REPORTAGE
- VIAGGIO A ZANZIBAR
di WALTER
BENDONI

Eccolo
il fiume,il Rufiji, risalire
la corrente su una barca a
motore ed incontrare le varie
specie che lo popolano è
un'emozione unica, peccato
che il punto basso di ripresa
non renda giustizia al paesaggio. |
Zanzibar,
isola delle spezie per qualcuno
isola degli schiavi per altri, sicuramente
un mondo diverso dal nostro, un
mondo dove si mescolano culture
Arabe, Africane e Indiane in un
mix affascinante.
Per chi vede in una vacanza anche
l'occasione di puntare l'obbiettivo
su qualcosa di nuovo, sicuramente
non resterà deluso né
da Zanzibar, né dalla possibilità
di effettuare un breve safari fotografico
nella riserva del Selous, in Tanzania.

Situazione
fotografica non facile sulla
spiaggia di Zanzibar, l'esposimetro
viene inganno facilmente dal
bianco accecante. |
Zanzibar offre gli spunti caratteristici
di tutti i mari tropicali, le classiche
spiagge bianche e via dicendo, ma
salvo qualche scatto non è
durante l'ora del bagnante che si
devono cercare delle buone foto.

Queste
barche hanno un fascino incredibile,
peccato che si riescono a
fotografare solo durante le
ore peggiori, al'alba spesso
sono al largo. |
E' all'alba che la luce è
bellissima, prima ancora che sorga
il sole la vita è già
in moto, e non mancano certo le
occasioni per scattare tenendo sempre
presente che non tutti amano farsi
fotografare.
Purtroppo bastano pochi minuti e
la luce cambia, diventa violenta
e crea contrasti ed ombre difficilmente
gestibili e sicuramente non gradevoli.

Eccola
l'alba, un giovane zanzibarino
cammina verso la propria barca
ma dà l'impressione,
come in un antico rito pagano,
di rendere omaggio al nuovo
giorno. |
Capitolo a parte è Stone
Town, nel mercato ci sarebbe da
consumare un otturatore, ma è
talmente facile scatenare le proteste
della gente che finisci per lasciar
perdere e vai all'African House
a bere una birra e goderti il tramonto.


Mercato
a Stone Town, Zanzibar. Fotograficamente
parlando ricco di spunti ma
non tutti accettano di essere
fotografati, è buona
regola chiedere prima di puntare
la macchina. |

Ogni
volta che guardo questa foto
non posso fare a meno di chiedermi
se riuscirà a conservare
quel suo sguardo, non posso
fare a meno di chiedermi quale
sarà il suo futuro...... |

....o quale sarà il
futuro di questi bambini,
se per loro ci saranno ancora
albe rosate o diventeranno
parte di una qualche statistica...... |
Sono partito da
casa con un corredo "classico
appesantito", così io
definisco l'EOS3 corredata da 17-40L
f4 e 70-210L f2.8 più naturalmente
batterie di ricambio e una mezza
montagna di VELVIA.

.......e cosa ne sarà
del progetto di Nassor, spero
che le foto che faticosamente
sono riuscito a spedirgli
possano aiutarlo nel suo lavoro
di guida turistica. Nel frattempo
si consola con un tonno appena
pescato. |
L'uso di diapositive o negativo
è una questione strettamente
personale, non mi sento di dare
consigli, riguardo alla sensibilità
se non si dispone di ottiche luminose
forse qualche rullino da 400iso
potrebbe tornare utile nel caso
si decida per il safari, a Zanzibar
non serve assolutamente.

Forti contrasti di luce mettono
a dura prova la latitudine
di posa dell'emulsione. |
SELOUS
GAME RESERVE, per gli amici Selous.
Un piccolo assaggio di Africa, quella
dei leoni, delle piste di atterraggio,
l'aeroporto te lo scordi, atterri
scansando pozze e scimmie direttamente
nel campo tendato, lasci il bagaglio
e tempo mezz'ora sei seduto su una
jeep completamente aperta a cercar
leoni.
E i leoni li trovi davvero, tanto
vicini che il 200mm è anche
troppo. Un 400mm sarebbe indispensabile
per fotografare tutte le altre specie
di animali, in particolar modo gli
ippopotami sul fiume.

Trovarsi a non più
di 10mt e credere che per
lui siamo sol di passaggio
e quindi degni al massimo
di un'occhiata distrata non
è facile, almeno la
prima volta. |
I
ranger si avvicinano moltissimo
ai felini che a detta loro "non-ti-fanno-niente-se-resti-sulla-jeep"
ma giraffe e zebre non si lasciano
avvicinare più di tanto e
il ranger che guida la motobarca
non si avvicina molto agli ippopotami
che a detta sua sono più
pericolosi dei felini.

Ippopotamo con passeggeri,
eravamo relativamente distanti
dal fiume, questo incontro
è stato un pò
una sorpresa per tutti. |
In tutto questo girovagare come
se la passa la nostra attrezzatura???
Abbastanza bene se hai avuto l'accortezza
di chiudere bene la borsa e posarla
su qualcosa di morbido (in Africa
tutto è fuori misura, dagli
insetti alle buche sulla pista).
Naturalmente non puoi sempre aprire
e chiudere la borsa, quindi terrai
in mano la reflex corredata di telezoom
e provvederai tu stesso a fare da
ammortizzatore umano.

Le abbondanti piogge dei giorni
precedenti hanno lasciato
pozzanghere ovunque, due giraffe
ne approfittano mentre il
resto del gruppo vigila. |
Scherzi a parte nei giorni che sono
stato nel Selous grazie alle recenti
piogge è mancata la polvere,
ero pronto ad affrontarla con robusti
sacchi di plastica ma non so come
sarebbe andata a finire.
Discorso a parte riguarda l'uso
del treppiede, o monopiede.

La savana, insolitamente verde
grazie alle recenti piogge,
ancora qualche giorno e tutto
tornerà come prima. |
Impossibile
poterlo usare, perché è
proibito scendere dalla jeep se
nelle vicinanze ci sono animali,
perciò non resta che trovarsi
un appoggio magari imbottito. Qualcuno
usa portarsi un sacchetto che poi
riempie di fagioli e crea un comodo
appoggio sagomabile per il TELE
(mi ci vedo al mercato di Zanzi
a comprar fagioli).

La
sera durante la cena si fanno i
turni, qualcuno mangia gli altri……sparano
agli insetti, in ogni modo una birra
(marca Kilimangiaro) non manca per
quelli che hanno ancora le forze
per commentare la giornata o fare
programmi per quella successiva.

| La
sera, si rientra al campo
tendato e davanti ad un paio
di birre si commenta la giornata. |
Lasci il Selous con un nodo alla
gola, se un mini safari è
capace di suscitare tante emozioni
è giusto allora pensare ad
un……maxi safari, magari
portando anche la 10D e perché
no, un 100-400.

Tutto
questo non vuol essere né
un racconto né un contenitore
di buoni consigli, del resto scrivere
non è il mio mestiere.

| Pescatori
che quando non pescano pesce
cercano di pescare turisti
(razza più redditizia). |
Sono solo chiacchiere fra amici,
ognuno dai propri viaggi riceve
qualcosa che non è facile
condividere e far capire ad altri,
potrei scrivere del cielo stellato,
dei rumori notturni vicino alle
tende oppure di come la mattina
vieni svegliato dalle scimmie (attenzione
a lasciare oggetti a giro), ma non
penso che ne sarei capace.
Preferisco
lasciare spazio ai ricordi per chi
c'è stato e alla fantasia
per chi ci andrà.
Tutto quello che posso dire è
che laggiù, come mai in nessun
altro posto ho sentito di "essere
tornato a casa".
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