segno visibile e che sarà forse indelebile ancora per anni.
L’esperienza, certo, è toccante ma un segno di pace, un “benvenuti” ci aspetta al nostro ritorno.

Stiamo per lasciare il Vietnam, siamo a Sud. Lasciamo il leggendario Mekong e in pullman attraversiamo il confine con la Cambogia, destinazione Phnom Penh.
Cambia completamente lo scenario. La Cambogia, almeno questa zona di confine, è molto più rurale del Vietnam.
Facciamo una tappa di ristoro ma da queste parti lo snack è un po’ anomalo per la nostra cultura culinaria!

16 ottobre 2008
Ultima tappa del viaggio: i templi di Angkor.

Qui, e nei villaggi dei dintorni, vivono ancora famiglie e tantissimi bambini.

All’ombra del tramonto, un’ultima merenda.

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